Giovedì 12 Marzo 2026
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Ancora una volta gli stipendi dei frontalieri salgono agli onori della cronaca. L’Italia, infatti, non intende cedere il passo e procede con l’intenzione di tassarli chiedendo un contributo netto che oscilla tra il 3% e il 6% del loro reddito netto mentre la Svizzera riconosce loro un aumento sui salari effettivi del 2,5%.
La confederazione aveva fatto questa promessa e l’ha mantenuta, tenendo fede agli accordi salariali conclusi nel corso dell'anno con i settori produttivi, e che prevedevano un aumento di stipendio certificato dall'Ufficio Federale di Statistica che ha quantificato in 2.5 punti percentuali l’incremento degli stipendi effettivi e dell'1,9% quello del salario minimo. L'aumento medio dei salari convenzionali per il 2023 (+2,5%) è stato principalmente distribuito a titolo collettivo (+2,1%) e per lo 0,4% a titolo individuale, ne consegue che ben l’86% della massa salariale devoluta agli aumenti è stata equamente distribuita agli aventi diritto.
Fonte: http://tinyurl.com/yaap57a5
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)
Secondo i dati pubblicati dalla BCE, gli ultimi decenni hanno visto un incremento sostanziale degli investimenti all’estero a livello globale; si è passati difatti dal 22% del PIL globale a inizio millennio, al 35% nel 2016. Il trend si è mantenuto in crescita anche per gli anni successivi.
Vi sono diverse motivazioni per cui un’azienda decide di attuare degli investimenti diretti all’estero: l’ingresso facilitato nei mercati esteri, la disponibilità di manodopera qualificata e di risorse naturali assenti o scarse nel Paese di origine dell’investitore; infine, essi permettono l’accesso a tecnologie più avanzate. È proprio l’aspetto tecnologico a giocare un ruolo centrale nell’ambito degli investimenti diretti all’interno dell’Unione Europea. Quali vantaggi offre l’allocazione di capitale in un mercato estero? I principali sono la riduzione dei costi di produzione e manodopera, soprattutto in relazione all’aspetto energetico; l’accesso alle agevolazioni fiscali offerte dalle Zone Economiche Speciali (ZES) e dalle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) e la vicinanza a clienti e fornitori.
Gli investimenti diretti tra Italia e Germania
I rapporti commerciali dei due paesi sono tradizionalmente molto stretti; la Germania resta il primo partner commerciale dell’Italia, sia per quanto riguarda l’import che per l’export. Anche l’Italia si posiziona tra i primi partner commerciali della Germania. Ciò si riflette anche a livello degli investimenti diretti esteri (IDE), infatti, l’Italia rientra tra i primi dieci Paesi di origine degli investimenti esteri in Germania e, a sua volta, è tra i primi dieci Paesi nei quali gli investitori tedeschi decidono di allocare capitale. Secondo i dati pubblicati da Banca d’Italia, gli investimenti diretti tra i due paesi crescono in continuazione: nell’ultimo decennio, si è verificato un incremento del 76% degli investimenti diretti tedeschi in Italia. Per quanto riguarda gli investimenti italiani in Germania, la quota ammontava a 33MLD/€ nel 2013, mentre nel 2021 essa ha raggiunto i 36MLD/€: la crescita è stata perciò pari al 7,7%.
Come dimostrato dai dati pubblicati dalla Banca Centrale Tedesca, alla fine del 2021 la quota degli investimenti tedeschi diretti all’estero corrispondeva a oltre 1,4 MLD/€: questo dato rappresenta una crescita di oltre 120MLD/€ rispetto all’anno precedente. Gli Stati Uniti d’America, da soli, hanno ricevuto investimenti per circa 409 MLD/€, il 29% del totale, confermandosi al primo posto. Considerando il capitale investito in entrata in Germania, nel 2021, la quota ammontava a 609 MLD/€: la maggior parte di esso, circa il 78%, proveniva dall’Unione Europea. A essere maggiormente coinvolti sono stati i settori IT, quello chimico e il bancario-assicurativo: è proprio quest’ultimo ambito a raccogliere la maggior parte degli IDE relativi alla Germania, sia in entrata che in uscita.
L’attrattività dell’Italia in continua crescita
Secondo il rapporto del 2022 di EY Europe Attractiveness 2022, l’Italia risulta essere il Paese europeo con il maggiore incremento di investimenti diretti in Europa. Infatti, nel 2022, sono stati 243 i progetti di IDE in Italia: ciò rappresenta una crescita del 17% rispetto all’anno precedente. L’Italia si posiziona tra i primi dieci Paesi europei destinatari di investimenti diretti per la prima volta dopo diversi anni, mentre la Germania, con una quota pari all’11% sul totale, continua a collocarsi tra i primissimi paesi di provenienza degli IDE diretti in Italia. Il settore trainante in Italia per gli investimenti diretti è il settore IT, seguito dal Retail e dai servizi B2B alle aziende.
Fonti: http://tinyurl.com/mwrh24jd; http://tinyurl.com/523dpycs; http://tinyurl.com/3kp2kdse; http://tinyurl.com/mws4wjax; http://tinyurl.com/2es6jfa4; http://tinyurl.com/8b6y8592
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania)
Di fronte a un mercato sempre più maturo e in rapida espansione, i vini italiani diversificano la loro presenza in Brasile, che comincia anche ad apprezzare varietà che vanno oltre le etichette esistenti e consolidate nel palato nazionale dei paesi, come il Chianti e il Barolo.
Un po' di questo scenario si è potuto vedere alla fiera ProWine, tenutasi dal 3 al 5 ottobre, a San Paolo, e che ha riunito decine di produttori del "Belpaese", 11 dei quali allo stand dell'Italian Trade Agency.
“Abbiamo pensato che la fiera fosse molto buona, con molti contatti e aziende in visita ben qualificate, sia per chi è venuto per la prima volta e cercava un importatore, sia per chi voleva espandere la presenza dei propri prodotti qui in Brasile”, ha detto ad ANSA Ronaldo Padovani, analista commerciale senior presso ITA, che ha partecipato per la prima volta alla ProWine. “Siamo davvero molto soddisfatti e, nella prossima edizione, l'idea è quella di ampliare l'area, magari unire i vari italiani sparsi in fiera e creare un padiglione Italia con più visibilità per dimostrare che l'Italia è davvero interessata a investire in questo mercato, che sta maturando e crescendo”, ha aggiunto.
I numeri lo dimostrano: tra gennaio e agosto 2023, il Brasile ha importato vini italiani per 24,6 milioni di dollari, con una crescita del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2022. l’Italia è dietro solo a Cile, Argentina e Portogallo. Allo stesso tempo, il costo medio delle etichette italiane importate dai brasiliani è cresciuto del 14,3%, da 3,43 dollari al litro a 3,92 dollari al litro, indicando un interesse per prodotti con un valore aggiunto più elevato.
“Ciò significa che il Brasile importa ancora vini di qualità superiore, il che è in linea con la proposta italiana. In Brasile il vino italiano è strettamente legato a icone come il Barolo, l'Amarone, il Chianti, il Nero D'Avola e il Primitivo di Manduria, ma l'Italia va ben oltre e poco a poco il consumatore brasiliano impara a conoscere un po' di più sulle altre varietà del vino italiano”, ha sottolineato Padovan.
Questa diversità comprende 635 vitigni catalogati, un numero record al mondo, e 255 mila aziende vitivinicole, che danno origine alla più grande produzione di vino dell’intero pianeta, con 50,3 milioni di ettolitri nel 2022, il 24% del totale mondiale.
Per il 2024, la sede brasiliana dell'ITA prevede di promuovere più azioni rivolte al consumatore finale, che ora avrà a disposizione un'offerta ancora maggiore di vini italiani sugli scaffali di empori e supermercati. “I brasiliani apprezzano il prodotto italiano e sono molto predisposti nei suoi confronti”, ha sottolineato Padovani.
Fonte: http://tinyurl.com/59n3hdyw
(Contenuto editoriale a cura della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)
Il mercato del lavoro in Brasile registra un record storico di lavoratori occupati e, di conseguenza, il livello di disoccupazione più basso da quasi un decennio. Questo è ciò che sottolineano i dati dell'Indagine Nazionale Continua sul Campione delle Famiglie (PNAD), pubblicati dall'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE).
Secondo l’indagine, il Paese ha chiuso il trimestre terminato a settembre con un tasso di disoccupazione del 7,7% – il livello più basso registrato dal trimestre terminato a settembre 2015. In numeri assoluti, la disoccupazione ha raggiunto gli 8,3 milioni di brasiliani, circa 100 mila in meno rispetto al trimestre immediatamente precedente, terminato a giugno, che corrisponde ad un calo del 3,8%.

“Il calo del tasso di disoccupazione è stato indotto dalla significativa crescita del numero di persone che lavorano e dalla riduzione delle persone in cerca di lavoro nel terzo trimestre del 2023”, spiega la coordinatrice delle Indagini Campionarie sulle Famiglie dell’IBGE, Adriana Beringuy.
Secondo la ricercatrice, il principale dato emerso dall’indagine è l’aumento del lavoro formale nel Paese. Rispetto al trimestre terminato a giugno, l'occupazione sul mercato del lavoro è aumentata dello 0,9%. In numeri assoluti, ciò corrisponde a quasi 1 milione (929 mila) persone in più che lavorano nel Paese, di cui più della metà (587 mila) sono assunte con un contratto di lavoro formale. “Ciò significa che l’espansione dell’occupazione formale è stata molto maggiore di quella dell’occupazione informale. Non che l’informalità sia diminuita. Abbiamo raggiunto 39 milioni di persone che lavorano nell’informalità, un numero significativo”, ha sottolineato Adriana.
Fonte: http://tinyurl.com/2e6jwm3y
(Contenuto editoriale a cura della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)
La recente notizia dell'entrata nell'Unione Europea (UE) del primo carico di 60,5 tonnellate di agrumi biologici argentini, dopo una pausa di 20 anni, rappresenta un importante punto di svolta e apre interessanti opportunità per le aziende italiane operanti nel settore agricolo.
Questo avvenimento, reso possibile grazie alla certificazione del Servizio Nazionale di Sanità Agroalimentare (Senasa), è il risultato di investimenti e sforzi congiunti che hanno contribuito alla riapertura di un mercato cruciale. Juan José Bahillo, Segretario all'Agricoltura, all'Allevamento e alla Pesca della Nazione, ha sottolineato l'importanza di questo successo per l'economia argentina, poiché rappresenta una fonte di valuta estera, opportunità di lavoro e di sviluppo regionale.
Per le aziende italiane, questa apertura del mercato argentino all'UE costituisce un'occasione da non perdere. Le esportazioni di agrumi biologici devono essere potenziate ulteriormente, poiché avranno un impatto positivo non solo sulla produzione argentina, ma anche sullo sviluppo delle economie regionali. La decisione delle autorità europee di accettare il bicarbonato di sodio come trattamento post-raccolta per la produzione biologica offre un'opportunità unica di collaborazione tra le aziende italiane e argentine nel settore agricolo.
L'ampio territorio argentino offre la possibilità di produrre una vasta gamma di prodotti agricoli, tenendo conto delle normative vigenti, e contribuire in modo significativo alla crescita economica di entrambi i paesi. Questo evento rappresenta un'occasione importante per le aziende italiane interessate a esplorare nuove opportunità di commercio e investimento nel settore agricolo argentino.
(Contenuto editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)
La Camera dei Deputati ha approvato una semplificazione dell’iter amministrativo per gli incentivi agli investimenti. La modifica è stata approvata a larga maggioranza con un solo voto contrario.
Il testo interviene sull’obbligo introdotto nel 2019 che prevede che ogni domanda di incentivo venga approvato dal Governo. “Si è verificato un allungamento oltre modo degli iter di autorizzazione, che ha creato insicurezza tra gli investitori” ha indicato il ministro dell’Industria Jozef Síkela. Secondo la modifica di legge approvata dalla Camera, il Governo continuerà a occuparsi solo dei progetti strategici, che oltre agli incentivi fiscali, possono ottenere anche sovvenzioni dirette. I progetti non strategici saranno gestiti dal Ministero dell’Industria e del Commercio in collaborazione con altri dicasteri.
I parlamentari hanno introdotto nel testo preparato dal Governo anche un obbligo di valutare ogni anno le condizioni di accesso agli investimenti. Il nuovo obbligo di reporting dovrebbe spingere il Governo a un approccio più flessibile nella gestione del sistema degli incentivi.
Fonte: http://tinyurl.com/5n74kyp9
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
La Banca Centrale Ceca ha avviato a novembre il nuovo servizio che permetterà il trasferimento tra i conti bancari solo tramite il numero di telefono del destinatario.
Le banche commerciali hanno a disposizione il registro presso la Banca Centrale, che permetterà l’avvio di questo servizio. Dovrebbero attivare il servizio le maggiori banche ceche.
Secondo le informazioni già diffuse dalla Banca Centrale, a un conto potranno fare riferimento più numeri di telefono. Un numero di telefono potrà invece indicare un solo conto bancario. La Banca Centrale ha dichiarato di garantire i massimi standard di sicurezza cibernetica per evitare intrusioni nel sistema e le pubblicazioni di dati sensibili come numeri di telefono. L’adesione al nuovo servizio sarà a discrezione degli utenti.
Fonte: http://tinyurl.com/3yvfz9yb
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Le imprese ceche hanno aumentato in maniera sostanziosa la loro spesa per la ricerca e lo sviluppo. Lo indicano i dati dell’Ufficio di Statistica Ceco relativi al 2022.
Le imprese hanno aumentato la loro spesa per ricerca e sviluppo di quasi il 12% rispetto al 2021 con un valore di 85,6 miliardi di corone. Nel settore pubblico la spesa per ricerca e sviluppo è aumentata del 5%. Complessivamente nel 2022 sono stati spesi per queste attività 133 miliardi di corone, circa il 2% del PIL. “Continuiamo a essere al di sotto della media dell’UE, che negli ultimi anni si aggira intorno al 2,3% del PIL” ha indicato Martin Mana dell’Ufficio di Statistica.
Le aziende hanno finanziato con mezzi propri oltre il 90% della spesa per ricerca e sviluppo. Dai fondi pubblici sono arrivate risorse per 40 miliardi di corone, mentre dai fondi pubblici esteri, ad esempio comunitari, sono stati stanziati circa 9,5 miliardi di corone, la cifra più alta dal 2015.
Fonte: http://tinyurl.com/yc4rdn7f
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Ospitata nella splendida sede di EY Beijing, la Camera di Commercio Italiana in Cina ha organizzato una Business Roundtable, concepita come seguito del forum “Italia-Cina: transizione energetica” del 2021. Questa edizione 2023 della Business Roundtable della CICC ha avuto l'obiettivo di discutere le expertise e le innovazioni italiane nel percorso verso la transizione energetica.
I saluti di apertura sono stati effettuati da:
Nei loro discorsi introduttivi, tutti i relatori hanno posto grande enfasi sulle potenzialità di rafforzamento della cooperazione tra Italia e Cina nella transizione energetica, passando dal carbonio alle alternative più verdi nella produzione di energia.
Il dibattito che ne è seguito si è incentrato su due temi principali:
mostrando la value proposition italiana e promuovendo lo sviluppo di nuove opportunità di cooperazione commerciale con partner locali.
Due importanti interventi sono stati tenuti da Sam Shiao, partner di EY Beijing, che ha condiviso alcuni dati e risultati molto importanti del team EY sull'evoluzione delle fonti alternative di produzione di energia sia in Cina che all'estero.
È stato seguito da David Zheng, Direttore del Parco Industriale delle PMI italiane di Tianjin, Comitato Amministrativo della Zona di Libero Scambio del Porto di Tianjin, che ha presentato gli investimenti attualmente effettuati in questo campo al TJPFTZ.
La seconda parte dell'evento è stata aperta alle testimonianze delle imprese impegnate nel settore energetico.
L'elevata attenzione del pubblico (quasi 70 partecipanti) e il dibattito dinamico tra i relatori hanno dato un chiaro segnale di quanto questo argomento sia importante e lo sarà ancora di più in futuro.
Scopri di più sull’iniziativa: https://tinyurl.com/mrx8ky9p
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Cina)
Le piccole e medie imprese ceche potranno chiedere una sovvenzione dai fondi europei per i progetti di automazione della loro produzione.
Parte, infatti, il primo bando Tecnologia 4.0 nell’ambito del programma operativo per le aziende TAK. Il bando prevede sovvenzioni per l’acquisto di nuovi beni nel settore della robotica, automazione o produzione additiva. Vengono sovvenzionati anche progetti di sicurezza cibernetica o di acquisto di beni non materiali, come software.
Il bando, ha iniziato a ricevere domande a partire dal 22 novembre, ha a disposizione 1,5 miliardi di corone. La quota di sostegno varia dal 40% al 60% per le piccole aziende e dal 30% al 50% per le medie aziende. Sono esclusi i progetti realizzati a Praga.
Fonte: https://tinyurl.com/yfhs3dws
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)