Export

Venerdì 19 Maggio 2023

Bando in favore delle imprese marchigiane per l’utilizzo di servizi integrati all’export, per il tramite delle CCIE

La Camera di Commercio delle Marche, nell’ambito delle azioni rivolte al potenziamento della competitività delle filiere marchigiane sui mercati internazionali, con l’emanazione del presente bando intende stimolare la domanda di servizi qualificati a sostegno dell’export, che rappresentano una delle leve sulle quali è indispensabile agire per portare più imprese all’estero, per ampliare il mercato di chi già vi opera, per entrare in nuovi mercati e, di conseguenza, far crescere in maniera stabile i volumi dell’export regionale.

Per maggiori informazioni e scaricare il bando: https://bit.ly/43cVRN1

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio delle Marche)

Ultima modifica: Mercoledì 20 Settembre 2023
Martedì 16 Maggio 2023

Le relazioni commerciali tra Italia e Turchia - febbraio 2023

Secondo i dati diffusi dall’Agenzia ICE di Istanbul, nel bimestre del 2023 - rispetto all’analogo periodo del 2022 - il commercio estero con la Turchia segna un aumento dell’8,6%, che colloca l’Italia al 6° posto tra i maggiori partner commerciali con 4,2 miliardi di dollari di interscambio ed una quota del 3,4% sul totale importato dalla Turchia. L’Italia in ambito UE si piazza al secondo posto preceduta dalla Germania (7,4 miliardi di merci e servizi venduti) e prima di Francia (3,3 miliardi) e Spagna (2,7 miliardi), confermandosi come primo partner commerciale della Turchia nell’area del Mediterraneo. Nei mesi gennaio-febbraio 2023, le esportazioni italiane sono state poco più di 2,184 miliardi di dollari con un incremento dell’export in valore del 22,7% rispetto al 2022, che collocano, come detto, il nostro Paese al 6° posto tra i principali fornitori della Turchia preceduti da Russia, Svizzera, Cina, Germania e Stati Uniti. L’Italia balza invece al quarto posto, subentrando al Regno Unito, tra i principali clienti dopo Germania, Stati Uniti e Russia con 2,034 miliardi di dollari di beni acquistati. La bilancia commerciale è piuttosto in equilibrio, con un lieve saldo positivo per l’Italia di poco inferiore ai 150 milioni di dollari.

La dinamica dell’export italiano nei mesi in osservazione è stata trainata dalle vendite di combustibili e oli minerali (+241,3%) e da quelle della voce merceologica “metalli e pietre preziose” (+226,4%) e, in misura meno marcata, dalle nostre esportazioni di prodotti chimici (95,8%). È risultato in calo invece l’export di ferro e acciaio (-12,2%). In termini assoluti, le principali voci del nostro export nel mese in osservazione restano quelle tradizionali dei “macchinari e apparecchiature meccaniche” che si sono attestati su un valore di circa 259 milioni di dollari.

Nel confronto con i principali partner commerciali europei, nel bimestre gennaio-febbraio 2023 si rileva ancora una crescita delle esportazioni dell’Italia superiore agli incrementi registrati dalla Germania (+16% rispetto al nostro +22,7%) e dalla Francia (+14,7%), che guadagna quote nei confronti dei nostri tre principali concorrenti. La dinamica dell’export turco fa invece registrare nel bimestre in osservazione un calo negli acquisti italiani ferro e acciaio mentre e un aumento di combustibili (+100%) mentre la prima voce dell’import italiano resta quella degli “autoveicoli, trattori e parti di ricambio” con quasi mezzo miliardo di dollari.

Tra gli incrementi maggiori delle esportazioni complessive della Turchia, nel primo bimestre 2023 si segnala l’aumento fatto registrare verso la Federazione russa (+132,1%) mentre la dinamica dell’import turco segna, tra i più cospicui aumenti, un incredibile +1.450,6% dalla Svizzera (da imputare ad una forte impennata della richiesta di oro) nonché un forte incremento dell’import dagli Emirati Arabi (+56.3%).

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

Ultima modifica: Martedì 16 Maggio 2023
Giovedì 11 Maggio 2023

L’interscambio commerciale della Serbia, marzo 2023

Secondo i dati dell'Ufficio statistico serbo, nel periodo gennaio-marzo 2023 la Serbia ha:

- esportato merce per un valore di 7309,70 milioni di euro, con un aumento del 15,80% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso;

- importato merci per 9413,50 milioni di euro, con un aumento del 0,70% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Gli scambi complessivi delle merci sono stati pari a 16723,20 milioni di euro, con un aumento del 6,80% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Espresso in euro, il deficit è di 2103,80 milioni, con una riduzione del 30,70% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La copertura delle importazioni rispetto alle esportazioni è del 77,60% ed è maggiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, quando era del 67,50%.

L’interscambio commerciale è stato maggiore con i paesi con i quali la Serbia ha firmato accordi di libero scambio. Gli Stati membri dell'UE rappresentano il 59,30% dell’interscambio totale. L’Italia è stata il terzo cliente (467,50 milioni di euro) ed il quarto fornitore (636,50 milioni di euro) della Serbia, nonché uno dei principali investitori stranieri nel Paese.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Giovedì 11 Maggio 2023
Giovedì 27 Aprile 2023

Brasile - Surplus commerciale in aumento

Surplus commerciale ancora su nel 2022, non solo per trainato dei prezzi delle materie prime

Nel 2022 l’interscambio commerciale brasiliano (la somma di esportazioni e importazioni) ha registrato un incremento del 21%, dopo quello del 36% nel 2021, raggiungendo la nuova cifra record di 607 miliardi di dollari.

L’incremento del valore dell’export (a 334,5 miliardi), spiegato dal miglioramento del commercio mondiale, dall’apertura di nuovi mercati di sbocco a causa del conflitto in Ucraina e dall’aumento del prezzo delle commodities ha superato quello dell’import (a 272,7 miliardi), che ha beneficiato principalmente dell’incremento dei prezzi di petrolio e altri beni energetici. La crescita di export e import, rispettivamente leggermente superiore e inferiore alle attese, ha determinato un saldo migliore di quello previsto: 62 miliardi di dollari (3,2% del PIL), nuovo record della serie storica.

La quota del surplus originato dalla Cina è calata al 47% (dal 66% nel 2021), mentre quella dell’export acquistato dal gigante asiatico, la cui economia è in rallentamento, è scesa al di sotto del 30%. Nonostante ciò, va segnalata la positiva apertura nello scorso novembre del mercato cinese al mais brasiliano. Il valore dell’export di quest’ultimo è triplicato nel 2022 non solo per l’aumento del prezzo, ma anche perché il prodotto brasiliano ha conquistato gli spazi lasciati aperti dalla crisi dell’Ucraina, quinto produttore a livello globale.

Nella classifica dei fornitori di importazioni, capeggiata dalla Cina, l’Italia si è confermata al settimo posto – al secondo tra i paesi UE, dopo la Germania. L’interscambio bilaterale con l’Italia è aumentato dell’11,3% (a 10,4 miliardi di dollari), riportandosi a un livello di poco inferiore rispetto al record registrato nel 2011. Il saldo commerciale, a favore dell’Italia dal 2009, si è ridotto a 0,6 miliardi di dollari.

Le importazioni brasiliane dall’Italia hanno registrato un balzo del 2% (a 5,6 miliardi di dollari): gli acquisti di prodotti chimici e farmaceutici (la seconda categoria di prodotti italiani più rilevante sull’import brasiliano con una quota del 21%) sono aumentati più della media (+19%), mentre hanno segnato un calo del 9% macchinari e apparecchiature elettriche.

Le prospettive per il 2023 continuano a essere positive, nonostante l’attesa frenata per il commercio mondiale. Secondo l’Associazione per il Commercio Estero del Brasile il saldo commerciale potrebbe addirittura aumentare perché il progressivo rientro dei prezzi delle materie prime, già iniziato negli ultimi mesi, colpirebbe prima e con intensità maggiore nel prossimo anno le commodities energetiche di quelle minerali e agricole.

Fonte: Rivista AFFARI numero 176 | pagine 56 e 57: https://bit.ly/41HAX8x

 

 

(Contenuto editoriale a cura della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)

Ultima modifica: Giovedì 27 Aprile 2023
Mercoledì 19 Aprile 2023

Quadro della politica commerciale Costa Rica-Italia

Politica commerciale Costa Rica

La politica commerciale avviata dalla Costa Rica dalla fine degli anni '80 ha consentito la trasformazione da un'economia dominata dalla produzione ed esportazione di caffè e banane ad una grande diversità, che attualmente ha importanti attività industriali. Gli alti tassi di crescita degli ultimi anni, insieme ai miglioramenti generali degli indici socioeconomici del paese, dimostrano che questa apertura ha prodotto risultati significativi.

Di conseguenza, la Costa Rica ha registrato una crescita sostanziale dei suoi prodotti esportati, il cui numero è aumentato con un tasso medio annuo dell'8% dal 2001.

Il paese ha avuto un grande successo nella diversificazione della sua produzione e dei suoi prodotti da esportare a favore di beni e servizi a più alto valore aggiunto e di settori specifici come quelli dell'alta tecnologia e dell'ecoturismo. Attualmente, il Costa Rica esporta oltre 4000 prodotti verso più di 153 destinazioni e le esportazioni e le importazioni rappresentano oltre il 90% del PIL.

Inoltre, gli investimenti esteri diretti sono diventati un aspetto significativo dell'economia nazionale, che porta allo sviluppo economico di nuove industrie come la produzione di microchip e una serie di servizi per le imprese multinazionali. Negli ultimi 10 anni, il paese ha registrato una crescita consistente dei suoi investimenti esteri diretti; attualmente, più di 200 società multinazionali operano in Costa Rica.

Oggi, le esportazioni del Costa Rica si sono diversificate in migliaia di prodotti eterogenei, venduti in tutto il mondo, e il paese è pienamente riconosciuto come uno dei 30 principali esportatori di prodotti high-tech.

Il Costa Rica è riuscito ad attrarre una quantità in forte crescita di investimenti esteri diretti, grazie a una solida piattaforma per le esportazioni, vari sforzi per garantire coerenza e l'attuazione efficace della sua politica commerciale e di investimento

Negli ultimi dieci anni, il paese ha attuato una serie di linee guida che guidano e rendono coerente la politica nazionale per avere una maggiore presenza sui mercati mondiali, come la partecipazione al sistema multilaterale, la promozione dell'integrazione regionale, negoziati per accordi di libero scambio, investimenti e maggiore apertura economica.

Pertanto, negli ultimi due decenni, la nazione latino-americana si è distinta per una forte trasformazione del suo modello di sviluppo, mirando a una vera diversificazione della sua attività economica. Uno dei settori che è diventato il simbolo di questa trasformazione è senza dubbio quello dei prodotti sanitari.

Gran parte delle esportazioni del Costa Rica consisteva in prodotti agroalimentari, principalmente frutta tropicale e caffè. Dall'inizio del secolo, tuttavia, si è assistito ad una forte crescita delle esportazioni di dispositivi e attrezzature mediche, medicinali ed elettromedicali, tanto che questi articoli pesano oggi circa il 35% delle esportazioni totali del paese.

Ruolo internazionale Costa Rica

La Costa Rica è membro fondatore delle Nazioni Unite e, su molti temi, ha assunto un ruolo di primo piano che va al di là delle sue ridotte dimensioni geopolitiche, come il suo impegno per il disarmo, la protezione dei diritti umani, del l'ambiente e la sua ferma opposizione alla pena di morte.

Il paese fa parte di diverse organizzazioni regionali, tra cui l'Organizzazione degli Stati Americani-OSA (di cui è anche Paese fondatore), la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) ed è inoltre membro del Sistema di Integrazione Centroamericana (SICA) della Presidenza di questo semestre.

Oltre ad essere membro dell'Organizzazione del Commercio Internazionale, il paese ha firmato un gran numero di trattati commerciali con paesi e regioni del mondo: con gli Stati centroamericani (Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Panama, Repubblica Dominicana e Belize) e attraverso accordi congiunti con Messico, Cile, Stati Uniti, Canada e Unione europea.

Questi accordi commerciali rendono il Costa Rica una magnifica piattaforma per fare affari in tutta la regione anche perché lo Stato fornisce un accesso preferenziale a un mercato di oltre 2,5 miliardi di persone che rappresenta il 66% del PIL mondiale.

Relazioni commerciali Costa Rica-Italia

Le relazioni bilaterali tra Italia e Costa Rica - a livello diplomatico iniziate nel 1864 - sono tradizionalmente caratterizzate da una grande amicizia e collaborazione in campo economico, commerciale, politico e culturale.

La presenza economica italiana in Costa Rica consiste in un gran numero di aziende locali, ma di origine italiana e con un'alta diffusione di prodotti e beni italiani nei settori dell'alimentazione, della moda, dell'arredamento, delle macchine per il movimento della terra e delle macchine in generale.

L'importazione italiana dalla Costa Rica è costituita, per oltre il 90%, da prodotti di colture permanenti (banane e caffè). L'importazione costaricana dall'Italia, invece, è molto più varia: macchinari e forniture mediche sono solo alcuni dei prodotti importati.

L'Italia è il sedicesimo mercato di destinazione delle esportazioni della Costa Rica e copre una quota di mercato dell'1% del totale delle esportazioni costaricane. La Costa Rica, invece, è il 101° mercato di destinazione di esportazione dell'Italia e in questo caso la quota di mercato coperta è meno dello 0,1% del totale delle esportazioni italiane.

Seguendo la stessa tendenza, l'Italia è il 20° fornitore del Costa Rica, mentre il Costa Rica è il 96° fornitore dell'Italia.

Le importazioni italiane dalla Costa Rica sono sempre superiori ai 200 milioni di euro, mentre le esportazioni italiane verso la Costa Rica non superano i 150 milioni di euro.

La bilancia commerciale tra i due paesi sta progressivamente raggiungendo una posizione di equilibrio; oggi, c'è un deficit a carico del Costa Rica di appena 10,4 milioni di dollari.

Le relazioni tra Costa Rica e Italia sono sempre state caratterizzate da una grande collaborazione anche perché i due Paesi incontrano spesso convergenze su moltissimi temi.

Le relazioni tra Costa Rica e Italia sono sempre state caratterizzate da una grande collaborazione anche perché i due Paesi incontrano spesso convergenze su moltissimi temi.

Il paese centroamericano, tra le altre cose, fu uno dei primi paesi a riconoscere il Regno d'Italia e, dopo la Seconda guerra mondiale, Roma e San Giuseppe ristabilirono rapidamente eccellenti relazioni.

Fonti: https://bit.ly/41IdK5V; https://bit.ly/40kei0C

 

(Contenuto editoriale a cura della Cámara de Industria y Comercio Ítalo-Costarricense)

Ultima modifica: Mercoledì 19 Aprile 2023
Giovedì 13 Aprile 2023

Interscambio commerciale Brasile - Italia 2022

La bilancia commerciale del Brasile nel 2022 ha raggiunto un superavit di 62,310 miliardi di dollari, secondo il Ministero Brasiliano dello Sviluppo, Industria e Commercio (MDIC); un aumento dell'1,5% rispetto al 2021.

Nel cumulato del 2022, le importazioni hanno totalizzato 272,697 miliardi di dollari, un aumento del 24,3% e le esportazioni, invece, hanno totalizzato 335,007 miliardi di dollari, un aumento del 19,3% rispetto al 2021.

Per quanto riguarda l’interscambio commerciale con l’Italia, nei primi sei mesi del 2022, secondo il Ministero dell’Economia in Brasile le esportazioni italiane hanno raggiunto il valore di USD 2,76 mld, un aumento del 2,2% rispetto all'analogo periodo del 2021. Trattasi del valore più alto dal primo semestre del 2015 compreso.

Tra le principali voci delle esportazioni, si segnala in particolare l'incremento delle vendite di prodotti chimici e farmaceutici (+23,7%, USD 618 mln), mezzi di trasporto e ricambi (+15,6%, USD 305 mln) e tessile e calzature (+49,4%, USD 85 mln). In contrazione le vendite di macchinari (-9%, USD 997 mln).

L’Italia è l'ottavo esportatore in Brasile ed il secondo Paese UE dopo la Germania. Le importazioni di prodotti brasiliani in Italia sono aumentate del 23% rispetto al primo semestre del 2021, raggiungendo un valore di USD 2,46 mld. A seguito dell'incremento dei prezzi delle materie prime (agricole e non) sui mercati internazionali, sono in particolare aumentate le importazioni di caffè in grani (+84,6%, USD 387 mln), metalli e minerali (+21,5%, USD 596 mln) e carta e cellulosa (+38,6%, USD 427 mln).

L'Italia è il quattordicesimo Paese importatore di prodotti brasiliani, e quarto tra i Paesi UE, dietro a Paesi Bassi (USD 5,76 mld), Spagna (USD 4,74 mld) e Germania (USD 3,21 mld).

 

(Contenuto editoriale a cura della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)

Ultima modifica: Venerdì 14 Aprile 2023
Giovedì 13 Aprile 2023

Il commercio estero della Turchia - marzo 2023

Secondo i dati diffusi da “TurkStat” in collaborazione con il Ministero del Commercio, nel mese di febbraio 2023, su base annua, le esportazioni sono state pari a 18,6 miliardi di dollari con un decremento del 6,4% sull’analogo mese del 2022; l’import cresce invece del 10,1% attestandosi a 33,7 miliardi. Le vendite turche nel bimestre gennaio-febbraio 2023 hanno invece sfiorato i 38 miliardi di dollari (+1,4%) mentre gli acquisti sono ammontati a 64 miliardi (+15,4%) sul bimestre del 2022. Nel mese di febbraio 2023, il deficit commerciale (energia e oro esclusi) si è attestato a poco a 2,5 miliardi di dollari, con un rapporto percentuale di copertura delle esportazioni sulle importazioni dell’87,7%.

Se scorporiamo la voce fabbisogno energetico e oro, nel mese di febbraio 2023 la bilancia commerciale ha segnato un disavanzo commerciale pari al +51,4% sull’analogo mese di febbraio gennaio 2022, attestandosi a 12,8 miliardi di dollari ed il rapporto di copertura dell’export sull’import scende al 60,7% dal 71,4 di un anno fa.

A livello geografico, nel mese di febbraio 2023, il principale mercato di sbocco delle merci turche è stato quello tedesco (1,7 miliardi di dollari), seguito da quello italiano (1,2 miliardi), da quello degli Stati Uniti (1,089), della Federazione russa (1,013 miliardi), del Regno Unito (851 milioni) di merci e servizi acquistati. Tra i principali fornitori, nel mese in osservazione, la Federazione russa si piazza al 1° posto con 4,2 miliardi di dollari, precedendo la Svizzera (3,5 miliardi), la Cina (3,1 miliardi), la Germania (2,8 miliardi) e l’Italia con 1,2 miliardi di dollari. Nel bimestre gennaio-febbraio 2023 rispetto a quello analogo del 2022, l’Italia ha esportato merci e servizi pari a 2,34 miliardi di dollari, preceduta da Federazione Russa e Stati Uniti.

Nel mese di febbraio 2023 si segnala inoltre che l’impatto negativo dei sismi del 6 febbraio scorso sull’export delle 11 regioni colpite ha fatto registrare un -6,5% con una perdita stimata pari a 1,5 miliardi di dollari. Tuttavia, nel mese scorso di marzo, si è registrata una positiva inversione di tendenza con stata una ripresa dell’export dalle aree colpite.

Nel 2022 le esportazioni turche erano aumentate del 12,9% rispetto all’anno precedente e si attestavano a 254,2 miliardi di dollari rispetto ai 363,7 miliardi di import (+34% sul 2021). Il deficit commerciale alla fine dell’anno scorso era stato pari a 109,5 miliardi di dollari con un incremento sul 2021 del 137%; un disavanzo commerciale appesantito dall’import di energia (22,2%), dalle importazioni di oro non lavorato (lingotti) pari a 4,1 miliardi di dollari (+859%) e di macchinari e macchine elettriche (+40,5%) pari 2,1 miliardi di dollari.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

 

Ultima modifica: Giovedì 13 Aprile 2023
Giovedì 13 Aprile 2023

Le relazioni commerciali tra Italia e Turchia - gennaio 2023

Secondo i dati diffusi dall’Agenzia ICE di Istanbul, nel mese di gennaio 2023 - rispetto all’analogo mese del 2022 - il commercio estero con la Turchia segna un aumento del 16,8% che colloca l’Italia al 5° posto tra i maggior partner commerciali con 1,9 miliardi di interscambio totale ed una quota del 3% sul totale importato dalla Turchia. L’Italia in ambito UE si piazza al secondo posto preceduta dalla Germania (3,6 miliardi di merci e servizi venduti) e prima della Francia mentre nell’area del Mediterraneo si conferma il primo partner commerciale della Turchia.

Nel mese di gennaio 2023, le esportazioni italiane sono state poco più di 1 miliardo di dollari con un incremento dell’export in valore del 32,7% rispetto a gennaio 2022 collocando il nostro Paese al 6° posto tra i principali fornitori della Turchia preceduta da Russia, Svizzera, Cina, Germania e Stati Uniti.

Si mantiene invece stabile quale 5° cliente dopo Germania, Stati Uniti, Russia e Regno Unito con 917 milioni di dollari di beni acquistati con un decremento dell’import in valore del 10,2% e un saldo positivo per l’Italia di poco più di 100 milioni di dollari.

La dinamica dell’export italiano nel mese in osservazione è stata trainata dalle vendite di combustibili e oli minerali (+241,3% rispetto al mese di gennaio 2022) e da quelle della voce merceologica “metalli e pietre preziose” (+226,4%) e, in misura meno marcata, dalle nostre esportazioni di prodotti chimici (95,6%). Sono risultati in calo l’export di ferro e acciaio (-27,4%). In termini assoluti, le principali voci del nostro export nel mese in osservazione restano quelle tradizionali dei “macchinari e apparecchiature meccaniche” che si sono attestati a 259 milioni di dollari.

Nel confronto con i principali partner commerciali europei, nel mese di gennaio 2023 si rileva ancora una crescita delle esportazioni dell’Italia superiore agli incrementi registrati dalla Germania e dal Regno Unito , mentre la Francia ha fatto registrare un leggero calo delle sue vendite. In ambito Ue, come detto, l’Italia è seconda solo alla Germania (1,7 miliardi di dollari) e si posiziona prima di Francia e Spagna, guadagnando quote nei confronti dei nostri tre principali concorrenti.

La dinamica dell’export turco fa invece registrare nel mese di gennaio 2023 un forte calo negli acquisti italiani di combustibili e oli minerali mentre la prima voce dell’import italiano resta quella degli “autoveicoli, trattori e parti di ricambio” con 175 milioni di dollari.

Tra gli incrementi maggiori delle esportazioni della Turchia nel 2022 si segnala l’aumento fatto registrare verso la Federazione russa (+149,5%) e la Svizzera (+136,4%) mentre la dinamica dell’import turco segna, tra i più cospicui aumenti, un incredibile +1.164% degli elvetici (da imputare ad una impennata della richiesta di lingotti d’oro che a seguito dei terremoti del 6 febbraio è al momento preferito al mattone come bene rifugio).

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

 

Ultima modifica: Giovedì 13 Aprile 2023
Giovedì 13 Aprile 2023

L’interscambio commerciale della Serbia, febbraio 2023

Secondo i dati dell'Ufficio statistico serbo, nel periodo gennaio-febbraio 2023 la Serbia ha:

  • esportato merce per un valore di 4530,90 milioni di euro, con un aumento del 17,90% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso;
  • importato merci per 5941,90 milioni di euro, con un aumento del 2,70% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso;
  • gli scambi complessivi delle merci sono stati pari a 10472,80 milioni di euro, con un aumento del 8,70% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Espresso in euro, il deficit è di 1411,00 milioni, con una riduzione del 27,40% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La copertura delle importazioni rispetto alle esportazioni è del 76,20% ed è maggiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, quando era del 66,40%.

L’interscambio commerciale è stato maggiore con i paesi con i quali la Serbia ha firmato accordi di libero scambio. Gli Stati membri dell'UE rappresentano il 58,40% dell’interscambio totale. L’Italia è rimasta il secondo cliente (290,80 milioni di euro) ed il quarto fornitore (370,10 milioni di euro) della Serbia, nonché uno dei principali investitori stranieri nel Paese.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Giovedì 13 Aprile 2023
Data evento

Ven, 14 Giugno, 2024 - 18:27

Iscrizioni non ancora aperte.

Prossimi eventi:

Piattaforma Online
14 Giugno 2024 -

Prende avvio a partire dal mese di aprile il Roadshow Fondi Export in Italia, una serie di eventi promozionali promossi dal network delle 30 Camere di Commercio Italiane all’Estero aderenti al progetto digitale Fondi Export, coordinati dalla Camera di Commercio Italo-Maltese e realizzati in collaborazione con differenti partner istituzionali e soggetti deputati all’internazionalizzazione sui mercati esteri.

La prima tappa si svolgerà in Emilia Romagna il 12 aprile 2023 in formula di webinar con la partecipazione della Regione Emilia Romagna - Settore “Internazionalizzazione, Attrattività e Ricerca”, e avrà il triplice obiettivo di informare le PMI, i consorzi, le reti di imprese, le no profit, le Associazioni di categoria, le startups del territorio emiliano romagnolo sulle azioni e gli strumenti finanziari della Regione Emilia Romagna a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione, presentare il primo portale italiano di matching finanziamenti e attività “Fondi Export” e soprattutto a illustrare le specifiche attività estere e i servizi, ammissibili di finanziamento (Fiere, Mostre, B2B, e-commerce, DEM, TEM, digital marketing, ecc), organizzati dalla rete camerale italiana presente in Australia, Canada, Croazia, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Grecia, Guatemala, India, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Repubblica Ceca, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Turchia.

L’evento si compone di un ricco e articolato programma comprensivo di una sessione istituzionale e indirizzi di saluto a cura dei rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali oltre che del mondo camerale italiano e associativo rappresentante l’interesse delle aziende italiane e di 3 panel tecnici denominati “talks” per la finalità di dialogo diretto con le PMI.

Tra gli ospiti e relatori confermati il Presidente di Assocamerestero, Mario Pozza, il Presidente della Camera di Commercio Italo-Maltese, Roberto Capelluto, la Vice Presidente di Innovacoop e Responsabile promozione cooperativa e relazioni internazionali per Legacoop Emilia-Romagna, Roberta Trovarelli, il Presidente AICEC, Giovanni Gerardo Parente, il Responsabile Internazionalizzazione, Settore “Attrattività, Internazionalizzazione e Ricerca” della Regione Emilia-Romagna, Gian Luca Baldoni, il CEO Search On Media Group e Presidente WMF di Rimini, Cosmano Lombardo. Confermate, altresì, le presenze di 22 Segretari Generali e Vice Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.

 

Tre i focus tematici del talk “Rafforzare la competitività e l’attrattività del sistema produttivo emiliano-romagnolo sui mercati esteri: fiere intermazionali, B2B, eventi e servizi digitali del network delle Camere di Commercio Italiane all’Estero”: Agroalimentare, Food Processing Technolgies e Turismo di qualità; Innovazione, Tecnologie e Attrezzature nel settore manifatturiero avanzato; Automotive, Industria, Furniture & Design Sustainability.

I delegati esteri forniranno relazioni dettagliate e specifiche tecnico-operative sulle attività fieristiche e sui servizi di assistenza specialistica di percorsi strutturati per l’internazionalizzazione destinati a supportare la promozione e la valorizzazione del Made in Italy, pianificare la presenza e perfezionare la strategia di internazionalizzazione delle PMI emiliano-romagnole sui vari mercati europei e extra europei.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione al seguente link https://fondiexport.it/help-desk/registrati.html.

Il programma dei lavori è visualizzabile sulla pagina dedicata alla tappa Emilia Romagna https://fondiexport.it/news/roadshow-emilia-romagna.html?fbclid=IwAR1nZO__axCOreBykE18yvhp8lybOaGoM_yQE9A2bqaDSTreqPTzf9FxZ_c

"La logica di rete e di partenariati strategici, su cui si fonda il progetto Fondi Export, è necessaria per contribuire a sostenere l’internazionalizzazione e l’attrazione degli investimenti esteri in Italia, oltre alla necessità post pandemica di sviluppare nuovi paradigmi digitali di connessione tra imprese e mercato e di sostenibilità per un’impresa globale - dichiara Rosa Cusmano, Project Management and Coordination di Fondi Export - Con il Roadshow, il network Fondi Export delle 30 Camere di Commercio Italiane all’Estero collabora con tutti i soggetti istituzionali italiani, a livello regionale e locale, presentando il perfetto matching tra gli strumenti finanziari per l’internazionalizzazione e l’export a disposizione delle PMI e i servizi più adatti a favorire la migliore strategia di internazionalizzazione sui mercati internazionali presidiati dalla rete camerale italiana all’estero”.

Enry Donato Di Giacomo, Segretario Generale CCIE di Malta, commenta: "FondiExport.it fornisce alle PMI l’opportunità di individuare, in maniera rapida, tutte le attività e servizi per l'internazionalizzazione proposti dalle Camere di Commercio Italiane all'Estero. I motori di ricerca garantiscono la possibilità di ricercare in maniera mirata la migliore opportunità di finanziamento per l'attività che si vuole svolgere all'estero. Il Roadshow Fondi Export, pertanto, rappresenta un'occasione importante per le PMI italiane che vogliono sviluppare il loro business sui mercati esteri".

 

Informazioni per la stampa

Camera di Commercio Italo-Maltese - Rosa Cusmano

Fondi Export project management and coordination info@fondiexport.it +39 351 546 14 00 www.fondiexport.it 

 

NETWORK CCIE FONDI EXPORT

Il progetto di rete Fondi Export-http://www.fondiexport.it, ideato e promosso dalla Camera di Commercio Italiana di Malta in partenariato con 30 Camere di Commercio Italiane provenienti da 25 Paesi, è il primo portale italiano per la ricerca di finanziamenti e attività per l’internazionalizzazione che punta ad essere uno strumento fondamentale per tutte le PMI italiane interessate ad esportare beni e servizi “Made in Italy” in giro per il mondo. L’obiettivo principale è quello di fornire un supporto innovativo concreto, costante e mirato alle imprese italiane, attraverso l’accesso ai finanziamenti per l’export e lo sviluppo di attività di B2B, DEM, TEM, e-commerce, eventi e fiere sui mercati europei ed extraeuropei, presidiati dalle CCIE.

 

(Contenuto editoriale a cura di Fondi Export)