Export

Venerdì 9 Settembre 2022

L'avanzo delle partite correnti della Corea crolla mentre il saldo commerciale va in rosso

La Corea a luglio ha registrato un avanzo delle partite correnti per il terzo mese consecutivo, ma il surplus è crollato quando il saldo delle merci è diventato rosso per la prima volta in circa 10 anni a causa del rapido aumento dei costi di importazione di energia e altre materie prime.

Secondo i dati preliminari della Banca dii Corea l'avanzo delle partite correnti del paese è stato di 1,09 miliardi di dollari a luglio, rispetto ai 5,61 miliardi di dollari registrati nel mese precedente.

L'eccedenza di luglio è stata anche molto inferiore rispetto allo stesso mese del 2021, quando il paese aveva registrato un'eccedenza di $ 7,71 miliardi.

Nel periodo gennaio-luglio 2022, il surplus cumulativo del paese si è quasi dimezzato a 25,87 miliardi di dollari da un surplus di 49,46 miliardi di dollari registrato nello stesso periodo del 2021.

Il paese ha importato beni per un valore di 60,23 miliardi di dollari a luglio, il 21,2% in più rispetto all'anno precedente, mentre le esportazioni sono cresciute del 6,9% su base annua per un valore di 59,05 miliardi di dollari.

Tra le importazioni gli acquisti di materie prime rispetto al 2021 sono aumentati del 35,5% con in particolare le importazioni di carbone e petrolio greggio che sono aumentate rispettivamente del 110% e del 99,3%.

Di conseguenza a luglio, il saldo commerciale della Corea per la prima volta dal 2012 ha registrato un deficit di 1,18 miliardi di dollari. 

Fonte: https://bit.ly/3QqGwlv

 

(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)

Ultima modifica: Venerdì 9 Settembre 2022
Giovedì 1 Settembre 2022

Perdita di ricavi delle aziende esportatrici turche

Le aziende esportatrici turche stanno affrontando costi crescenti ed entrate in calo dopo che il dollaro si è rafforzato rispetto all'euro, raggiungendo la parità per la prima volta da oltre due decenni; la perdita nel primo semestre del 2022 è stata valutata di circa il 15% soprattutto colpendo l'industria automobilistica, principale motore delle esportazioni turche: “oltre il 65% delle esportazioni dell'industria automobilistica sono in euro ma molte materie prime vengono acquistate in dollari e il rafforzamento della moneta statunitense influenzerà negativamente la nostra competitività nel mercato europeo”, ha affermato Baran Çelik, DG dell'Uludağ Automotive Industry Exporters Association (OIB).

Anche l’industria dell’abbigliamento (che esporta per il 70% nell'Unione Europea) sta perdendo competitività a vantaggio delle aziende rivali dell'Estremo Oriente che, al contrario, guadagno in competitività in quel settore.

Il quadro per le aziende si complica non solo per la continua svalutazione della lira turca ma anche per il recente l'obbligo introdotto dal Governo alle aziende nazionali di convertire una parte dei ricavi derivanti dall’export in valuta nazionale.

I dati annunciati dal Ministro del Commercio Mehmet Mus il 22 luglio scorso e riferiti al mese di giugno registrano un aumento del 18,7% dell’export turco che si attesta a 23,4 miliardi di dollari mentre le importazioni aumentano del 39,7% raggiungendo i 31,6 miliardi di dollari; nei primi sei mesi dell’anno la crescita dell’import turco (+40,6%) raddoppia sulle vendite (+20,0%) soprattutto per il sostenuto aumento dei prezzi delle materie prime.

Il disavanzo commerciale, che era sceso a 25 miliardi di dollari nel 2019, è salito a oltre 76,5 miliardi lo scorso mese di giugno, il livello più alto degli ultimi quattro anni. Anche se le stime per la seconda parte dell’anno prevedono incrementi più moderati sia nelle esportazioni che nelle importazioni, la strategia indicata dal Ministro Mus sarà quella di una maggiore diversificazione aumentando le vendite nei Paesi più lontani (i due terzi delle esportazioni vengono effettuate in paesi relativamente vicini) aumentando l’export in 18 paesi che si trovano a più di 2.500 chilometri dalla Turchia (Stati Uniti, Canada, Messico, Brasile e Cile, Cina, Giappone, Corea del Sud, Pakistan, India, Indonesia, Malesia, Thailandia, Filippine e Vietnam, Sud Africa, Nigeria e Australia) e che detengono una quota pari al 64% nell'economia mondiale, realizzando il 47% delle importazioni mondiali di beni.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana di Izmir)

 

Ultima modifica: Giovedì 1 Settembre 2022
Venerdì 29 Luglio 2022

Slovacchia: lo Stato limita le esportazioni di alcuni prodotti agricoli

Il Decreto n. 258/2022 Coll. del Ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Repubblica Slovacca, che determina l'elenco dei prodotti agricoli e alimentari e il valore critico delle loro scorte, necessari per garantire la sicurezza alimentare dello Stato, è stato pubblicato in data 21/07/2022. I seguenti prodotti sono stati inclusi nell'elenco dei prodotti essenziali per garantire la sicurezza alimentare dello Stato: grano, segale, orzo, avena, mais, soia, colza, girasole e lievito di birra. Gli agricoltori che esportano uno di questi prodotti in un altro Stato membro o in un Paese terzo in una quantità superiore a 400 t per mese sono tenuti a notificarlo per via elettronica al Ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale entro il 10° giorno del mese civile immediatamente precedente a quello in cui l’azienda desidera esportare il prodotto. Il decreto è entrato in vigore il 21 luglio 2022, data della sua promulgazione. In caso di mancato rispetto dell'obbligo di notifica ai sensi dell'articolo 24 della legge sui prodotti alimentari, il Ministero infligge un'ammenda compresa tra 100 e 20 000 euro.

Fonte: https://bit.ly/3Q5Lapi

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Slovacca)

 

Ultima modifica: Venerdì 29 Luglio 2022
Martedì 5 Luglio 2022

Slovacchia: controllo alle esportazioni su alcuni prodotti alimentari di base

Il Ministero dell'Agricoltura ha pubblicato una lista di prodotti di base di cui vuole controllare le esportazioni. Il Parlamento ha conferito al Ministero questo potere in seguito all'invasione russa e la conseguente emergenza. L'elenco comprende 15 prodotti, principalmente vari tipi di semi oleosi e cereali, ma anche il lievito per la panificazione.

Il Ministero ha anche stabilito delle riserve minime nazionali per ogni prodotto, ad esempio 411.000 tonnellate per il grano.

Le aziende dovranno comunicare allo Stato qualsiasi progetto di esportazione dei prodotti regolamentati e il Ministero avrà un potere di veto sulle esportazioni.

Fonte: https://camitnews.it/

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Slovacca)

Ultima modifica: Martedì 5 Luglio 2022
Venerdì 20 Maggio 2022

Il commercio bilaterale Brasile-Italia mostra una crescita nel 2021

Il commercio bilaterale con il Brasile-Italia è stato il 15° più grande del Brasile per esportazioni dal Paese per un totale di circa 5.478,9 miliardi di dollari e il 7° per importazioni dal Brasile per un totale di circa 3,9 miliardi di dollari. Come previsto, il 2021 è stato caratterizzato da una crescita delle importazioni dal Brasile del 34,4% e le esportazioni brasiliane, invece, hanno avuto una crescita del 26,4% rispetto al 2020, a causa della ripresa dell’economia dopo la fase più acuta della pandemia. (ComexStat)

I principali settori con le maggiori importazioni dal Brasile nel 2021 sono stati:

  • Industria manifatturiera: 5,4 miliardi di dollari
  • Agricoltura: 29,5 milioni di dollari
  • Altri prodotti: 4,27 milioni di dollari

Da segnalare le importazioni dal Brasile verso l’Italia di parti e accessori per autoveicoli e relativi motori che hanno avuto un valore FOB di US$ 424 milioni, con un incremento del 75,20% rispetto all’anno precedente; I motori a pistoni e i loro componenti avevano un valore FOB di 323 milioni di dollari, in aumento del 69,11% rispetto al 2020; Medicinali e prodotti farmaceutici diversi dai veterinari hanno un valore FOB di $ 276 milioni, in aumento del 21,59% su base annua. Tuttavia, altri farmaci, compresi i veterinari, avevano un valore FOB di 305 milioni di dollari, in calo del 27,61% rispetto all’anno precedente. (ComexStat)

I principali settori con le maggiori esportazioni dal Brasile nel 2021 sono stati:

  • Industria manifatturiera: 2,2 milioni di dollari
  • Agricoltura: 928 milioni di dollari
  • Industria estrattiva: 662 milioni di dollari
  • Altri prodotti: 35,3 milioni di dollari

Tra queste spiccano le esportazioni di cellulosa, con un valore FOB di 383 milioni di dollari USA, in crescita del 24,79% rispetto all’anno precedente; Il caffè tostato ha un valore FOB di 477 milioni di dollari, in aumento del 14,38% rispetto all’anno precedente; La soia presentata come valore FOB di US$ 382 milioni, in crescita dell’81,04% rispetto al 2020; Il minerale di ferro e i suoi concentrati hanno raggiunto un valore FOB di 412 milioni di dollari, una crescita record del 169,28% rispetto all’anno precedente. (ComexStat)

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

 

Ultima modifica: Martedì 14 Giugno 2022
Martedì 3 Maggio 2022

Aumentano le esportazioni italiane del comparto arredamento ed edilizia negli Stati Uniti

Nel 2021, anno di crescita delle esportazioni in tutti i settori della manifattura italiana negli Stati Uniti, uno dei settori cresciuti maggiormente è stato il comparto Arredamento ed Edilizia, dove si è registrato un +32% rispetto all’anno precedente e un +20,9% rispetto al 2019, ovvero prima della pandemia. Il totale delle esportazioni italiane in valore è stato pari a 3.428,7 milioni di dollari.

Nel complesso il comparto Arredamento ed Edilizia ha rappresentato il 3,1% del totale dell’export italiano verso gli Stati Uniti nel 2021.

Tra i prodotti del comparto, crescono maggiormente rispetto all’anno precedente il comparto Tessile per la Casa (+55,2%), per un valore pari a 52,6 milioni di dollari, le Sedie (+48,4%), per un valore pari a 534 milioni di dollari, e l’Illuminazione (+35,8%), per un valore pari a 137,4 milioni di dollari.

Crescono anche altri settori produttivi molto importanti del comparto Arredamento ed Edilizia come Marmi e Lapidei (+32,9%), Mobili (+30%), Ceramica (+24,8%) e Vetro (+19,9%).

Fonte: U.S. Department of Commerce (rielaborazione ICE New York)

 

(Contenuto editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce Southeast)

Ultima modifica: Mercoledì 1 Giugno 2022
Venerdì 15 Aprile 2022

Report del Mincomes turco sull’andamento dell’interscambio turco durante il primo trimestre del 2022

L’assemblea degli esportatori turchi, nell’ultimo rapporto statistico del mese di marzo, ha riferito che il volume delle esportazioni della Turchia è aumentato del 21,4% nei soli mesi di gennaio e febbraio 2022, raggiungendo un valore totale delle vendite di 37.5 miliardi di dollari. La voce merceologica che ha guidato una tale espansione è stata quella dei prodotti agricoli (+27,8%), con incremento nei primi due mesi del 2022 di oltre di 5,3 miliardi di dollari e con una incidenza sul totale delle esportazioni del 15,5%. Nello specifico, le esportazioni di cereali sono aumentate del 47% mentre i prodotti ortofrutticoli hanno fatto registrare un +36,8%. Frutta secca e prodotti ittici sono invece aumentati rispettivamente del 12,4 e del 45%. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Associazione degli esportatori di cereali, legumi, semi oleosi, Haluk Okutur, ha evidenziato che il settore ortofrutticolo è stato il più redditizio in termini di vendite (+52,7%). Per quanto attiene invece ai mercati di sbocco delle esportazioni agricole turche (in primis cereali e legumi), sempre nel periodo in considerazione, l’Iraq risulta essere il primo partner commerciale della Turchia mentre i prodotti ortofrutticoli sono stati maggiormente esportati in Russia, negli Stati Uniti e in Germania.

Nel solo mese di marzo, secondo quanto recentemente dichiarato il Ministro del Commercio Mehmet Muş, le importazioni si sono invece attestate a 30,9 miliardi di dollari di cui di 8,4 miliardi rappresentati da acquisti di energia; per quest’ultimi l’aumento sul mese precedente è stato del 156%; parallelamente il deficit commerciale è aumentato del 77% attestandosi a 8,2 miliardi di dollari (il disavanzo è stato del 138,4% pari a 26,4 milioni di dollari se consideriamo il primo trimestre 2022 con un deficit delle voci correnti della bilancia dei pagamenti di 25,7 miliardi di dollari); il grado di copertura Export/Import è stato del 73,4% a marzo (95% se escludiamo gli acquisti energetici). I prezzi delle materie prime sono aumentati del 41,8% mentre il petrolio (Brent), che a gennaio scorso era stato fissato a 76 dollari a barile, è aumentato del 70,2% portandosi a marzo scorso a 130 mentre il prezzo del gas naturale europeo è aumentato del 113% in solo tre mesi.

Tornando alla bolletta energica, sempre secondo i dati del Ministero del Commercio turco, la Turchia ha pagato oltre 25 miliardi di dollari nei primi tre mesi dell’anno (16,3 miliardi di dollari dei 25,7 miliardi di dollari totali di importazioni). Sempre nei primi tre mesi del 2022 rispetto all’analogo periodo del 2021, i principali mercati di sbocco per le esportazioni turche sono risultati essere la Germania (1,9 miliardi, in crescita del 13,7%), Stati Uniti (1,56 miliardi, in aumento del 25,6%) e al terzo posto l'Italia con 1,27 miliardi, in aumento del 30,5%. I prodotti dell’industria manifatturiera hanno rappresentato il 94,9% delle vendite turche; seguono i prodotti dell’agricoltura (3,1%) e i prodotti delle miniere (1,5%). I principali mercati da cui la Turchia ha acquistato merci nel primo trimestre dell’anno sono risultati la Russia (4,1 miliardi), seguita da Cina (3,6 miliardi) e Germania (2,24 miliardi). Negli ultimi 12 mesi l’export turco ha raggiunto i 236 miliardi di dollari mentre l’obiettivo del Governo di fine 2022 è fissato a 250 miliardi.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia e della Camera di Commercio Italiana di Izmir)

Ultima modifica: Mercoledì 20 Aprile 2022
Venerdì 15 Aprile 2022

Interscambio commerciale tra Italia e Turchia e tra Ue e Turchia all’inizio del 2022

L’Italia si posiziona quale 5° partner commerciale della Turchia con 1,8 miliardi di interscambio totale (+16,8%) rispetto al 2021, di cui 768 milioni di importazioni (14,5%) e 1.025,3 milioni di esportazioni (18,6%) e un saldo positivo per la Turchia di 256,3 milioni di USD. Nel mese in considerazione, gennaio 2022, l’Italia si conferma dunque quinto fornitore della Turchia dopo Russia, Cina, Germania, Stati Uniti, e il terzo cliente dopo Germania e Stati Uniti. I settori più interessanti degli scambi commerciali con la Turchia sono quelli dei macchinari e delle apparecchiature, degli autoveicoli e dell’industria chimica.

Nello stesso periodo, sempre dalle elaborazioni dell’ICE-Agenzia su dati TUIK (Istituto turco di statistica), nei confronti dell’Unione Europea, principale partner commerciale della Turchia - con il 30,0% dell’interscambio totale - si è passati da 12,2 miliardi di dollari a 13,6 miliardi. Le importazioni dalla UE sono passate da 5,7 miliardi a 6,3 miliardi (9,6%), mentre le esportazioni verso la UE sono aumentate del 13,7%, passando da 6,4 a 7,3 miliardi di dollari. Complessivamente l’interscambio Turchia/UE è aumentato nel mese di gennaio del 11,8% passando da 12,2 miliardi del 2021 a 13,6 miliardi di dollari registrati nell’anno 2022.

La graduatoria generale per singoli Paesi colloca invece al primo posto la Russia con 5,1 miliardi di dollari di interscambio (132,0% rispetto al 2021), di cui 4,6 miliardi di importazioni (153,8%) tra cui prevalentemente energia e 419 milioni di esportazioni (18,8%) con un saldo negativo per la Turchia di 4,2 miliardi di dollari; al secondo posto la Cina, con 3,4 miliardi di interscambio (38,1%), di cui 3,1 miliardi di import (40,8%) e 279,3 milioni di export (14,2%) e un saldo negativo per la Turchia di 2,8 miliardi di dollari.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia e della Camera di Commercio Italiana di Izmir)

 

Ultima modifica: Mercoledì 20 Aprile 2022
Lunedì 21 Marzo 2022

L'export coreano è aumentato del 10% nei primi 20 giorni di marzo

Secondo i dati doganali le esportazioni della Corea sono aumentate del 10,1% nei primi 20 giorni di marzo rispetto all'anno precedente sulla scia della domanda di chip e prodotti derivati dal petrolio.

Secondo i dati del Korea Customs Service, le esportazioni del Paese sono state di 37,3 miliardi di dollari nel periodo dal 1° al 20 marzo contro i 33,8 miliardi di dollari dell'anno precedente.

Secondo i dati, le importazioni sono aumentate del 18,9% su base annua per un valore complessivo 39,3 miliardi di dollari, risultando in un deficit commerciale di 2,08 miliardi di dollari durante il periodo citato.

Per settore, l'export di chip di memoria è aumentato del 30,8% su base annua.

I semiconduttori rappresentano circa il 20% delle esportazioni della Corea, sede di Samsung Electronics Co., il pi grande produttore mondiale di chip di memoria, e del suo rivale SK hynix Inc.

Le esportazioni di automobili, invece, sono diminuite del 18,1% su base annua e quelle dei ricambi del 9,1%. L' automotive rappresenta circa il 7% delle esportazioni della Corea.

Per paese, le spedizioni verso la Cina, il principale partner commerciale della Corea, sono aumentate dell'11,3% su base annua mentre quelle verso gli Stati Uniti sono aumentate del 6%.

Le esportazioni, dalle quali dipende metà del PIL coreano, sono aumentate del 20,6% su base annua a febbraio, segnando 16° mese consecutivo di crescita.

Fonte: https://bit.ly/3N5Ufh4

 

(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)

Ultima modifica: Mercoledì 13 Aprile 2022
Martedì 15 Marzo 2022

Dati pubblicati dall’ICE-Agenzia di Istanbul sull’interscambio commerciale tra Italia e Turchia aggiornati 2021

La Turchia è il primo partner commerciale dell’Italia nell’area del Mediterraneo con un interscambio stabile e bilanciato che, in media, si attesta sui 20 miliardi di dollari l’anno. Secondo i dati elaborati dall’ICE per il 2021, l’Italia è il quinto partner commerciale della Turchia con un interscambio di 23 mld di dollari (+33,3% rispetto al 2020). Siamo il quinto fornitore dopo Cina, Russia, Germania e Stati Uniti e il quarto cliente dopo Germania, Stati Uniti e Regno Unito.

Dopo un 2020 che ha certamente risentito del blocco della produzione, specialmente in Italia, i dati del 2021 appaiono molto incoraggianti specialmente se confrontati con quelli pre-pandemici del 2019. Rispetto al 2019, infatti, l’interscambio complessivo nel 2021 è superiore di ben oltre 5 mld di dollari (17,9 mld di dollari vs. 23,03 mld di dollari) corrispondenti ad un +28,5%. Il 2021, per l’export italiano in Turchia, ha fatto registrare un aumento del 25,7% con un totale di 11 miliardi e mezzo di euro con quasi tutte le principali voci del nostro export in crescita abbondantemente sopra le due cifre con in testa le vendite di combustibili e minerali (+248,2%), pietre e metalli preziosi (+47,6%), di ferro e acciaio (+45,2%) e di macchinari e apparecchiature meccaniche (+33,1%), quest’ultima principale voce del nostro export.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

Ultima modifica: Martedì 15 Marzo 2022