Notizie mercati esteri

Giovedì 2 Settembre 2021

Germania: Focus settore turistico - Rendere il turismo più resistente dopo la pandemia del COVID-19

L’Italia è da sempre una delle destinazioni estere preferite dai tedeschi. Il Segretario di Stato parlamentare Thomas Bareiß ha dichiarato: "L'industria del turismo è particolarmente colpita dalla pandemia COVID-19, più di qualsiasi altro settore dell'economia. Parlerò con i ministri dell'UE responsabili del turismo su come possiamo affrontare le gravi conseguenze della pandemia COVID-19 e rendere il settore del turismo più resistente per il futuro. In particolare, si vuole rendere nuovamente possibili i viaggi privati e d'affari in Europa. L'aspetto della salute, naturalmente, ha per tutti la priorità. Si vogliono comunque limitare le restrizioni di viaggio a quanto è necessario e permettere la libertà di viaggiare alle persone in Europa, per quanto possibile, senza trascurare la tutela della salute".

Il turismo è un importante motore della crescita economica nell'UE e il suo impatto si estende ad altri settori. Prima della crisi, oltre il 12% degli abitanti europei dipendeva dal turismo per il proprio sostentamento e il 10% del prodotto interno lordo dell'UE era generato direttamente o indirettamente dall'industria del turismo.

Thomas Bareiß commenta: "Se vogliamo che il turismo in Europa rimanga il leader mondiale a lungo termine, le piccole e medie imprese in particolare dovranno affrontare le sfide della digitalizzazione in corso. Sarà fondamentale sviluppare nuovi modelli di business".

Fonti: https://bit.ly/2WnobzT; https://bit.ly/2WxHWnG

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania)

Ultima modifica: Giovedì 2 Settembre 2021
Giovedì 2 Settembre 2021

Tre progetti di Rosario riconosciuti come modelli di eccellenza e di sostenibilità

La città di Rosario ha partecipato al prestigioso Ross Centre for Sustainable City dell'Institute of World Resources presentando un progetto agricolo per combattere la crisi climatica ed economica. Rosario si presenta come una “pietra angolare dell’adattamento climatico e dell’inclusione sociale”, oltre ad essere stata nominata dalla BBC World come referente mondiale dell’agricoltura sociale e sostenibile per il suo il modello agricolo, ha ricevuto il più grande premio del Premio Città 2020-2021 del WRI, il principale riconoscimento globale dei creatori di cambiamenti urbani di trasformazione.

A questo riconoscimento internazionale si aggiungono altri esempi di eccellenza generati nella città di Rosario. Il primo riguarda Rosario BioEnergy produttrice di combustibili liquidi biologici che opera attraverso pratiche commerciali sostenibili. L’impresa è stata nominata come una delle Imprese B “Mejores para el mundo” dalla ONG B Lab a fronte dell’impatto generale positivo generato. Il secondo esempio invece coinvolge INBIOAR, impresa biotecnologica che sviluppa prodotti naturali per la protezione delle coltivazioni. L’impresa ha stabilito un accordo con la compagnia Gowan che gli permetterà di finanziare ed esportare la loro attività di ricerca negli Stati Uniti.

Tali esperienze si pongono dunque come progetti esemplari che condividono soluzioni intelligenti. Inoltre, questi tre esempi di successo mettono in luce il percorso verso la sostenibilità promosso dalla città di Rosario.

 

(Contenuto editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)

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Giovedì 2 Settembre 2021

Cina: Nuovi Progetti pilota comprensivi per ulteriore apertura del settore dei servizi

Il 20 aprile 2021, Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese ha annunciato la “Risposta ufficiale del Consiglio di Stato sull'approvazione dei progetti pilota comprensivi di ulteriore apertura del settore dei servizi a Tianjin, Shanghai, Hainan e Chongqing”. I progetti pilota si basano sulla nuova fase di sviluppo e coprono un periodo di tre anni dalla data di approvazione.

Il 21 aprile 2021, è stato contestualmente approvato il “Programma Generale dei progetti pilota comprensivi di ulteriore apertura del settore dei servizi” dal Consiglio di Stato e pubblicato dal Ministero del Commercio. Secondo questo documento, a Chongqing sarà lanciata una serie di misure di apertura in vari settori:

Servizi commerciali e finanziari: Dopo essersi registrate presso il governo e le istituzioni di arbitrato, è consentito alle imprese condurre servizi di arbitrato per controversie civili e commerciali. Il governo faciliterà i regolamenti internazionali e migliorerà l’ambiente commerciale digitale per attirare investimenti dall’estero. A Jiangbeizui, Jiefangbei, Changjiahui saranno costruite zone dimostrative di innovazione tecnologico finanziaria.

Imprese high-tech: Imprese nei campi dell'informazione elettronica, veicoli intelligenti, produzione di attrezzature di fascia alta, materiali chiave, biomedicina, ecc, che sono stabilite per più di un anno e le cui spese di R&S sostenute in Cina rappresentano non meno del 50% di quelle totali, possono essere riconosciute come imprese high-tech e godere delle relative politiche a supporto di tali categorie di imprese.

Istruzione e talenti stranieri: Il governo promuoverà la cooperazione tra università tecniche e istituti professionali con università straniere di alto livello. Sarà facilitato l’ingresso di talenti stranieri in tali ambiti. I professionisti stranieri con certificati di architettura e progettazione riconosciuti a livello nazionale saranno abilitati per offrire servizi professionali per aziende a Chongqing. I talenti stranieri che soddisfanno tali requisiti potranno servire come rappresentanti legali di organi statutari, istituzioni pubbliche e imprese statali.

Turismo: il governo sostiene una modalità di sviluppo che combina turismo e commercio, grazie alla posizione geografica favorevole di Chongqing tramite la costituzione di un’area pilota per i prodotti importati nell’ area di Jiefangbei.

Servizi sanitari: Il governo sostiene le imprese straniere o joint ventures nel creare istituzioni mediche senza scopo di lucro, semplificando il processo di approvazione per enti di R&S biomedica al fine di permettere l’avviamento di collaborazioni internazionali.

Logistico: in previsione la costruzione di un centro logistico internazionale all’interno della Cina. Saranno stabiliti centri di transito aereo, centri di distribuzione regionale, e una piattaforma per la raccolta di prodotti industriali internazionali, canali per aumentare l’efficienza delle procedure di importazione ed esportazione accompagnati da una politica di prezzi flessibile. 

 

Fonti: https://bit.ly/3jrCRXb; https://bit.ly/3zt0aWa; https://bit.ly/2WADd4Q; https://bit.ly/3gPK4yx    

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Cina)

Ultima modifica: Giovedì 2 Settembre 2021
Giovedì 2 Settembre 2021

Il governo brasiliano approva la nuova legge sul gas

Il Presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, ha approvato il 4 agosto la Nuova Legge sul Gas (Legge nº 14.134, dell’8 aprile 2021). Il testo stabilisce un nuovo quadro normativo per il mercato del gas naturale in Brasile, modificando la regolamentazione delle attività previste nell’art. 177 della Costituzione Federale relativa al trasporto, flusso, trattamento, lavorazione, stoccaggio sotterraneo, condizionamento, liquefazione, rigassificazione e commercializzazione del gas naturale.

La Nuova Legge sul Gas consoliderà la formazione di un mercato del gas naturale aperto e competitivo, permettendo la concorrenza tra i fornitori e promuovendo una riduzione del prezzo finale del gas per il consumatore. Secondo i dati del Ministero delle Miniere e Energia (MME), sono previsti investimenti per circa 74 miliardi di R$ e la generazione di oltre 33mila posti di lavoro diretti e indiretti in 10 anni.

Con la nuova Legge, la costruzione e l’ampliamento dei gasdotti da parte del settore privato saranno effettuati attraverso l’autorizzazione dell’Agenzia Nazionale del Petrolio, Gas Naturale e Biocarburanti (ANP). La norma precedente prevedeva la concessione, ovvero la società interessata doveva vincere un’asta promossa dall’Agenzia, che generava maggiori ritardi, costi e minore attrattività per gli investimenti privati.

Con le discussioni iniziate nel 2013, il nuovo regolamento è il risultato di un ampio dibattito con esperti del settore e rappresenta un cambiamento importante, in quanto promuove l’apertura del mercato brasiliano del gas naturale ad altri competitor diversi da Petrobras. Si creano così le condizioni per la riduzione del prezzo del gas e, con questo, per la ripresa economica del Paese.

Sempre giovedì (8/4), il Consiglio Nazionale per le Politiche Agricole (Confaz) ha approvato l’adeguamento del Sistema Nazionale di Informazione Economica Fiscale (SINIEF), che uniforma e semplifica la normativa fiscale relativa all’attività di trattamento del gas naturale. Approvato all’unanimità in una riunione presieduta dal segretario speciale del Ministero delle finanze dell’economia, Waldery Rodrigues, il nuovo adeguamento SINIEF aggiorna gli standard fiscali, adeguandosi allo scenario di maggiore competizione di mercato proposto dalla Nuova Legge sul Gas.

Waldery Rodrigues ha sottolineato che la principale conquista del cambiamento stabilito con il nuovo adeguamento SINIEF per il gas naturale è garantire la sicurezza giuridica per gli operatori, con regole chiare per i nuovi agenti. Ciò stimolerà l’ingresso di nuovi partecipanti al mercato e, con più concorrenza, i valori finali caleranno, ha sottolineato. Il focus, quindi, è sull’utente, che avrà un aumento della qualità e una riduzione dei prezzi.

Il segretario speciale delle Finanze ha sottolineato l’importanza dell’adeguamento essendo stato approvato all’unanimità a Confaz, frutto di un intenso dibattito tra Unione, Stati, altri organi federali e agenti di mercato. Ha spiegato che l’obiettivo del governo è stimolare la partecipazione di più operatori nel mercato del gas, dentro il piano di dare al Brasile lo “shock dell’energia a basso costo”. Quello che prima era il monopolio di Petrobras ora sarà uno scenario aperto per la partecipazione di diversi agenti, nazionali e internazionali. L’Adeguamento SINIEF approvato oggi rappresenta uno dei pezzi di regolazione indispensabili
per garantire l’efficacia della Nuova Legge sul Gas, e Confaz ha adempiuto alla sua missione assicurando questo amplio cambiamento, ha sottolineato Waldery.

Fonte: https://bit.ly/3t2dvCC

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

Ultima modifica: Giovedì 2 Settembre 2021
Giovedì 2 Settembre 2021

La disoccupazione in Danimarca ai minimi da inizio pandemia

A giugno 2021, 16 mesi dopo l’avvento della pandemia, il tasso di disoccupazione in Danimarca si avvicina a livelli simili a quelli registrati prima del Covid. Difatti, stando ai dati rilasciati dall’agenzia governativa Statistics Denmark, il dato per il mese di giugno segna il 3.8%, in calo rispetto al 4% osservato a maggio. Con 5.313 occupati in più rispetto al mese precedente, ed un numero totale di disoccupati pari a 108.593, il dato di giugno è il migliore finora osservato a partire da febbraio 2020.

Come si calcola il tasso di disoccupazione? Per chi avesse meno familiarità con questo tipo di dato, questa statistica non indica esattamente quante persone non lavorino nel paese. Il tasso si basa infatti sulla definizione di forza lavoro, che restringe il campo degli individui da tenere in considerazione. Nel caso della Danimarca, tale gruppo è costituito da persone di età compresa tra i 15 ed i 74 anni che abbiano un’occupazione o che cerchino lavoro. Chi non ha un lavoro, ma non ne sta attivamente cercando alcuno (ad esempio studenti o pensionati), non fa quindi parte di questa statistica. Ad oggi, la forza lavoro complessiva in Danimarca è pari dunque a 2.911.000 individui, secondo quanto riportato da Statistics Denmark.

Il dato danese assume una certa rilevanza se si guarda all’aumento dell’occupazione tra maggio e giugno, un bimestre in cui circa 20.000 persone hanno trovato lavoro. Una crescita del genere è stata definita “completamente assurda” da Jeppe Juul Borre, capo economista di una delle maggiori banche commerciali del paese.

Entrando nello specifico delle fasce d’età, quella con l’aumento maggiore in termini di occupazione è tra i 25-29 anni, che rimane però anche la fascia con il tasso di disoccupazione maggiore. Seppure i livelli occupazionali pre pandemici non siano stati ancora raggiunti in Danimarca, il traguardo non appare poi così lontano nel paese. Infatti, prima che le prime restrizioni sanitarie iniziassero ad essere imposte, il dato registrava “solo” 6.000 occupati in più rispetto agli attuali. Se i ritmi di crescita occupazionale dovessero confermarsi nei prossimi mesi, un ritorno alla normalità potrebbe essere già raggiunto con la rilevazione di luglio.

Come appare il tasso di disoccupazione danese se confrontato con gli omologhi europei? Secondo i dati Eurostat, lo stesso dato medio per i 27 paesi dell’Unione a giugno 2021 è del 7.1%, anch’esso in calo dello 0.2% rispetto al mese precedente. La Danimarca risulta quindi ben al di sotto della media europea, anche sotto il profilo della disoccupazione giovanile (under 25): 10,3% contro il 17% medio europeo (Eurostat). Inoltre, nel paese scandinavo non pare esserci sostanziale differenza di genere in termini occupazionali: sia il dato di disoccupazione maschile sia quello femminile risultano intorno al 5% a giugno 2021 (Eurostat).

Per un’economia, i vantaggi di avere una bassa disoccupazione o alta occupazione sono molteplici. Oltre a quelli intuitivi in termini di crescita, un costante ed elevato numero di disoccupati può tradursi in uno scoraggiamento per coloro che cercano attivamente lavoro, finendo quindi per far uscire queste persone dalla forza lavoro in ultima istanza.

Fonte: https://bit.ly/3kuZskX

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)

Ultima modifica: Giovedì 2 Settembre 2021
Giovedì 2 Settembre 2021

Germania - Commercio internazionale ai livelli pre-crisi

Nonostante la diminuzione durante il primo trimestre del 2021 della produzione economica tedesca a causa della pandemia, ci sono buoni segnali di ripresa per i restanti mesi del 2021.

La situazione economica ad aprile è caratterizzata da due scenari: mentre i settori dei servizi, tra i più colpiti turismo e ospitalità, devono ancora seguire delle misure restrittive per combattere la pandemia, l'economia industriale e il commercio estero sono relativamente robusti. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, l’attenzione è tutta rivolta verso il commercio online e le nuove piattaforme di logistica per far fronte alla forte domanda tramite e-commerce.

I prerequisiti sono quindi che la situazione generale migliori e che le restrizioni legate al Coronavirus vengano ampiamente ridotte entro l'estate. L’industria manifatturiera, soprattutto nel settore automotive, ha registrato nel mese di marzo una forte ripresa, come indica l’indice PMI Ihs Markit, il quale è balzato al massimo storico di 66,6 punti rispetto ai 60,7 di febbraio. Di conseguenza il commercio estero sta diventando la leva centrale per la crescita grazie anche ai nuovi ordini di esportazione e le prospettive future sono complessivamente positive.

L’ indagine mensile svolta dal centro per la ricerca economica europea (ZEW) mostra le aspettative economiche della Germania attraverso l’opinione di 350 esperti. Se il risultato è maggiore di 0 significa che gli esperti sono ottimisti sul futuro dell’economia tedesca. A questo proposito le aspettative economiche sono migliorate ad aprile 2021 rispetto Aprile 2020, infatti l’indice ZEW di aprile 2021 è di +70,7 punti rispetto ai -91,5 punti dell’anno precedente.

Prendendo ora in analisi l’import ed export tra la Germania e Italia, nel marzo 2021, rispetto a febbraio 2021, le esportazioni destagionalizzate in Germania sono aumentate dell'1,2% e le importazioni del 6,5%. Nello specifico, come riporta l'Ufficio federale di statistica (Destatis) e grazie ad un confronto pre e post pandemia, nel marzo 2021, le esportazioni sono inferiori dello 0,9% rispetto a febbraio 2020 e le importazioni sono superiori al 6,7% livello di febbraio 2020. Nel marzo 2021, la Germania ha esportato in Europa merci per un valore di 126,5 miliardi di euro e ha importato merci per un valore di 105,9 miliardi di euro. Rispetto a marzo 2020, le esportazioni sono aumentate del 16,1% e le importazioni del 15,5% nel marzo 2021.

Fonte: https://bit.ly/3mDtpC1

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania)

Ultima modifica: Giovedì 2 Settembre 2021
Giovedì 2 Settembre 2021

La città di Rosario presenta due nuove aree industriali

Nella città di Rosario si prevede la realizzazione di due nuove aree industriali a partire dal prossimo anno. Si tratta di “Ciudad Industria” e “Parque Industrial Avant Alvear”, due progetti che promuovono Santa Fe come area di crescita all’interno del paese.

Il primo progetto, “Ciudad Industria”, si presenta come un’opera di costruzione imponente con un’ubicazione strategica nel comune di Funes della provincia di Rosario. Il progetto di circa 260 ettari conta con tre aree di sviluppo: industriale, logistico ed esclusivo per le PMI. La struttura prevede capannoni, apposite aree per locali e negozi, auditori, uffici, una clinica medica e una stazione dei pompieri; mentre alcuni dei servizi proposti sono attività ricreative e di sport. Inoltre, la Città punta alla sostenibilità attraverso la creazione di un parco-riserva naturale e l’introduzione di pannelli fotovoltaici.

Il secondo progetto, “Parque Industrial Avant Alvear”, rappresenta invece una struttura di deposito di oltre 1400 m2 destinata all’industria del freddo, l’idea dei depositi industriali risponde alle richieste di mercato. Il Parco indirizza il suo sguardo verso la sostenibilità, creando così un’area della città esclusiva per la circolazione dei mezzi di trasporto merci pesanti e destinando la circolazione in città ai mezzi di distribuzione locale. 

I due progetti, dunque, pongono la città di Rosario in una posizione di crescita rispetto al settore industriale. Tali aree industriali, infatti, si presentano come costruzioni imponenti ma allo stesso tempo puntano alla sostenibilità attraverso strategie differenti.

 

(Contenuto editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)

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Giovedì 2 Settembre 2021

Cina: La “finanza verde” ha acquisito un ruolo fondamentale nel dibattito sulla questione ambientale

Il dibattito sulla sostenibilità ambientale ha acquisito negli ultimi anni primaria importanza a livello mondiale. Al dibattito ha partecipato anche la Cina, la quale ha indicato come obiettivo del paese il raggiungimento della neutralità delle emissioni entro il 2060, come affermato dal presidente della RPC, Xi Jinping nel settembre dello scorso anno.  

Yi Gang, governatore della Banca Popolare Cinese (PBOC), ha sottolineato il ruolo fondamentale della finanza e degli investimenti “green” in questo contesto, inserita all’interni delle priorità del 14° piano quinquennale di sviluppo cinese (2021-2025). Sebbene il termine "finanza verde" non abbia una definizione unica, nella terminologia della Banca Popolare Cinese fa riferimento a una serie di accordi politici e istituzionali volti ad attrarre investimenti di capitale privato in industrie verdi, legate ad esempio alla protezione ambientale, al risparmio energetico e all'energia pulita.

Nel 2016 è stato rilasciato un documento dalla PBOC – “Linee guida per l’applicazione del sistema finanziario green” –, il quale tratta della gestione di tale sistema. La funzione delle Linee Guida è quella di spingeregli istituti bancari ad aumentare il credito messo a disposizione dalle banche commerciali per finanziare i progetti green.

Per cercare di coinvolgere gli investitori privati nel finanziamento di progetti simili, vari istituti finanziari, come la Asian Development Bank, stanno sperimentando le Public-Private Partnerships: un tentativo di mettere insieme i fondi del settore pubblico e privato, dando così la possibilità dividere tra diversi investitori i rischi legati alle rinnovabili e rendere più facile l’approccio ai progetti green anche da parte dei piccoli investitori.

La finanza verde può assumere varie forme. Già alla fine del 2020 i “prestiti green” avevano raggiunto un valore di 12 trilioni di yuan, il più alto al mondo, dimostrandosi un mercato dal potenziale enorme, mentre, per quanto concerne i “green bond”, è previsto il raggiungimento di un valore di 7 trilioni di yuan entro il 2030.

Per poter raggiungere l’obiettivo di emissioni zero, gli investimenti green del paese devono arrivare a toccare i 2.2 trilioni di yuan, ma ci si aspetta una crescita tale che porterà al raggiungimento di 3.9 trilioni di yuan entro il 2060.

Per avere una totale standardizzazione di questo sistema finanziario green, ha affermato Yi, è necessaria una maggiore divulgazione delle informazioni riguardanti questo progetto e una politica monetaria che supporti una crescita economica e una difesa dei rischi legati al settore finanziario, così da permettere un rafforzamento della collaborazione a livello internazionale.

Fonti: https://on.china.cn/3t1IkqK; https://bit.ly/3yxt32n; https://bit.ly/3kHUIZd; https://bit.ly/3t2nSpU    

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Cina)

Ultima modifica: Giovedì 2 Settembre 2021
Giovedì 2 Settembre 2021

Il settore Oil & Gas è cresciuto a Rio nel 2020

Il settore Oil & Gas ha presentato risultati positivi nel 2020. Con una crescita del 7%, il settore ha impedito un ulteriore calo del Prodotto Interno Lordo (PIL) dello stato di Rio de Janeiro, sceso del 3,8% in questo periodo. Inoltre, ha anche contribuito alla caduta inferiore a quella verificata nel PIL nazionale, del 4,1%, secondo la Federazione delle industrie dello Stato di Rio de Janeiro (Firjan).

L’Oil & Gas è stato l’unico settore che ha chiuso il 2020 con un tasso di crescita. Al contrario, l’edilizia civile e l’industria manifatturiera sono diminuite rispettivamente del 7,2% e del 5%, perché fortemente colpite dagli effetti della pandemia.

Il calo del PIL dello scorso anno è la seconda peggior ritrattazione della serie storica. I calcoli considerano i dati rilasciati dall’Istituto brasiliano di geografia e statistica (IBGE) fino al 2018 e gli studi della stessa Firjan.

Per il 2021, considerando il mantenimento del tasso di vaccinazione e l’adesione dello Stato al nuovo regime di recupero fiscale nel primo semestre, Firjan prevede una crescita del 2,9%. In questo scenario, il risultato è ancora dell’1% inferiore al livello di attività nel 2019.

Vale la pena ricordare che il ritardo di queste misure (vaccinazione e regime di recupero fiscale) può comportare una crescita ancora inferiore, nell’ordine dell’1,8%. Questo scenario più pessimistico si presenta anche se sono necessarie nuove misure restrittive stabilite dallo stato e dai comuni per contenere l’avanzata del Covid-19 a Rio.

In uno scenario più ottimistico, la proiezione è per una crescita del 4,1%. Tuttavia, ciò richiede un rapido avanzamento e successo del programma di vaccinazione, oltre a un significativo miglioramento dello scenario economico internazionale, soprattutto per i principali partner commerciali.

Fonte: https://bit.ly/38maqDT

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

Ultima modifica: Giovedì 2 Settembre 2021
Mercoledì 1 Settembre 2021

Il global business complexity index incorona la Danimarca come Paese più business friendly

Il Global Business Complexity Index 2021 (GBCI), stilato dal TMF Group, mira a fornire una panoramica circa il grado di complessità in 77 diversi paesi nello stabilire ed operare un business. Il GBCI tiene in considerazione diversi fattori chiave che possono facilitare lo stabilirsi di un’impresa in un mercato estero. Tra gli altri, la complessità del regime fiscale, l’assistenza eventualmente fornita alle aziende da parte di enti pubblici locali e possibili incentivi messi a disposizione dei privati.

Dalla graduatoria 2021 del GBCI emerge un dato alquanto significativo: è la Danimarca il paese al mondo in cui risulta più facile fare business, seguita da Hong Kong, Isole Cayman e Irlanda. Secondo il TMF Group, il Paese scandinavo si contraddistingue infatti per la grande semplicità del sistema giuridico. A riprova di ciò, in Danimarca è possibile incorporare una nuova azienda in un solo giorno, grazie alla presenza di un unico portale per ogni tipo di nuova registrazione. Le autorità competenti sono notificate automaticamente dell’avvenuto incorporamento, e non vi è dunque alcuna necessità per il privato di condurre procedure manuali verso il fisco danese o altri organi.

Non finisce qui: il primato della Danimarca è guidato inoltre dal forte orientamento alla digitalizzazione da parte dell’amministrazione locale e dalla possibilità di condurre la maggior parte delle principali procedure amministrative in lingua inglese. Come se non bastasse, lo Stato danese si è preoccupato di fornire diversi strumenti di supporto finanziario alle imprese durante la crisi pandemica, seppure presentare domanda ad essi possa risultare più impegnativo di altre procedure.

Più in generale, all’interno del proprio report il gruppo ha individuato tre principali global trends nel corso del 2021. Il primo fa riferimento alla crescita di una governance di tipo responsabile. In altre parole, le aziende sono sempre più incentivate a comportarsi in modo sostenibile e trasparente. Ciò si traduce in una tendenza al reshoring del settore privato e alla presenza di terze parti all’interno della governance aziendale. Ciò accade anche in virtù di un generale aggravamento delle pene inflitte alle compagnie per comportamenti non in linea, specie nelle legislazioni più complesse. Il risultato finale è un elevato potere dei dipendenti nei confronti delle imprese, come si può evincere dal Working Environment Act recentemente approvato in Danimarca, che mira ad assicurare agli impiegati un ambiente psico-fisico ottimale.

La seconda tendenza globale concerne la semplificazione attraverso la digitalizzazione, come risultato in parte dalle impossibilità dovute al Covid-19 e di un generale aumento degli investimenti pubblici nell’ammodernamento della pubblica amministrazione. Infine, si segnala un contrasto tra l’armonizzazione legislativa portata avanti da organismi sovranazionali come l’Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico (OCSE) e l’Unione Europea, comparata alla diversificazione degli impianti legislativi nazionali.

Specularmente, i paesi che si sono classificati come quelli in cui è più complesso fare business sono rispettivamente Brasile, Francia, Messico e Colombia.

Fonte: https://bit.ly/3BjwWcY

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)

Ultima modifica: Mercoledì 1 Settembre 2021