Notizie mercati esteri

Giovedì 9 Gennaio 2025

Notizie dai mercati esteri - Turchia

La senatrice Stefania Craxi ad Ankara per consultazioni con le controparti turche

Lo scorso 18 novembre, la Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Sen. Stefania Craxi, si è recata in missione ad Ankara, su invito del Presidente della Commissione Esteri del Parlamento turco Fuat Oktay, per una serie di consultazioni politiche con le controparti turche.

La Senatrice Craxi ha incontrato presso il complesso della Grande Assemblea Nazionale Turca i Presidenti delle Commissioni Esteri, Difesa, del gruppo di amicizia interparlamentare Italia-Turchia, e il capo della delegazione turca presso l’Assemblea Parlamentare della NATO. La Presidente ha inoltre incontrato il Ministro della Difesa Nazionale Güler e il Vice Ministro degli Esteri Bozay.

Al centro degli incontri le eccellenti relazioni bilaterali in ambito politico, economico, commerciale, culturale e l’intensificazione del dialogo politico sui principali dossier internazionali.

INTERSCAMBIO COMMERCIALE ITALIA-TURCHIA. I dati dell’Agenzia ICE nei primi dieci mesi del 2024

Secondo i dati diffusi dall’Agenzia ICE di Istanbul, nei primi dieci mesi del 2024, l’interscambio tra Italia e Turchia è stato pari a USD 26,122 mld, registrando un incremento del 5,2% rispetto al periodo gennaio-ottobre 2023. In particolare, le esportazioni italiane verso la Turchia sono aumentate del 27,4% (USD 15,585 mld), mentre le importazioni sono cresciute del 2,8% e si sono attestate a USD 10,537 mld. La bilancia commerciale mostra un saldo positivo per l’Italia di USD 5,048 mld.

Nell’arco temporale di riferimento, l’Italia si posiziona al quinto posto tra i partner commerciali della Turchia, risultandone il quarto fornitore (dopo Cina, Russia e Germania) e il quinto cliente (dopo Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Iraq). Le esportazioni italiane costituiscono il 5,5% del totale delle importazioni turche, mentre le esportazioni dalla Turchia rappresentano il 4,9% delle importazioni complessive italiane.

In ambito UE, l’Italia si colloca in seconda posizione in termini di interscambio, preceduta da Berlino (USD 39,283 mld) e seguita da Parigi (USD 18,632 mld) e Madrid (USD 15,942 mld). Nell’area mediterranea, invece, l’Italia si conferma il primo partner commerciale di Ankara.

Nei primi dieci mesi del 2024, la dinamica dell’export italiano è stata trainata dalle vendite di pietre preziose e semi preziose, metalli preziosi, perle e bigiotteria (+365,3%); in calo, invece, l’export di autoveicoli, trattori e parti di ricambio (-20,2%) e di materie plastiche (-10,2%). In termini assoluti, la principale voce del nostro export si conferma dall’inizio del 2024 quella delle pietre preziose e semi preziose, metalli preziosi, perle e bigiotteria (che supera per la prima volta i 4,5 mld di USD), mentre la voce “macchinari e apparecchiature meccaniche” risulta essere ancora in calo del 7,9% rispetto ai primi dieci mesi del 2023, con un valore di USD 2,5 mld.

La dinamica dell’export turco mostra invece un marcato aumento della voce “ferro e acciaio” (+100%) e frutta commestibile e scorze di agrumi o meloni (+60%). In calo gli acquisti italiani di combustibili e oli minerali (-36,22%), di macchinari ed apparecchiature meccaniche (-12,2%), e degli indumenti ed accessori di abbigliamento a maglia che si sono contratti del 24,6%. Gli autoveicoli, trattori e parti di ricambio si confermano la principale voce tra le importazioni italiane dalla Turchia, con un valore di USD 2,506 mld (+9,3%).

FLUSSI IDE. I dati YASED sui primi nove mesi del 2024

Secondo i dati diffusi il 12 novembre scorso dall’Associazione non governativa degli Investitori Internazionali nel Paese (YASED), il valore netto degli IDE in Turchia nel periodo gennaio-settembre 2024 è stato pari a USD 7,67 mld, con un aumento dell’8% rispetto all’analogo periodo del 2023.

Il dato degli IDE in Turchia nell’intervallo in esame comprende USD 4,3 mld in capitale azionario, USD 2,2 mld da vendite immobiliari a residenti stranieri, USD 1,6 mld tramite strumenti di debito. Contestualmente, vi è stato un disinvestimento di USD 500 mln.

Nei primi nove mesi del 2024, con una quota pari al 19% del totale degli IDE, i Paesi Bassi occupano il primo posto nella classifica dei dieci principali investitori in Turchia, precedendo la Germania (12%) e gli Stati Uniti (11%).

I dati del Commercio estero

Secondo i dati diffusi il 28 novembre scorso da Turkstat, in collaborazione con il Ministero del Commercio, nei primi dieci mesi del 2024 le esportazioni e le importazioni turche sono ammontate rispettivamente a USD 216,2 mld e USD 282,5 mld. Rispetto al 2023, per le prime si è registrata una crescita del 3,1% mentre per le seconde si è avuta una contrazione del 7,2%.

Nei mesi gennaio-ottobre 2024 è stato riportato un deficit complessivo di USD 65,8 mld, in diminuzione del 30,1% se comparato all’analogo intervallo del 2023.

Nei mesi in osservazione, i principali mercati di sbocco per le merci turche sono stati: Germania (USD 17,9 mld), USA (USD 13,4 mld), Regno Unito (USD 12,5 mld), Iraq (USD 10,7 mld) e Italia (USD 10,5 mld).

Relativamente alle importazioni, nel periodo gennaio-ottobre 2024, i primi Paesi fornitori sono stati Cina (USD 37,4 mld), Federazione Russa (USD 35,5 mld), Germania (USD 22,2 mld), Italia (USD 15,6 mld) e Stati Uniti (USD 13,5 mld).

TURISMO. I dati del Ministero della Cultura e del Turismo nei primi dieci mesi del 2024

Da gennaio a ottobre di quest’anno la Turchia ha accolto 47,3 milioni di visitatori, secondo i dati presentati lo scorso 22 novembre dal Ministero della Cultura e del Turismo. Si rileva un incremento del 7,03% rispetto all’analogo intervallo del 2023. Su base mensile, nel mese di settembre, il numero di presenze dall’estero ha fatto segnare un +4,64% rispetto all’anno passato.

Nei mesi gennaio-ottobre, Istanbul ha accolto il 33,3% dei visitatori stranieri (15.768.951), seguita da Antalya con il 32,2% e con 15 milioni di presenze; con un numero inferiore vi sono poi Edirne, Muğla e Izmir.

In termini di provenienza geografica, nell’arco dei primi dieci mesi del 2024, i turisti russi si sono collocati al primo posto (6,2 milioni di presenze), seguiti da tedeschi e britannici.

Gli italiani che si sono recati per turismo in Turchia nel periodo gennaio-ottobre 2024 invece sono stati oltre 600 mila (1,16% del totale), con un marcato aumento delle presenze di circa il 19,13% rispetto all’analogo intervallo del 2023.

Ultima modifica: Venerdì 7 Marzo 2025
Lunedì 6 Gennaio 2025

Notizie dai mercati esteri - Thailandia

Opportunità commerciali nel settore dei semiconduttori in Thailandia

La Thailandia sta emergendo come un hub strategico per il settore dei semiconduttori, grazie a diversi fattori che favoriscono investimenti e sviluppo. Ecco alcuni dettagli chiave sulle opportunità commerciali in questo settore:

Crescita della Produzione Elettronica
- L'industria elettronica thailandese ha registrato una crescita significativa, contribuendo al 14% delle esportazioni totali del paese[6]. Questo sviluppo è sostenuto da un ecosistema industriale robusto che include produttori di componenti elettronici e assemblatori.

Incentivi Governativi
- Il Board of Investment (BOI) della Thailandia offre una serie di incentivi fiscali e non fiscali per le aziende straniere che desiderano investire nel settore dei semiconduttori. Questi includono:
  - Esenzioni dall'imposta sul reddito delle società per un periodo che va da 3 a 13 anni.
  - Doppie deduzioni per costi di trasporto, elettricità e acqua per dieci anni.
  - Esenzione dai dazi all'importazione su macchinari e materie prime utilizzate nella produzione destinata all'export[4].

Espansione delle Infrastrutture
- Recentemente, sono stati annunciati nuovi impianti di produzione di semiconduttori in Thailandia, che mirano a soddisfare la crescente domanda globale. Questi impianti non solo aumenteranno la capacità produttiva, ma contribuiranno anche a rafforzare la catena di approvvigionamento locale[6].

Collaborazioni Internazionali
- La Thailandia sta cercando di attrarre investimenti esteri, in particolare da aziende statunitensi e asiatiche, per rafforzare ulteriormente il suo ruolo nel mercato globale dei semiconduttori. L'interesse degli investitori è alimentato dalla necessità di diversificare le catene di approvvigionamento a seguito delle interruzioni causate dalla pandemia[7].

Settore Automobilistico e Elettrico
- Con la crescente elettrificazione del settore automobilistico, la Thailandia si posiziona come un importante produttore di veicoli elettrici (EV), creando sinergie con il settore dei semiconduttori. Il governo ha lanciato incentivi per promuovere la produzione locale di EV, aumentando così la domanda di componenti elettronici avanzati[2].

Formazione e Sviluppo del Capitale Umano
- Per sostenere la crescita del settore, è fondamentale investire nella formazione di ingegneri e tecnici specializzati. Ci sono iniziative in corso per sviluppare un capitale umano qualificato che possa supportare le esigenze dell'industria dei semiconduttori[1].

In sintesi, la Thailandia presenta diverse opportunità commerciali nel settore dei semiconduttori grazie a incentivi governativi, crescita della produzione elettronica, espansione delle infrastrutture e collaborazioni internazionali. Questi fattori rendono il paese un contendente significativo nel panorama globale dei semiconduttori.

Fonti:
[1] https://www.itasean.org/la-strategia-della-malesia-nel-mercato-dei-chip/
[2] https://www.china-files.com/mondo-asean-lalleanza-chip4-e-il-suo-impatto...
[3] https://www.ice.it/it/sites/default/files/inline-files/Draft_Report_Thai...
[4] https://benoit-partners.com/it/boi-thailandia/
[5] https://www.mordorintelligence.it/industry-reports/thailand-ict-market
[6] https://www.infomercatiesteri.it/highlights_dettagli.php?id_highlights=2...
[7] https://startupitalia.eu/tech/investire-in-thailandia-per-chip/
[8] https://reads.alibaba.com/it/future-of-industrial-machinery-in-southeast...

Nuovi accordi di libero scambio (FTA) nel 2025

La Thailandia sta puntando a concludere nuovi accordi di libero scambio (FTA) nel 2025 per rafforzare la sua economia e aumentare la competitività globale. Il governo ha indicato che le negoziazioni con diversi partner commerciali sono una priorità, in particolare con l'Unione Europea, gli Stati Uniti e le nazioni dell'Asia-Pacifico. L'obiettivo è diversificare le relazioni commerciali e migliorare l'accesso ai mercati internazionali.

In particolare, la Thailandia ha in programma di accelerare i colloqui con l'Unione Europea per un accordo di libero scambio, che potrebbe aprire nuove opportunità per l'esportazione di beni e servizi thailandesi in uno dei mercati più grandi del mondo. Inoltre, è prevista una discussione con gli Stati Uniti per espandere il commercio e potenzialmente rinnovare l'accordo di libero scambio esistente, che è scaduto.

Il governo thailandese intende anche rafforzare le sue posizioni nel contesto dell'Asia-Pacifico, sfruttando gli accordi già in essere come il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) e approfondendo nuove collaborazioni con altri paesi della regione.

Questi accordi sono visti come fondamentali per stimolare la crescita economica, poiché potrebbero attrarre investimenti esteri, migliorare l'accesso alle tecnologie avanzate e diversificare le esportazioni. Il governo thailandese sta cercando di sfruttare il potenziale degli FTA per affrontare le sfide economiche globali, come la stagnazione della domanda e l'incertezza geopolitica.

La Thailandia ha già firmato numerosi accordi di libero scambio negli ultimi anni, ma il governo punta ora a concludere nuove intese, con l'intento di sfruttare pienamente le opportunità offerte dal commercio internazionale e rafforzare la resilienza economica del paese.

Perché Thailandia e Cambogia possono essere buoni partner per l'Italia

La Thailandia e la Cambogia offrono opportunità uniche per l'Italia di migliorare le proprie partnership economiche nel sud-est asiatico. Ecco i motivi principali per cui queste due nazioni possono essere buoni partner per l'Italia:

Posizione Strategica e Accesso al Mercato
- Appartenenza all'ASEAN: Sia la Thailandia che la Cambogia sono membri della comunità ASEAN, fornendo all'Italia accesso a un mercato combinato di oltre 650 milioni di consumatori. Questa integrazione regionale consente alle imprese italiane di accedere a mercati più ampi oltre i singoli paesi.
- Mercati Emergenti: La Cambogia, in particolare, è identificata come un forte mercato emergente all'interno dell'ASEAN, caratterizzato da una classe media in rapida crescita e da opportunità di investimento in aumento. Questa crescita è sostenuta da politiche governative favorevoli, come la Legge sugli Investimenti, che incoraggia la partecipazione degli investitori stranieri.

Crescita Economica e Opportunità
- Potenziale Economico della Cambogia: Con un tasso di crescita del PIL previsto del 6,3% per il 2025, la Cambogia sta diventando una destinazione attraente per gli investimenti esteri. Le aziende italiane possono beneficiare di questa crescita impegnandosi in settori come la manifattura, l'agroindustria e lo sviluppo delle infrastrutture.
- Mercato Consolidato della Thailandia: Come economia più sviluppata, la Thailandia offre un ambiente stabile con industrie ben consolidate. Le aziende italiane possono sfruttare l'infrastruttura avanzata e la conoscenza del mercato thailandese per facilitare le attività commerciali e di investimento nella regione.

Rafforzamento delle Relazioni Bilaterali
- Impegno verso i Legami Economici: Recenti discussioni tra Italia e sia Thailandia che Cambogia hanno enfatizzato il miglioramento delle relazioni commerciali bilaterali. Ad esempio, il commercio tra Italia e Cambogia ha superato i 400 milioni di dollari, mostrando il potenziale per ulteriori crescite.
- Scambi Culturali e di Conoscenza: C'è un crescente interesse per gli scambi culturali e le iniziative di condivisione della conoscenza tra Italia e questi paesi. Questo include potenziali collaborazioni nei settori del turismo, dell'istruzione e del trasferimento tecnologico.

Focus sulla Sostenibilità
- Iniziative di Transizione Verde: Sia la Thailandia che la Cambogia stanno sempre più concentrandosi sulla sostenibilità e sulle tecnologie verdi. L'esperienza italiana in questi settori si allinea bene con gli obiettivi di entrambi i paesi, creando opportunità di collaborazione in settori come le energie rinnovabili e l'agricoltura sostenibile.

Amazon Web Services (AWS) investimento da 5 mld USD  in Thailandia

Amazon Web Services (AWS) ha recentemente annunciato l'apertura della AWS Asia Pacific (Thailand) Region, una nuova infrastruttura cloud che consentirà a sviluppatori, start-up, aziende e organizzazioni governative e no-profit di eseguire applicazioni e servire i propri utenti dalla Thailandia. L'iniziativa rientra in un piano di investimento di oltre 5 miliardi di dollari nel Paese.

Il primo ministro thailandese, Paetongtarn Shinawatra, ha espresso soddisfazione per questo investimento, sottolineando come AWS contribuirà a potenziare la società digitale della Thailandia. Con questa nuova regione, AWS rafforza la propria presenza nella regione Asia-Pacifico, supportando la trasformazione digitale di aziende di vari settori, grazie a tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, machine learning, e analisi dei dati.

La regione AWS in Thailandia è composta da tre Availability Zones, progettate per garantire alta disponibilità e resilienza. AWS, con la sua vasta gamma di servizi, sarà cruciale per aiutare le aziende thailandesi a innovare, ridurre i costi e migliorare i tempi di risposta per i servizi cloud.

Importanti clienti locali, come la Bank of Ayudhya, Charoen Pokphand Group, e KASIKORN Business-Technology Group, utilizzano già AWS per accelerare la loro trasformazione digitale, migliorando l'efficienza e la sicurezza dei loro servizi. Inoltre, il governo thailandese e altre organizzazioni pubbliche adottano AWS per migliorare l'accesso ai dati e ai servizi per i cittadini.

AWS continua a investire nella formazione e qualificazione delle risorse in Thailandia, con oltre 50.000 persone già formate nelle competenze cloud, e sostiene progetti di sostenibilità per ridurre l'impronta di carbonio dei suoi centri dati.

Con questa iniziativa, AWS non solo rafforza la propria posizione come leader nel cloud, ma contribuisce anche a posizionare la Thailandia come un importante centro per l'innovazione tecnologica nella regione.

Ultima modifica: Venerdì 7 Marzo 2025
Giovedì 2 Gennaio 2025

Danimarca primo Paese al mondo a introdurre una tassa sulle emissioni inquinanti in agricoltura

A giugno 2024 la Danimarca ha segnato una svolta storica nella lotta al riscaldamento globale, diventando il primo paese al mondo ad introdurre una tassa sulle emissioni agricole. Questo provvedimento rappresenta una risposta concreta alla crescente necessità di ridurre le emissioni di gas serra derivanti dalle attività agricole ad elevato impatto ambientale, come quelle legate alla produzione di carne e latticini.

L’Accordo Tripartito Verde e la nuova tassa sulle emissioni agricole 

La misura in oggetto è stata raggiunta grazie all’Accordo Tripartito Verde, il vasto piano agricolo sottoscritto tra il Governo danese, il Consiglio danese per l’agricoltura e l’alimentazione e la Società danese per la conservazione della natura.

Questo accordo prevede che agli agricoltori verrà applicata una tassa sulle emissioni di gas serra generate dagli allevamenti bovini, considerati tra i principali responsabili del riscaldamento globale. Secondo quanto riportato, la tassa verrà introdotta a partire dal 2030 con un'aliquota di 300 corone (circa 40 euro) per ogni tonnellata di CO2 emessa, per poi aumentare a 750 corone per tonnellata (circa 100 euro) nel 2035. Tuttavia, gli agricoltori potranno beneficiare di detrazioni fiscali del 60%, che ridurranno i costi a 120 corone per tonnellata nel 2030 (circa 16 euro) e a 300 corone nel 2035. 

Questa decisione posiziona la Danimarca come leader globale nelle politiche climatiche legate all'agricoltura e alla riduzione delle emissioni inquinanti. Le autorità danesi e il ministro delle Finanze danese, Jeppe Bruus, sottolineano che la nuova carbon tax è in linea con l’obiettivo principale dell’Accordo Tripartito Verde: ridurre le emissioni di gas serra del 70% (una quantità pari a circa 1,8 tonnellate) entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 fissati dal Green Deal. A questo proposito, verranno inoltre stanziati 40 miliardi di corone danesi di fondi statali per: piantare 250.000 ettari di foreste su terreni agricoli fino al 2045; rimuovere 140.000 ettari di terreni a bassa quota entro il 2030 ed acquistare terreni agricoli al fine di ridurre le emissioni di azoto derivanti dall'uso di fertilizzanti.

L’impatto della Carbon Tax sul settore agricolo

L'introduzione della tassa sulle emissioni non è stata priva di controversie. La decisione del governo danese arriva infatti dopo mesi di proteste da parte degli agricoltori di tutta Europa contro le misure per la riduzione delle emissioni di gas serra, considerate troppo stringenti e dispendiose.  Anche gli agricoltori danesi hanno espresso preoccupazioni per via dei costi aggiuntivi che potrebbero compromettere la produttività del settore agroalimentare, già sotto pressione per i crescenti standard richiesti alle aziende agricole per rispettare le normative europee. Tuttavia, il governo ha annunciato che una parte significativa dei proventi della tassa sarà destinata a sostenere gli agricoltori nella transizione verso pratiche più sostenibili.

Il dibattito sulle emissioni agricole come nuova priorità dell’agenda globale

L'iniziativa danese sta attirando l'attenzione della comunità internazionale come un ottimo esempio di leadership climatica. La sfida del cambiamento climatico richiede infatti un approccio collettivo, e la tassa sulle emissioni agricole potrebbe rappresentare un primo passo decisivo verso un futuro più sostenibile per tutti. Resta ancora da vedere se altri paesi seguiranno l’esempio danese o meno. Tuttavia, una cosa è certa: il dibattito sulle emissioni agricole è ormai entrato a far parte dell'agenda globale ed il loro impatto non potrà più essere ignorato.

Ultima modifica: Venerdì 7 Marzo 2025
Martedì 31 Dicembre 2024

Notizie dai mercati esteri - Singapore

Singapore rafforza il ruolo di hub marittimo e aereo mentre cambiano i flussi di carico e aumentano i rischi per la catena di approvvigionamento

Singapore sta investendo ulteriormente nelle infrastrutture, nei processi e nella forza lavoro per consolidare la sua posizione di centro cargo regionale affidabile. Con l’aumento previsto dei caricatori che sceglieranno la città come hub di transito e intermodale preferito nel 2025 e oltre, questi investimenti mirano a soddisfare la crescente domanda e rafforzare la leadership logistica globale di Singapore.

Un prototipo di applicazione è in fase di sviluppo per dotare i caricatori e i fornitori logistici di funzioni volte a semplificare e migliorare l’efficienza della logistica intermodale. Le funzionalità includeranno dati in tempo reale su voli o navi, prenotazioni, avvisi anticipati di ritardi e visibilità sullo stato del carico, ha dichiarato un portavoce del Ministero dei Trasporti (MOT) il 20 dicembre.

L’iniziativa fa parte di un progetto di "Alliance for Action" per migliorare il coordinamento tra carichi marittimi e aerei. Il ministro dei trasporti Chee Hong Tat, a marzo, aveva sottolineato che il tempo necessario per un trasbordo intermodale via aria-mare attraverso Singapore può superare i cinque giorni a causa di incertezze nei programmi e processi manuali. L'obiettivo del ministero è dimezzare questo tempo e, in via ambiziosa, permettere la partenza delle merci entro 24 ore dall’arrivo.

Parallelamente, Singapore sta espandendo le capacità di gestione dei carichi marittimi e aerei attraverso il porto di Tuas e il Changi Air Cargo Hub, mentre prepara la forza lavoro ai progressi tecnologici del settore. Entro il 2025, il settore potrebbe aggiungere il 2% al valore economico annuale del paese (6,9 miliardi di dollari) e creare 2.000 nuovi posti di lavoro, secondo Dave Goh, vicepresidente di EDB.

Questi sviluppi arrivano in un contesto di crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, con flussi commerciali che si stanno spostando verso il Sud-est asiatico. Gli operatori portuali di Singapore stanno già gestendo volumi record di carico: PSA ha dichiarato di aver movimentato oltre 40 milioni di TEU (unità equivalenti a venti piedi) nel 2024, un aumento rispetto ai 38,8 milioni di TEU del 2023.

Sfide e opportunità nei flussi commerciali

I rischi di interruzione nelle spedizioni oceaniche potrebbero aggiungere pressione alla capacità portuale nel 2025. Negli Stati Uniti, migliaia di lavoratori portuali potrebbero scioperare a gennaio, mentre la continua instabilità in Medio Oriente sta spingendo le linee di navigazione a evitare il Mar Rosso, favorendo rotte più lunghe e pericolose intorno all’Africa.

Singapore potrebbe beneficiare di un aumento dei volumi nel 2025 grazie a nuove alleanze di spedizione e alla riprogettazione delle reti da parte degli operatori per includere scali a Singapore. Ad esempio, l’alleanza Gemini Cooperation, operativa da febbraio, vedrà Maersk e Hapag-Lloyd dispiegare 340 navi con una capacità totale di 3,7 milioni di TEU in un nuovo network che include Singapore.

Crescita del cargo aereo

La domanda di trasporto aereo di merci è in aumento, con Changi Airport che ha gestito 1,82 milioni di tonnellate di cargo fino a novembre 2024, superando le 1,74 milioni di tonnellate dell’intero 2023. Questo trend è alimentato dalla crescita dell’e-commerce e dalla necessità di evitare le interruzioni del trasporto marittimo.

Singapore Airlines (SIA) ha registrato un aumento dei volumi di cargo grazie all’utilizzo intensivo degli aerei cargo e alla maggiore capacità nei voli passeggeri. SIA rimane ottimista per il 2025 e prevede una domanda costante per i servizi di trasporto aereo di merci.

Iniziative infrastrutturali future

Entro il 2040, Tuas Port diventerà il porto completamente automatizzato più grande al mondo, con una capacità annuale di 65 milioni di TEU. Nel settore aereo, il Changi Air Cargo Hub, che sarà completato negli anni 2030, aumenterà la capacità di gestione del cargo da tre a 5,4 milioni di tonnellate all’anno.

Singapore rimane ben posizionata per guidare il cambiamento nei flussi commerciali globali, sfruttando la sua esperienza logistica, infrastrutture avanzate e un approccio proattivo all’innovazione e alla sostenibilità.

Sostenibilità Intelligente: l'Impegno di Singapore per un Trasporto più Verde

Singapore sta accelerando la sua visione di un futuro di trasporti più puliti, verdi e intelligenti con l'estensione di due iniziative chiave: il Commercial Vehicle Emissions Scheme (CVES) e l'Early Turnover Scheme (ETS). Queste estensioni mirano a ridurre le emissioni dei veicoli, incoraggiare pratiche sostenibili e sfruttare la tecnologia per supportare l'adozione di energia pulita.

Il CVES, introdotto nel 2021, incentiva l'adozione di veicoli commerciali leggeri (LCV) basandosi sulle loro prestazioni in termini di emissioni. I veicoli sono classificati in tre categorie: Banda A (veicoli elettrici), Banda B (principalmente veicoli a benzina) e Banda C (principalmente veicoli diesel). I veicoli della Banda A, che rappresentano la categoria più pulita, continueranno a ricevere un incentivo di 15.000 SG$ fino a marzo 2027. Al contrario, la sovrattassa per i veicoli della Banda C aumenterà da 15.000 SG$ a 20.000 SG$, riflettendo la spinta del governo verso alternative più pulite.

I progressi tecnologici hanno reso i LCV elettrici (Banda A) più ampiamente disponibili, con costi inferiori sul ciclo di vita rispetto ai veicoli tradizionali a benzina o diesel. Questo sottolinea i vantaggi economici e ambientali della transizione verso soluzioni di trasporto intelligenti e sostenibili.

L'ETS, istituito nel 2013, promuove la sostituzione dei veicoli commerciali diesel più vecchi con modelli più puliti. Con un'estensione fino a dicembre 2025, questa iniziativa offre incentivi finanziari per gli operatori di flotte che aggiornano a veicoli ecologici.

Mentre Singapore continua a esplorare tecnologie avanzate e soluzioni innovative per i veicoli commerciali pesanti, l'ETS svolge un ruolo cruciale nel colmare il divario verso flotte a emissioni zero.

Dall'implementazione del CVES e dell'ETS, sono stati raggiunti progressi significativi: l'80% degli LCV registrati tra aprile 2021 e settembre 2024 rientra in modelli più puliti e circa 70.000 veicoli più vecchi sono stati sostituiti grazie all'ETS.

Questi schemi evidenziano l'approccio strategico di Singapore alla sostenibilità attraverso innovazione, incentivi politici e adozione di tecnologia. Con continui avanzamenti, Singapore è ben posizionata per raggiungere il suo obiettivo di un ecosistema di veicoli interamente alimentato da energia pulita entro il 2040.

Questo impegno sottolinea la visione della nazione di diventare un leader globale nello sviluppo sostenibile, dove la tecnologia funge da elemento chiave per raggiungere obiettivi ambientali ed economici a lungo termine.

Enterprise Singapore (EnterpriseSG) ha lanciato l'inaugurale Artificial Intelligence Open Innovation Challenge (AIOIC) e la sesta edizione del Sustainability Open Innovation Challenge (SOIC) durante SWITCH 2024. L'AIOIC invita soluzioni basate sull'intelligenza artificiale per affrontare sei sfide industriali in settori come infrastrutture, ospitalità e trasporti, in linea con un mercato dell'IA previsto a 1,27 trilioni di SG$ entro il 2027.

Il SOIC si concentra su obiettivi di sostenibilità, con 2,5 milioni di SG$ destinati a 16 dichiarazioni di sfida che riguardano materiali verdi, agroalimentare e decarbonizzazione. Collaborazioni con Temasek Foundation e Temasek Trust offrono opportunità di scaling e accesso a iniziative come The Liveability Challenge e Catalytic Capital for Climate & Health (C3H).

Inoltre, il Nordic Open Innovation Challenge (NOIC) promuove la co-innovazione tra Singapore e aziende nordiche, concentrandosi su sostenibilità e manifattura avanzata. Queste iniziative rafforzano l'ecosistema dell'innovazione di Singapore, consentendo alle startup di accedere ai mercati globali e a partnership industriali.

Come riportato da OpenGov Asia, tecnologia e innovazione svolgono un ruolo cruciale nel raggiungimento di una Singapore a emissioni nette zero, fungendo da motori chiave per lo sviluppo urbano sostenibile e la resilienza ambientale.

Con le città che contribuiscono a oltre il 70% delle emissioni globali di CO₂, strategie innovative, come la tecnologia della vernice rinfrescante e l'integrazione solare, sono fondamentali per mitigare il calore urbano e migliorare l'efficienza energetica.

Nel quadro del Singapore Green Plan 2030, la nazione mira a rendere ecologici l'80% degli edifici e garantire che l'80% dei nuovi sviluppi sia a energia ultra-bassa entro il 2030. Sforzi collaborativi tra governo, imprese e stakeholder rimangono essenziali per costruire un futuro urbano sostenibile.

Singapore sta abbracciando attivamente soluzioni digitali all'avanguardia per promuovere la sua agenda di sostenibilità, sfruttando tecnologie come l'intelligenza artificiale, sistemi intelligenti e analisi dei dati. Integrando queste innovazioni nei settori delle infrastrutture verdi, dell'efficienza energetica e della pianificazione urbana sostenibile, Singapore punta a ottimizzare l'uso delle risorse, ridurre le emissioni di carbonio e migliorare la resilienza ambientale.

FTA aggiornato tra Cina e Singapore stimolerà le opportunità commerciali

Il Protocollo di Ulteriore Aggiornamento dell'Accordo di Libero Scambio Cina-Singapore, che entrerà in vigore martedì, beneficerà le imprese in tre aree chiave, ha dichiarato il Ministero del Commercio e dell'Industria di Singapore in un comunicato lunedì.

In primo luogo, gli investitori e i fornitori di servizi di Singapore godranno di regole più liberali e trasparenti, creando condizioni più eque per gli investimenti e il commercio con la Cina, ha affermato il ministero.

In secondo luogo, le imprese di Singapore beneficeranno di un accesso al mercato cinese ampliato attraverso un approccio basato su una "lista negativa", il che significa che, per default, tutti i settori saranno aperti agli investitori, tranne quelli specificamente elencati, ha spiegato.

In terzo luogo, l'introduzione di un capitolo autonomo sui Servizi di Telecomunicazione migliorerà la trasparenza nei processi normativi interni, promuoverà la concorrenza e incoraggerà la partecipazione dell'industria in attività collaborative per l'innovazione e lo sviluppo, ha aggiunto il ministero.

Il protocollo, annunciato dalla Cina e da Singapore nel 2023, è stato concordato per entrare in vigore il 31 dicembre, durante il mese di novembre.

La Cina è stato il principale partner commerciale di Singapore per il commercio di merci dal 2013, rappresentando il 13,9% del commercio totale di merci di Singapore con il mondo nel 2023, ha riferito il ministero.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Singapore)

Ultima modifica: Martedì 7 Gennaio 2025
Martedì 31 Dicembre 2024

Notizie dai mercati esteri - Corea del Sud

Il governo Sud Coreano investirà 14 trilioni di won per costruire un "mega porto" a Busan

Il Ministero degli Oceani della Corea del Sud ha annunciato che il governo investirà 14 trilioni di won (circa 9,75 miliardi di dollari) entro il 2045 per ammodernare il Porto di Busan, con l'obiettivo di raggiungere la capacità di gestione di container più grande al mondo e di consolidare la posizione del porto come principale hub logistico della regione.

Secondo il piano, la Corea del Sud costruirà un nuovo porto a Changwon, vicino a Busan, integrandolo con il porto esistente di Busan per creare un "mega porto" unificato, con una capacità di gestione del carico doppia rispetto a quella attuale, ha spiegato il Ministero degli Oceani e della Pesca.

"Nel contesto del trasferimento delle strutture produttive a causa del conflitto tra gli Stati Uniti e la Cina, insieme alle incertezze geopolitiche e alle sfide climatiche, l'industria della logistica marittima sta affrontando un aumento dell'incertezza", ha affermato il ministero.

"Per mantenere la reputazione del Porto di Busan come un hub globale di trasbordo e la sua competitività, è necessario perseguire strategie che colleghino lo sviluppo dei nuovi porti con quelli esistenti", ha aggiunto.

Secondo il progetto, il nuovo mega porto avrà la capacità di accogliere 66 navi, rispetto al limite attuale di 40. La lunghezza totale dei pontili sarà estesa a 25,5 chilometri, rispetto agli attuali 18,8 chilometri, sempre secondo il ministero.

La Corea del Sud introdurrà gradualmente strutture portuali che utilizzano fonti di energia rinnovabile a zero emissioni di carbonio, insieme a infrastrutture per fornire energia verde alle navi.

 

L'economia della Corea del Sud è cresciuta del 6,9% all'anno dal 1954, secondo il nuovo anno base adottato per il calcolo del prodotto interno lordo (PIL)

L'economia della Corea del Sud è cresciuta a un tasso annuo vicino al 7% dopo il cambiamento dell'anno base per la compilazione dei dati sulla crescita economica, secondo i dati della banca centrale pubblicati mercoledì.

Secondo i dati della Banca di Corea, la quarta economia più grande dell'Asia è cresciuta in media del 6,9% all'anno dal 1954 allo scorso anno, sotto il nuovo anno base del 2020, rispetto al 6,8% registrato con l'anno base precedente del 2015.

I dati hanno anche mostrato che il prodotto interno lordo (PIL) nominale ha raggiunto i 2.401 trilioni di won nel 2023, un forte aumento rispetto ai 47,7 miliardi di won nel 1953, con il reddito nazionale lordo pro capite che è salito a 36.194 dollari rispetto ai modesti 6,7 dollari durante il periodo citato.

 

L'economia della Corea del Sud rimane stabile, afferma il presidente della KCCI

Il presidente del SK Group e della Camera di Commercio e Industria della Corea (KCCI), Chey Tae-won, ha inviato una lettera alle principali camere di commercio di tutto il mondo, sottolineando che il sistema economico della Corea del Sud rimane stabile nonostante la turbolenza politica derivante dall'impeachment del presidente Yoon Suk Yeol.

La KCCI ha dichiarato domenica che Chey ha inviato la lettera ai leader delle camere di commercio di 127 paesi e a 116 ambasciatori esteri in Corea del Sud, per rassicurarli sulla resilienza economica della Corea e sui suoi sforzi per ospitare con successo il Summit dei CEO dell'APEC, che si terrà a Gyeongju, nella provincia di Gyeongsang del Nord, il prossimo anno. Chey è presidente del Summit dei CEO dell'APEC 2025.

"Nonostante una serie di sfide, l'economia coreana continua a funzionare normalmente", ha scritto Chey. "Con un alto livello di resilienza e un'economia di mercato stabile, supereremo rapidamente le difficoltà attuali."

Ha anche chiesto un continuo interesse e partecipazione all'APEC, sottolineando l'importanza del summit per promuovere la prosperità nella regione Asia-Pacifico.

"La KCCI, insieme alle aziende e al governo, garantirà che il Summit dei CEO dell'APEC 2025 rappresenti una pietra miliare significativa per la prosperità delle nazioni APEC e dei loro imprenditori", ha detto.

Il summit, previsto dal 28 al 31 ottobre sotto il tema "Bridge, Business, Beyond", riunirà CEO globali, esperti rinomati e leader economici senior per discutere vari temi, tra cui la transizione energetica, l'innovazione digitale, l'IA e la sanità.

Lee Sung-woo, direttore generale dell'ufficio preparatorio del Summit dei CEO dell'APEC presso la KCCI, ha dichiarato che la camera continuerà a sfruttare la sua rete globale per mettere in evidenza la stabilità della Corea del Sud in vista del summit.

 

La Corea del Sud si prepara a un rallentamento delle esportazioni nel 2025

I settori delle esportazioni della Corea del Sud si preparano ad affrontare significative difficoltà nel 2025, ostacolati dalle tensioni commerciali globali e dalle incertezze politiche interne, secondo i rapporti delle industrie pubblicati lunedì.

Tre rapporti di principali organizzazioni aziendali, tra cui la Federazione delle Industrie Coreane (FKI), la Korea International Trade Association (KITA) e il think tank statale Korea Institute for Industrial Economics and Trade (KIET), dipingono un quadro negativo per l'economia dipendente dalle esportazioni nel 2025.

Secondo la FKI, un sondaggio condotto su 150 aziende principali in 12 settori chiave delle esportazioni ha previsto un aumento minimo delle esportazioni pari solo all'1,4% nel 2025 rispetto al 2024. Il sondaggio è stato condotto dalla società di ricerche di mercato Monoresearch per conto della FKI.

Per settore, si prevede che il settore bio-salute registrerà la maggiore crescita con il 5,3%, seguito da macchinari generali con il 2,1%, prodotti petrolchimici e petroliferi con l'1,8%, elettronica (compresi i semiconduttori) con l'1,5% e cantieristica navale con l'1,3%. Tuttavia, si prevede che le esportazioni di automobili e componenti caleranno dell'1,4%, mentre le esportazioni di acciaio diminuiranno dello 0,3%.

Le aziende che si aspettano una diminuzione delle esportazioni hanno citato diverse sfide principali, tra cui le condizioni economiche stagnanti nei principali mercati (39,7%), l'aumento del protezionismo, comprese le tariffe (30,2%), e la competitività dei prezzi indebolita dall'aumento dei costi delle materie prime e del petrolio (11,1%).

Anche KITA ha suggerito che le condizioni per le esportazioni della Corea del Sud saranno difficili nel prossimo anno.

Il rapporto ha rivelato che il suo indice di sondaggio sull’attività commerciale delle esportazioni per il primo trimestre del 2025 è sceso a 96,1, scendendo sotto il valore di riferimento di 100 per la prima volta in quattro trimestri. Un valore inferiore a 100 indica che i pessimisti superano gli ottimisti, mentre un valore sopra il limite indica il contrario. Il sondaggio ha coinvolto 1.010 aziende esportatrici.

Tra i 15 principali settori esportatori esaminati, 10 hanno registrato valori inferiori alla soglia, con il settore degli elettrodomestici che ha riportato il valore più basso, 52,7. KITA ha attribuito questo calo alla domanda indebolita nei principali mercati, come Nord America ed Europa.

Similmente, il settore dei semiconduttori ha sollevato preoccupazioni con un indice di 64,4. I rispondenti hanno citato la concorrenza intensificata dalla rapida espansione della DRAM in Cina e l'aumento delle scorte di chip per smartphone e PC come fattori che contribuiscono al calo.

Nel frattempo, i settori con una prospettiva relativamente più positiva includevano la cantieristica navale con un indice di 146,4, gli elettrodomestici con 137,9, le automobili e i componenti auto con 130,7, l'industria chimica con 121,5, e i prodotti in plastica, gomma e pelle con 100,5.

Il sondaggio di KIET ha presentato un quadro altrettanto preoccupante per i semiconduttori.

Nel suo sondaggio su 133 esperti del settore, l'indice professionale dell'industria manifatturiera per gennaio è crollato a 75, con un calo di 21 punti rispetto alla previsione di dicembre di 96.

Particolarmente allarmante è stato l'indice per i semiconduttori, che è sceso drasticamente a 65, con un calo di 59 punti rispetto ai 124 di dicembre.

Molte aziende attribuiscono il previsto calo all'escalation del protezionismo globale con l'insediamento di una seconda amministrazione Trump a Washington.

Il rapporto di KITA ha anche sottolineato che le principali aziende esportatrici sono sempre più preoccupate per l'aggravarsi delle condizioni commerciali dopo il secondo mandato di Trump.

Nel sondaggio della FKI, il 48,7% degli intervistati ha identificato gli Stati Uniti come il mercato più difficile per le esportazioni, seguito dalla Cina con il 42,7%. Si è notato che i risultati riflettono le preoccupazioni delle aziende sul peggioramento delle condizioni di esportazione verso gli Stati Uniti e la Cina, a causa dell'intensificarsi delle tensioni USA-Cina dopo l'elezione di Donald Trump.

 

Il ministro delle Finanze della Corea del Sud ha previsto una crescita economica inferiore al 2% per il 2025

Il Ministro delle Finanze della Corea del Sud, Choi Sang-mok, ha dichiarato che una revisione al ribasso delle previsioni di crescita economica per il 2025 è "inevitabile", con un tasso di crescita previsto inferiore al 2%. Il Ministero delle Finanze aveva inizialmente previsto una crescita del 2,2% per il prossimo anno, ma Choi ha suggerito che la revisione potrebbe essere inferiore alla stima attuale di crescita potenziale della Banca di Corea, che è del 2%.

Le previsioni sono più cupe a causa di rischi economici globali, rallentamento delle esportazioni e incertezze commerciali crescenti, con molte istituzioni internazionali che hanno ridotto le loro previsioni per la Corea del Sud. L'FMI e l'OCSE prevedono una crescita del 2%, mentre la Banca di Corea ha abbassato la sua previsione a 1,9%.

Choi ha espresso preoccupazione per il drastico calo del tasso di crescita potenziale del Paese, che secondo le previsioni della Banca di Corea scenderà progressivamente al 2% nei prossimi anni, per poi stabilizzarsi intorno allo 0,6% verso la fine degli anni '40. Questo tasso di crescita potenziale rappresenta il ritmo massimo di espansione economica senza generare inflazione.

Il ministro ha anche sottolineato che, sebbene la situazione non sia ancora a livello di crisi, le incertezze economiche stanno aumentando, con una domanda interna più debole di quanto previsto e preoccupazioni che gli sviluppi politici recenti possano minare ulteriormente la fiducia. Inoltre, le esportazioni, che sono un motore chiave della crescita, stanno rallentando a causa di effetti di base e del ciclo negativo dei semiconduttori.

Per il 2025, Choi ha delineato le principali direzioni politiche, focalizzandosi su quattro aree chiave: il recupero del benessere pubblico, la gestione della credibilità esterna, la gestione delle incertezze commerciali e il rafforzamento della competitività industriale. Ha inoltre sottolineato che la priorità è l'attuazione del budget di 673 trilioni di won (circa 465 miliardi di dollari), che inizierà il 1° gennaio.

Choi ha anche discusso della strategia del governo per affrontare le crescenti incertezze commerciali, in particolare quelle derivanti dalla possibile seconda amministrazione Trump, e ha promesso misure per stabilizzare il mercato, se ci fosse una volatilità improvvisa nel cambio.

In merito alla svalutazione del won coreano rispetto al dollaro, Choi ha attribuito parte della causa alle recenti turbolenze politiche, ma ha assicurato che sarebbero state adottate misure per stabilizzare il mercato in caso di aumenti repentini della volatilità.

Infine, Choi ha confermato la sua intenzione di dimettersi dopo aver stabilizzato l'economia, ma ha evitato di entrare nei dettagli, esprimendo rammarico per non essere riuscito a prevenire l'attuale situazione politica.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)

Ultima modifica: Martedì 7 Gennaio 2025
Lunedì 30 Dicembre 2024

Thailandia. Un bilancio del 2024

Panoramica Economica

Nel 2024, l'economia thailandese ha mostrato segnali di ripresa, con la Banca di Thailandia che prevede una crescita del PIL del 3,2%, in lieve aumento rispetto al 2,4%** del 2023. Questa crescita dipende da vari fattori, tra cui il successo del progetto Digital Wallet, che potrebbe potenzialmente aumentare il PIL fino al 3,8% se realizzato completamente. Nonostante le sfide, i consumi privati e il turismo rimangono i principali motori della crescita economica. Anche il settore manifatturiero sta vedendo un aumento degli investimenti, in particolare nella produzione di veicoli elettrici, con aziende cinesi che stabiliscono operazioni in Thailandia (tra cui anche l'italiana Brembo).

Sviluppi Politici

La scena politica in Thailandia è stata tumultuosa. Il breve mandato di Srettha Thavisin è terminato con la sua destituzione da parte della Corte Costituzionale, portando Paetongtarn Shinawatra a prendere il comando. Questo cambiamento riflette l'instabilità continua nella politica thailandese, spesso descritta come una "potenza di mezzo scomoda" che fatica a affermarsi a livello internazionale nonostante le proprie capacità. L'anno è stato caratterizzato da manovre politiche significative e da un possibile ritorno a un panorama politico più volatile dopo anni di relativa stabilità sotto l'ex Primo Ministro Prayut Chan-o-cha.

Ripresa del Turismo

Il turismo ha registrato una forte ripresa, tornando ai livelli pre-pandemia grazie all'allentamento delle restrizioni sui visti e all'aumento dell'interesse per i viaggi internazionali. Il governo thailandese punta ad attrarre 40 milioni di visitatori entro la fine del 2024, con un focus particolare sul raddoppio del numero di turisti cinesi. Le strategie di marketing digitale sono diventate fondamentali per promuovere la Thailandia come meta turistica, sfruttando piattaforme come TikTok per coinvolgere i potenziali visitatori. Inoltre, tendenze come il turismo del benessere e le esperienze culturali continuano ad attrarre viaggiatori in cerca di esperienze autentiche e arricchenti.

Progresso Sociale

Sul fronte sociale, la Thailandia ha fatto notizia diventando il primo paese del Sud-est asiatico a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Questa decisione storica riflette cambiamenti sociali più ampi e progressi verso l'inclusività.

Conservazione Ambientale

Per quanto riguarda gli sforzi ambientali, nel 2024 si è registrato un notevole aumento della popolazione di tigri grazie alle iniziative di conservazione in corso. Il Dipartimento dei Parchi Nazionali ha svolto un ruolo fondamentale nella protezione di questi animali dalla caccia illegale e dalla distruzione dell'habitat, portando a un aumento del 250% nel numero di tigri negli ultimi 15 anni. Questa storia di successo evidenzia l'impegno della Thailandia per la conservazione della fauna selvatica in mezzo a sfide ambientali più ampie.

Conclusione

In sintesi, il 2024 è stato un anno di fortune miste per la Thailandia: caratterizzato da sforzi di ripresa economica in mezzo a instabilità politica, una forte ripresa del turismo, significativi progressi sociali e successi notevoli nella conservazione ambientale. Mentre il paese si avvia verso il 2025, affronta sia opportunità che sfide che plasmeranno la sua traiettoria futura.

(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)

Ultima modifica: Mercoledì 8 Gennaio 2025
Lunedì 30 Dicembre 2024

Notizie dai mercati esteri - Corea del Sud

Chip AI e tecnologie quantistiche, le principali conquiste in ricerca e sviluppo della Corea nel 2024

I progressi nei chip per l'intelligenza artificiale (AI) e nelle tecnologie quantistiche sono stati riconosciuti come i principali successi negli sforzi di ricerca e sviluppo (R&S) della Corea per il 2024, suscitando speranze che questi avanzamenti possano servire da pietra miliare per le future innovazioni tecnologiche del paese, in grado di ridefinire l'economia e la società nazionali.

Il Ministero della Scienza e delle ICT e l'Istituto di Pianificazione e Valutazione della Tecnologia dell'Informazione e delle Comunicazioni (IITP) hanno annunciato domenica i principali successi R&S dell'anno nel settore delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (ICT), nell'ambito di una valutazione degli investimenti del governo nel 2024, pari a 1 trilione di won (677,5 milioni di dollari), destinati a supportare le imprese e le istituzioni di ricerca.

Per quanto riguarda i progressi tecnologici, il governo ha dichiarato che i produttori di chip locali hanno fatto significativi passi avanti nello sviluppo di processori AI a basso consumo che potrebbero sfidare il predominio globale di Nvidia.

Rebellions, uno sviluppatore di acceleratori AI supportato dall'assistenza R&D del governo per 5,51 miliardi di won, ha iniziato con successo la produzione di massa della sua unità di elaborazione neurale (NPU), ATOM, quest'anno. L'azienda ha attirato l'attenzione internazionale per la sua capacità di accelerare l'inferenza AI con un consumo energetico ridotto.

Rebellions ha raggiunto circa 20 miliardi di won in vendite di produzione di massa a livello globale entro settembre 2023 ed è diventata una "unicorn company" — una società non quotata con una valutazione superiore a 1 miliardo di dollari — dopo la fusione con SAPEON, un altro produttore coreano di chip AI, avvenuta questo mese.

Un'altra startup, FuriosaAI, ha sviluppato il Renegade, un semiconduttore NPU focalizzato sull'inferenza. Il Renegade vanta un'efficienza energetica superiore del 60% rispetto al L40S di Nvidia, a metà del suo prezzo. L'azienda sta ora accelerando i suoi sforzi di commercializzazione.

A marzo, il Korea Advanced Institute of Science & Technology ha sviluppato il primo chip semiconduttore AI Complementary-Transformer al mondo, in grado di elaborare un modello GPT-2 con un consumo energetico ultra-basso di 400 milliwatt e una velocità elevata di 0,4 secondi.

Nel campo delle tecnologie quantistiche, il governo ha dichiarato che quest'anno la Corea ha registrato risultati tangibili nei settori della comunicazione quantistica e del sensing, dopo aver investito finora 36,9 miliardi di won.

Il paese è diventato il terzo al mondo a trasmettere con successo informazioni quantistiche su una rete di fibra ottica reale, per una distanza di 16,4 chilometri. I ricercatori dell'Istituto di Ricerca in Elettronica e Telecomunicazioni (ETRI) hanno dimostrato questa tecnologia distribuendo l'intreccio quantistico su distanze superiori a 100 chilometri nel mese di settembre.

 

La Corea del Sud è in testa al mondo per l'adozione di robot industriali

La Corea del Sud è in testa al mondo per l'adozione di robot industriali, con 1.012 robot ogni 10.000 dipendenti nel 2023, secondo uno studio globale.

Il rapporto World Robotics 2024, presentato dalla Federazione Internazionale dei Robot (IFR) con sede a Francoforte, in Germania, rivela che la densità di robot nel paese asiatico supera di gran lunga quella di altri paesi. Singapore si è classificata al secondo posto con 770 robot ogni 10.000 dipendenti, seguita dalla Cina con 470 robot ogni 10.000 dipendenti.

Il rapporto della IFR ha ulteriormente rivelato che la Corea del Sud, grazie ai suoi solidi settori dell'elettronica e dell'automobile, ha registrato una crescita media del 5% nella densità di robot dal 2018.

La Germania e il Giappone si sono classificati rispettivamente al quarto e quinto posto, con 429 e 419 robot ogni 10.000 dipendenti. La densità di robot negli Stati Uniti ha raggiunto le 295 unità, posizionandosi al 10° posto a livello mondiale.

 

Il 56% delle abitazioni possedute da stranieri in Corea del Sud e' di proprieta' di cittadini cinesi

I cittadini cinesi rappresentano il 56% di tutte le abitazioni possedute da stranieri in Corea del Sud, secondo i dati pubblicati venerdì.

Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla proprietà abitativa da parte degli stranieri, i cittadini cinesi possedevano 52.798 delle 95.058 unità abitative registrate a nome di stranieri nel paese alla fine di giugno.

Il numero di abitazioni possedute da cittadini cinesi è aumentato del 4,9% rispetto a sei mesi prima.

Dopo i cinesi, i cittadini americani possedevano 21.360 unità, pari al 22,5% del totale. I canadesi, i taiwanesi e gli australiani seguivano rispettivamente con il 6,5%, il 3,5% e il 2%.

La maggior parte delle abitazioni possedute da stranieri si trova nell'area della capitale, Seul. Il numero maggiore si trova nella provincia di Gyeonggi, con il 38,7% del totale, seguita da Seul con il 24,3% e Incheon con il 9,9%.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)

Ultima modifica: Mercoledì 8 Gennaio 2025
Lunedì 30 Dicembre 2024

Belgio. Tendenze di design: opportunità per le aziende italiane

Il Belgio si sta affermando come uno dei centri più interessanti per il design d'interni in Europa, grazie a una combinazione unica di tradizione storica e modernità. Gli interior designer belgi sono noti per il loro approccio innovativo e sofisticato, che riflette uno stile in evoluzione costante. Questa dinamica offre importanti opportunità per le aziende italiane che desiderano inserirsi in questo mercato in espansione. Capendo i trend principali, si possono evincere quindi diverse opportunità di mercato.

Una delle principali tendenze in Belgio è il minimalismo elegante. Gli interni sono caratterizzati da linee pulite, spazi aperti e tonalità neutre che creano un’atmosfera rilassante. I materiali di alta qualità, come il legno naturale e i tessuti pregiati, sono particolarmente apprezzati. I designer italiani specializzati in arredi minimalisti e mobili artigianali potrebbero trovare un mercato ricettivo per prodotti di design sobrio ma sofisticato.

L'uso di materiali sostenibili è un altro trend rilevante. I consumatori belgi sono sempre più attenti all'impatto ambientale, e materiali ecologici come legno riciclato, pavimenti in bambù e vernici atossiche sono molto richiesti. Qui, potrebbero avere spazio le aziende che producono arredi ecologici che potrebbero capitalizzare su questa sensibilità ambientale.

Il connubio tra vintage e contemporaneo è un’altra caratteristica distintiva del design belga. Gli interni combinano mobili d'epoca con elementi moderni per creare spazi unici e personalizzati.

D’altra parte l'influenza scandinava è evidente nella scelta di mobili in legno chiaro e nell’uso della luce naturale. Tuttavia, l'approccio belga tende a essere più ricco e stratificato grazie all'uso di texture lussuose come bouclé, seta e legno grezzo.

Infine, il Belgio è noto per la cura dei dettagli nell'illuminazione e nei trattamenti delle finestre. L’uso di lampade di design e tende su misura rappresenta un'importante area di business per i marchi italiani specializzati in illuminazione artistica e tessuti di qualità.

(Fonti: https://victoire.be/en/blog/detail/The-most-striking-trends-interior%20design

https://www.homesandgardens.com/interior-design/belgium-design-trends)

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)

Ultima modifica: Mercoledì 8 Gennaio 2025
Lunedì 30 Dicembre 2024

Notizie dai mercati esteri - Singapore

Psa Singapore raggiunge il record di oltre 40 milioni di teu nel 2024

E’ stato un anno da record per Psa Singapore che ha concluso il 2024 con una produzione annuale di oltre 40 milioni di teu. Questo nuovo primato supera il precedente boom di Psa con 38,8 milioni di teu stabilito nel 2023. ”In qualità di hub di trasbordo più grande del mondo, Psa rafforza la sua posizione di porta principale che collega l’economia di Singapore al mercato globale. Questo risultato è stato raggiunto grazie al costante impegno nel garantire un flusso di merci resiliente, efficiente e sostenibile”, spiega il gruppo in una nota.

Per Ong Kim Pong, ceo di Psa International, “questo record di traffico per il terminal principale di Psa a Singapore è un risultato straordinario. Sulla base di questo slancio positivo, ci impegneremo a rafforzare le sinergie, collegando i nostri nodi strategici per creare un ecosistema portuale più coeso e integrato”.

 

International Finance Corp (IFC) prevede l'impegno di Singapore rimarra' vicino ai 2 Miliardi di Dollari

IFC ha sostenuto 11 operazioni nella città-stato durante l'anno finanziario terminato il 30 giugno, per un totale di 2,15 miliardi di dollari, e prevede un importo simile per questo periodo, ha dichiarato Riccardo Puliti, vicepresidente regionale di IFC per l'Asia e il Pacifico, in un'intervista con Bloomberg venerdì.

L'ultima previsione rafforza l'idea che Singapore, hub asiatico delle materie prime e del finanziamento, continuerà ad attrarre flussi di capitale da tutto il mondo.
"Posso dirvi, senza entrare nei dettagli numerici, che le prospettive per quest'anno sono forti quanto quelle dell'anno scorso," ha affermato Puliti nell'intervista. "Non vedo alcun motivo per percepire un forte rallentamento delle operazioni, e vedo Singapore andare estremamente bene anche quest'anno."

Puliti prevede anche un "anno molto positivo" per l'intera regione dell'Asia-Pacifico, grazie alla continua domanda in settori come il finanziamento del commercio, la transizione energetica e il sostegno all'inclusione guidata da donne per le piccole e medie imprese.

IFC ha finanziato 123 progetti in Asia-Pacifico nell'anno fiscale terminato il 30 giugno, con un aumento dell'11% rispetto al record precedente, raggiungendo i 12,2 miliardi di dollari, secondo una dichiarazione pubblicata sul suo sito web il mese scorso.

 

Singapore Supera Hong Kong nella Corsa per Diventare l'Hub Regionale delle Criptovalute

Singapore ha fatto significativi progressi nel 2024 per diventare un hub per i beni digitali, mentre il rivale centro finanziario di Hong Kong ha lottato per guadagnare terreno.

Nel 2024, Singapore ha rilasciato 13 licenze per le criptovalute a una vasta gamma di operatori, tra cui importanti exchange come OKX e Upbit, e giganti globali come Anchorage, BitGo e GSR. Questo numero è più del doppio rispetto alle licenze concesse l’anno precedente. Al contrario, un regime di licenze simile a Hong Kong ha avuto un progresso lento.

Entrambe le città stanno cercando di attirare società di beni digitali attraverso regimi dedicati, progetti di tokenizzazione e sandbox regolamentari. Le autorità locali vedono nelle criptovalute un potenziale per rafforzare l’attrattiva delle rispettive giurisdizioni come hub globali di affari, ma i progressi sono stati disomogenei.

“Il regime regolamentare di Hong Kong per gli exchange è più restrittivo in diversi aspetti importanti, come la custodia dei beni dei clienti e le politiche di quotazione e rimozione dei token,” ha dichiarato Angela Ang, consulente senior per le politiche presso TRM Labs. “Questo potrebbe aver spostato l’equilibrio a favore di Singapore.”

Le approvazioni a Hong Kong sono arrivate più lentamente del previsto, con i regolatori che avevano promesso di autorizzare più exchange entro la fine dell’anno. Finora, la città ha concesso licenze complete a sette piattaforme, quattro delle quali con restrizioni, il 18 dicembre. Altre sette detengono permessi provvisori. Exchange di rilievo come OKX e Bybit hanno ritirato le loro richieste di licenza a Hong Kong. La città consente il trading solo delle criptovalute più liquide, come Bitcoin ed Ether, escludendo token più piccoli e volatili, noti come altcoin.

“È un alto standard da soddisfare e allo stesso tempo essere redditizi,” ha detto Roger Li, co-fondatore di One Satoshi, una catena di negozi a Hong Kong che offre conversioni over-the-counter tra contanti e criptovalute.

Un altro fattore che i dirigenti dei beni digitali considerano nell’espandersi in Asia è l’influenza della Cina, dove il trading di criptovalute è vietato. Il regime amministrativo speciale di Hong Kong presenta un profilo di rischio diverso rispetto ad altri paesi, ha affermato David Rogers, amministratore delegato regionale di B2C2 Ltd., che ha richiesto una licenza a Singapore. L’ambiente favorevole di Singapore per i beni digitali lo rende una “scelta sicura e a lungo termine” per un hub regionale, ha detto Rogers. “È un approccio che bilancia il rischio.”

Sul fronte wholesale, entrambe le città possono vantare progressi nell’incoraggiare le istituzioni finanziarie regolamentate a sperimentare il software blockchain.

A novembre, la Monetary Authority of Singapore ha annunciato piani per sostenere la commercializzazione della tokenizzazione degli asset attraverso Project Guardian e Global Layer 1, due iniziative sostenute dallo stato. Hong Kong, dal canto suo, ha supervisionato la vendita di 6 miliardi di HK$ (770 milioni di dollari) di green bond digitali utilizzando la piattaforma di tokenizzazione di HSBC Holdings Plc.

Hong Kong ha anche lanciato ETF su Bitcoin ed Ether ad aprile, ma non hanno suscitato l’entusiasmo visto per prodotti equivalenti negli Stati Uniti. Gli ETF su Bitcoin ed Ether della città hanno raccolto circa 500 milioni di dollari, una frazione dei più di 120 miliardi detenuti dagli emittenti statunitensi.

“Il quadro normativo di Singapore incoraggia l’interazione tra nuovi entranti e istituzioni consolidate,” ha dichiarato Ben Charoenwong, professore associato di finanza presso INSEAD. Il focus di Hong Kong sulle istituzioni finanziarie consolidate “crea meno opportunità per i nuovi entranti e limita il margine di innovazione.”

 

Pubblicato l'EU EU-Singapore Trade and Investment Booklet 2024

Singapore si conferma il principale partner commerciale e d’investimento dell’Unione Europea nel Sud-Est Asiatico, con un commercio annuale di beni e servizi che ha raggiunto i 130 miliardi di euro nel 2022 e stock di Investimenti Diretti Esteri (IDE) dell’UE detenuti a Singapore pari a 293 miliardi di euro alla fine del 2022.

L’edizione 2024 dell’EU-Singapore Trade and Investment Booklet offre una panoramica delle solide relazioni economiche tra l’UE e Singapore, presentando le più recenti statistiche annuali sul commercio di beni, servizi e IDE. Include inoltre informazioni sull’accordo di commercio digitale recentemente concluso tra UE e Singapore e altri accordi, oltre a strumenti commerciali utili.

Commercio di Beni e Servizi

Nel 2023, il commercio di beni tra UE e Singapore ha raggiunto i 52,6 miliardi di euro, con un leggero aumento dello 0,3% su base annua. Le esportazioni dell’UE verso Singapore sono ammontate a 32,1 miliardi di euro, mentre le importazioni da Singapore hanno totalizzato 20,4 miliardi di euro. Singapore si è classificata come il 20° partner commerciale dell’UE per il commercio di merci a livello globale nel 2023.

Per quanto riguarda i servizi, il commercio UE-Singapore ha toccato un record di 77,6 miliardi di euro nel 2022, posizionando Singapore come il quinto maggiore partner dell’UE nel commercio di servizi. Complessivamente, combinando beni e servizi, il commercio totale tra UE e Singapore ha raggiunto i 130 miliardi di euro nel 2022, rendendo Singapore il principale partner commerciale dell’UE nell’ASEAN e l’11° a livello mondiale.

Investimenti Diretti Esteri (IDE)

Singapore rimane una destinazione fondamentale per gli investimenti dell’UE. Alla fine del 2022, gli stock di IDE dell’UE detenuti a Singapore hanno raggiunto i 293 miliardi di euro, con un incremento del 6,9% rispetto al 2021. Singapore si è classificata come la sesta destinazione globale per gli stock di IDE dell’UE e la maggiore nell’ASEAN.

Allo stesso tempo, gli stock di IDE detenuti da Singapore nell’UE ammontavano a 206 miliardi di euro nel 2022, segnando un aumento del 14% rispetto al 2021.

Questi dati sottolineano l’importanza di Singapore come partner strategico per l’UE nel commercio globale e negli investimenti, rafforzando ulteriormente i legami economici tra le due regioni.

 

State of Southeast Asia Survey 2024: Scegliere la Cina invece degli Stati Uniti non rappresenta un cambiamento radicale

L'indagine State of Southeast Asia Survey 2024, condotta dal think tank ASEAN Studies Centre, evidenzia come i Paesi del Sud-Est Asiatico si trovino in una posizione complessa nel bilanciare le loro relazioni con la Cina e gli Stati Uniti. Sebbene alcuni risultati dell'indagine mostrino un apparente spostamento verso la Cina, Sharon Seah sostiene che questo cambiamento non rappresenta né una trasformazione epocale né una rottura significativa con il passato.

Una scelta pragmatica, non ideologica

Secondo Seah, la preferenza per la Cina in alcune aree strategiche, come il commercio e gli investimenti, riflette il pragmatismo delle nazioni dell'ASEAN, piuttosto che un allineamento ideologico. La Cina è il principale partner commerciale della regione e una fonte significativa di investimenti infrastrutturali attraverso iniziative come la Belt and Road Initiative. Questa dipendenza economica rende naturale che molti Paesi guardino a Pechino per opportunità di crescita economica.

Allo stesso tempo, gli Stati Uniti rimangono un partner cruciale per la sicurezza e la stabilità nella regione, fornendo garanzie militari e mantenendo una forte presenza strategica. La maggior parte dei Paesi dell'ASEAN continua a cercare un equilibrio tra le due potenze, piuttosto che schierarsi definitivamente con una di esse.

Percezioni contrastanti

La survey rivela anche che, mentre la Cina è apprezzata per il suo contributo economico, persistono timori riguardo alla sua assertività nel Mar Cinese Meridionale e alla crescente influenza politica. Gli Stati Uniti, d'altra parte, sono percepiti come meno consistenti nei loro impegni verso la regione, nonostante abbiano riaffermato il loro interesse strategico attraverso iniziative come il Quad e l'Indo-Pacific Economic Framework (IPEF).

Conclusione

Seah sottolinea che il passaggio verso la Cina in alcune aree non dovrebbe essere interpretato come un rifiuto degli Stati Uniti. Piuttosto, riflette il desiderio dei Paesi del Sud-Est Asiatico di perseguire un approccio multipolare, massimizzando i benefici da entrambe le potenze. La competizione tra Cina e Stati Uniti continuerà a definire la geopolitica della regione, ma per i Paesi dell'ASEAN, la priorità rimane la stabilità e la prosperità a lungo termine.

L'op-ed evidenzia, infine, come il Sud-Est Asiatico non sia semplicemente un terreno di competizione tra grandi potenze, ma una regione con la propria agenda, che cerca di navigare con attenzione le acque turbolente della geopolitica globale.

 

La Rete di Investimenti Tecnologici di Singapore si espande in Africa

XA Network, una piattaforma di investimenti con sede a Singapore composta da leader di aziende tecnologiche del Sud-Est Asiatico, ha ampliato la sua portata in Africa con il lancio di XA Africa. L’iniziativa mira a collegare i fondatori di startup africane con investitori esperti ed esperti del settore. Oltre al capitale, XA Africa offre consulenza strategica e supporto per aiutare le startup a crescere, un'iniziativa particolarmente rilevante in un momento in cui l'industria del capitale di rischio (VC) in Africa sta affrontando una flessione a causa di sfide macroeconomiche e regionali.

XA Network e l’espansione in Africa

Fondata sei anni fa da ex dipendenti regionali di Google, XA Network si è evoluta fino a includere leader senior di altre importanti aziende tecnologiche. Finora, ha sostenuto quasi 100 startup nel Sud-Est Asiatico, tra cui piattaforme come Intellect (salute mentale), Staffinc (reclutamento digitale) e Neuron Mobility (e-scooter).

Con XA Africa, il network ha già investito in quattro startup africane:

  • Crop2Cash (Nigeria): una piattaforma che fornisce finanziamenti per piccoli agricoltori.
  • BuuPass (Kenya): un servizio di biglietteria online per autobus, treni e voli.
  • Kaya AI (Sudafrica): un’azienda che utilizza l’intelligenza artificiale per automatizzare i flussi di lavoro e migliorare la produttività nella catena di approvvigionamento delle costruzioni.
  • Talamus Health (Ghana): una piattaforma che connette fornitori di servizi sanitari con i loro clienti.

Un Ecosistema di Capitale di Rischio in Declino

L'ingresso di XA Africa arriva in un momento delicato per l'ecosistema VC africano. Alla fine del terzo trimestre del 2024, il valore totale delle operazioni VC per l’anno era di 1,2 miliardi di dollari, un calo significativo rispetto ai 3,6 miliardi di dollari nel 2023 e ai 5,2 miliardi di dollari nel 2022.

Le sfide principali includono:

  • Deprezzamento delle valute locali, che ha ridotto i rendimenti per gli investitori basati sul dollaro.
  • Valutazioni in calo delle startup, che hanno reso il mercato meno attraente.
  • Fallimenti di startup di alto profilo, che hanno accentuato le difficoltà dell’ecosistema.
  • Riduzione delle attività da parte di investitori globali, specialmente quelli nordamericani con mandati opportunistici.

Inoltre, i capitali disponibili si sono concentrati su startup già sostenute da fondatori affermati, lasciando meno spazio per nuove imprese.

Tendenze nei Settori Finanziati

Nonostante la contrazione, il fintech rimane il settore dominante per le startup tech-enabled in Africa. Nel 2024, il 32% delle startup finanziate operava nel fintech, assicurando complessivamente 564 milioni di dollari. Le innovazioni spaziano dai pagamenti digitali ai portafogli mobili, fino alle soluzioni di finanza integrata.

Anche l’intelligenza artificiale (AI) ha guadagnato terreno, rappresentando il 13% dei finanziamenti nel 2024, insieme al cleantech. Questo spostamento evidenzia una crescente attenzione degli investitori verso settori che uniscono sostenibilità, scalabilità e innovazione tecnologica.

XA Africa si posiziona quindi come un player strategico che potrebbe contribuire a rivitalizzare l’ecosistema VC africano, offrendo non solo capitale ma anche competenze e reti globali.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Singapore)

 

Ultima modifica: Martedì 7 Gennaio 2025
Lunedì 30 Dicembre 2024

Belgio. Il Porto di Anversa-Bruges si conferma un nodo logistico importante nel trasbordo di container refrigerati

Nonostante le crisi geopolitiche globali che hanno ridiscusso rotte e flussi di merci, il Porto di Anversa-Bruges (insieme a Rotterdam e Amburgo), uno dei più rappresentativi del nord Europa, ha continuato a mostrare una crescita significativa nel 2024. 

Nel contesto europeo, il Porto di Anversa-Bruges si è dimostrato infatti come uno dei più resilienti, facendo registrare nel corso del 2024, una crescita nel traffico delle merci, in particolare nei container.

Per i primi 9 mesi del 2024, il porto di Anversa-Bruges ha segnato un trasbordo totale di 210,5 milioni di tonnellate, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e stabile rispetto al secondo trimestre.

Si è pertanto verificata una crescita della domanda di trasporto di container, mentre l'instabilità delle condizioni geopolitiche ed economiche ha fatto segnare ripercussioni negative su altri flussi di merci. Nonostante queste sfide, il porto continua a investire in progetti sostenibili e innovativi incentrati sulla transizione energetica e sulla crescita industriale.

I trasbordi di container in tonnellate sono aumentati dell'8,9%, con un aumento del 10,2% del traffico in entrata e del 7,9% del traffico in uscita. La crescita registrata nella prima metà dell'anno è proseguita nel terzo trimestre, con un aumento del 12,3% del numero di container (TEU) movimentati rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.

Quasi un container su dieci movimentato è un container refrigerato. Nei primi nove mesi del 2024, il numero di container refrigerati è aumentato del 9,7%, rappresentando l'8,5% del traffico totale di container. Questi container a temperatura controllata trasportano prodotti come frutta fresca, verdura, carne, pesce, prodotti farmaceutici e chimici.

Grazie quindi alla sua posizione strategica, ai collegamenti marittimi veloci e ai terminal specializzati, il porto di Anversa-Bruges ha confermato la sua forte posizione nel segmento dei container refrigerati.

(Fonte: Port of Antwerp Bruges https://newsroom.portofantwerpbruges.com/strong-container-throughput-drives-port-of-antwerp-bruges-growth-despite-challenging-market-conditions)

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)

Ultima modifica: Martedì 7 Gennaio 2025