Notizie mercati esteri

Giovedì 24 Ottobre 2024

Notizie dai mercati esteri - Brasile

Il governo lancia una piattaforma per attrarre investimenti per l’economia verde del Brasile

L’iniziativa comprende già sette progetti pilota, per un totale di 10,8 miliardi di dollari di capitale da mobilitare

Vitória Queiroz di CNN | 23/10/2024

Mercoledì (23) il governo federale ha lanciato una piattaforma per espandere e rendere più efficienti gli investimenti internazionali nell’area della green economy brasiliana. Chiamata Piattaforma Brasiliana per gli Investimenti per il Clima e la Trasformazione Ecologica (BIP), l’iniziativa mira ad aiutare il Brasile a raggiungere i suoi obiettivi di sviluppo e clima.

Secondo il Ministero delle Finanze, la mobilitazione di capitali internazionali per la transizione è essenziale affinché il Brasile possa raggiungere i suoi obiettivi di sviluppo e clima. Pertanto, la piattaforma si adatta alla larghezza e ottimizza a lungo l'investimento nella transizione.

BIP si concentra inizialmente su tre settori:

  • Soluzioni basate sulla natura e sulla bioeconomia, compreso il ripristino e la gestione sostenibile della vegetazione autoctona, la riduzione della deforestazione, l’agricoltura rigenerativa e la gestione dei rifiuti;
  • Industria e Mobilità, catalizzando gli sforzi di decarbonizzazione in settori quali acciaio, alluminio e cemento, mobilità urbana elettrica e fertilizzanti verdi;
  • Energia, sostenendo gli sforzi per abilitare l’energia solare off-grid, le reti intelligenti, le industrie dell’energia eolica offshore, i combustibili sostenibili, i bio-input agricoli, l’idrogeno a basse emissioni di carbonio, l’efficienza energetica e i minerali critici.

I progetti finanziati possono provenire dal settore pubblico e privato. BIP ha già individuato sette progetti pilota come mezzo per testare criteri di selezione, modello operativo e forum decisionali.

Le iniziative selezionate insieme ammontano a 10,8 miliardi di dollari di capitale da mobilitare.

I progetti:

  • Acelen Renewables, che sta sviluppando una proposta di carburanti rinnovabili da 3 miliardi di dollari, con l’obiettivo di produrre 1 miliardo di litri all’anno di diesel verde e carburante per l’aviazione sostenibile da Macaúba, uno stabilimento brasiliano;
  • Il progetto Corredores para a Vida (Corridoi per la Vita), guidato da Ambipar Environment e IPÊ, che chiede 95 milioni di dollari per ripristinare uno dei più grandi corridoi ecologici del Brasile nella Foresta Atlantica, con l'obiettivo di ricollegare aree frammentate fino a 6.000 ettari di terreno degradato entro il 2040;
  • Il progetto da 1,15 miliardi di dollari di Atlas Agro sarà il primo impianto di fertilizzanti verdi su scala industriale in Brasile;
  • Biomas investirà 150 milioni di dollari nel ripristino di 14.000 ettari di vegetazione nella foresta amazzonica e atlantica;
  • Fortescue, che sta creando un impianto per l’idrogeno verde da 3,5 miliardi di dollari;
  • Il Progetto Caldeira (Caldaia) di Meteoric Resources mira a raccogliere 425 milioni di dollari per finanziare lo sviluppo di metodi di estrazione a basse emissioni per gli elementi delle terre rare;
  • Vale, che ha un progetto per indurre i partner a investire circa 2,5 miliardi di dollari nella costruzione di hub industriali in Brasile per la produzione di idrogeno verde e ferro bricchettato a caldo (HBI) volti a decarbonizzare l’industria siderurgica.

BIP istituirà inoltre un forum globale e intersettoriale che promuoverà la collaborazione pubblico-privato per mobilitare investimenti in progetti in linea con le priorità del governo.

Per questo motivo la piattaforma interagirà attivamente con le iniziative già esistenti, quali:

  • Mappare e dare priorità ai progetti in linea con i piani governativi e identificare i meccanismi per adattarli, in collaborazione con iniziative settoriali pertinenti, come il Programma di Accelerazione della Transizione Industriale del Brasile (ITA), l’Hub di Decarbonizzazione Industriale, l’Hub dell’Idrogeno e il Laboratorio Brasiliano per gli Investimenti nella Natura;
  • Riunire una comunità globale di investitori e finanziatori del settore pubblico e privato, istituzioni finanziarie per lo sviluppo e fondi multilaterali per il clima per espandere il pool di capitali nazionali e internazionali disponibili per progetti prioritari;
  • Sviluppare potenziali meccanismi di finanziamento ed esplorare modi per consentire l’uso strategico e catalitico del capitale pubblico per mobilitare gli investimenti privati, compresi i partenariati con banche multilaterali di sviluppo e istituzioni nazionali di sviluppo;
  • Portare le prospettive del settore privato sugli ostacoli politici per contribuire a sbloccare gli investimenti nei settori prioritari in cui è necessario maggiore sostegno;
  • Contribuire a far avanzare le priorità del Brasile in materia di sviluppo e finanza climatica durante le sue presidenze del G20 e della COP30.

Nel 2023, il Brasile ha aggiornato il suo Contributo Determinato a Livello Nazionale (NDC) e le sue ambizioni climatiche, con l’obiettivo di ridurre le proprie emissioni del 53% entro il 2030.

Secondo il governo federale, il Paese sta attualmente finalizzando i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2035, che includono, tra gli altri, un focus sulla lotta alla deforestazione, sulle pratiche agricole sostenibili e sulla decarbonizzazione industriale.

Secondo il Vicepresidente della Repubblica, Geraldo Alckmin, la piattaforma faciliterà la diffusione delle opportunità di business nel Paese, nei settori della cosiddetta green economy, attirando ancora più investimenti produttivi in ​​Brasile e, di conseguenza, genererà più posti di lavoro e reddito.

BIP lavorerà con fondi e programmi pubblici esistenti, come Restaura Amazônia (Ripristinare l’Amazzonia), oltre a iniziative di partner, come il Laboratorio Brasiliano per gli Investimenti nella Natura e il programma di Accelerazione della Transizione Industriale (ITA).

Il governo sta inoltre valutando partenariati con banche multilaterali di sviluppo e fondi ambientali e climatici per finanziare le tecnologie emergenti e sviluppare strutture finanziarie innovative.

L’iniziativa è stata lanciata a Washington, negli Stati Uniti, durante un viaggio del ministro delle Finanze, Fernando Haddad, in territorio nordamericano.

Haddad partecipa al quarto incontro del G20 dei Ministri delle Finanze e dei Presidenti delle Banche Centrali e alle riunioni annuali del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale.

La piattaforma è il risultato di un’azione tra il Ministero delle Finanze, il Ministero dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici, il Ministero delle Miniere e dell’Energia e il Ministero dello Sviluppo, dell’Industria, del Commercio e dei Servizi, Bloomberg Philanthropies, Glasgow Financial Alliance per il Net Zero (GFANZ), la Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico e Sociale (BNDES) e il Fondo Verde per il Clima (GCF).

Il Ministro dell’Ambiente, Marina Silva, ha affermato che la piattaforma sarà essenziale per l’attuazione del Piano Clima, una politica che mira a ridurre le emissioni di gas serra e garantire al Paese condizioni migliori per affrontare eventi meteorologici estremi.

La Piattaforma Brasiliana per gli Investimenti per il Clima e la Trasformazione Ecologica è uno dei risultati della Task Force per la mobilitazione globale contro il cambiamento climatico, un’innovazione portata dalla presidenza brasiliana del G20”, ha affermato il ministro.

(Fonte: CNN Brasil)

 

Il FMI alza la proiezione di crescita del Brasile al 3% nel 2024

L’economia brasiliana ha mostrato risultati migliori del previsto nella prima metà dell’anno in un contesto di mercato del lavoro forte, inflazione controllata e reddito in aumento

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha alzato la proiezione di crescita del Brasile al 3% quest’anno. Lo scenario per il 2025 è stato però rivisto al ribasso a causa della politica monetaria restrittiva. Le nuove informazioni sono state rilasciate il 22 ottobre.

Il rapporto Global Economic Perspective indica un aumento di 0,9 punti percentuali nella stima dell’espansione del Prodotto Interno Lordo (PIL) del Paese nel 2024, rispetto a un tasso del 2,1% calcolato a luglio.

Tra i fattori, il Fondo ha citato “il rafforzamento dei consumi privati ​​e degli investimenti nella prima metà dell’anno a causa di un mercato del lavoro ristretto, di trasferimenti pubblici e di problemi minori del previsto derivanti dalle inondazioni”.

“Tuttavia, con la politica monetaria ancora restrittiva e il previsto raffreddamento del mercato del lavoro, si prevede che la crescita si modererà nel 2025”, ha aggiunto il FMI.

Per il prossimo anno, il Fondo prevede ora un’espansione del PIL del 2,2%, contro il 2,4% stimato nell’ultimo aggiornamento del suo rapporto.

L’economia brasiliana ha mostrato risultati migliori del previsto nella prima metà dell’anno in un contesto di mercato del lavoro forte, inflazione controllata e reddito in aumento, oltre a un impatto inferiore alle attese delle inondazioni nel Rio Grande do Sul, sorprendendo gli analisti.

Ma l’aspettativa ora è che perderà forza a causa della riduzione degli stimoli fiscali e dell’elevato tasso di interesse di base Selic. Attualmente al 10,75%, ci si aspetta un ulteriore aumento del Selic nelle ultime due riunioni della Banca Centrale (BC) dell’anno, che terminerà all’11,75%, secondo l’indagine Focus.

L’IBGE - Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica pubblicherà i dati sul PIL per il terzo trimestre il 3 dicembre. Tra aprile e giugno l’economia brasiliana è cresciuta dell’1,4% rispetto al primo trimestre, secondo i dati dell’istituto di ricerca.

La nuova proiezione del FMI per la crescita economica quest’anno è ancora un po’ più debole di quella del governo, che a settembre aveva alzato i conti al 3,2%, la stessa stima della Banca Centrale. Inoltre, il ministro delle Finanze, Fernando Haddad, ha già affermato che potrebbero esserci nuove revisioni della proiezione.

Per il 2025, il Ministero delle Finanze prevede una crescita del 2,5%, mentre la BC calcola un’espansione del 2,0%.

Il rapporto del FMI ha fornito anche dati sull’inflazione. Per il Brasile, il Fondo calcola un’inflazione media del 4,3% e del 3,6% rispettivamente nel 2024 e nel 2025.

(Fonte: Forbes)

(Contributo editoriale a cura della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)

Ultima modifica: Mercoledì 15 Gennaio 2025
Mercoledì 23 Ottobre 2024

Notizie dai mercati esteri - Francia

Francia: Auto elettriche: la rivoluzione è ben avviata!

Il panorama della mobilità elettrica in Francia sta vivendo una trasformazione significativa, con i privati che stanno guidando questa rivoluzione, spinti da motivazioni ecologiche ed economiche. Secondo François Gatineau, presidente di Mobileese, i privati hanno rappresentato il 65% delle vendite di nuove auto elettriche nei primi otto mesi del 2024, mentre le aziende solo il 22%.

Due fattori principali stanno accelerando questa transizione: la notevole riduzione dei costi delle batterie e la crescente disponibilità di infrastrutture di ricarica, con oltre 1.700.000 stazioni installate in Francia. Il bonus ecologico e quello di riconversione hanno incentivato ulteriormente l'adozione dei veicoli elettrici.

Le critiche storiche riguardanti l'autonomia, i tempi di ricarica e l'impatto ambientale delle batterie stanno svanendo grazie ai progressi tecnologici. Le attuali autonomie dei veicoli elettrici sono competitive con quelle dei veicoli a combustione, e la degradazione delle batterie è minima.

La paura dei guasti sta svanendo grazie allo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica, con oltre 150.000 punti di ricarica pubblici in Francia. Un evento significativo si è verificato nel luglio 2023, quando le immatricolazioni di auto elettriche hanno superato quelle delle auto diesel.

La crescita della fiducia nei veicoli elettrici è evidente: il 71% dei futuri acquirenti si dichiara disposto a viaggiare con un'auto elettrica, mentre la rete di ricarica pubblica continua ad espandersi. Questo cambiamento di mentalità suggerisce che i francesi considerano i veicoli elettrici come una valida alternativa per raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica entro il 2050 e per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. In sintesi, la Francia si sta preparando ad abbracciare appieno la mobilità elettrica, motivata da considerazioni ecologiche, economiche e pratiche.

 

Agoralim, un "secondo Rungis" tanto atteso per aprire il nord di Parigi

Agoralim è un nuovo centro commerciale all'ingrosso in fase di costruzione nei pressi dell'aeroporto di Roissy-CDG, progettato per diventare una "seconda Rungis" a nord di Parigi. Il progetto, gestito da Semmaris, mira a migliorare la distribuzione di prodotti alimentari freschi nella regione dell'Ile-de-France, creando 4.000 posti di lavoro entro il 2027. Agoralim si propone di ridurre del 16% i chilometri percorsi per il trasporto alimentare e di alleviare la congestione del mercato di Rungis.

Oltre alla logistica, il centro avrà uno spazio di negoziazione per agricoltori e professionisti dell'agroalimentare, e promuoverà la produzione locale, con 400 ettari di terreno dedicati all'orticoltura. Saranno anche sviluppate strutture educative e di formazione per le professioni agricole.

La creazione di questo hub economico è attesa da anni, specialmente dopo l'abbandono del progetto Europacity nel 2019.

 

Ristoranti: come i cuochi affrontano le intolleranze alimentari

Pare che sempre più persone prestano attenzione a ciò che mangiano, circa il 15% degli ordini ora include richieste specifiche. Tuttavia, il dialogo tra cuochi e clienti non è sempre semplice.

Juliette François, responsabile prodotto nel settore moda, ha scoperto a 14 anni di avere una severa intolleranza al glutine. Quest’ultima fa parte di quei francesi sempre più numerosi che osano chiedere ai cuochi di prestare attenzione alle loro esigenze alimentari, che si tratti di allergie severe, intolleranze o sensibilità più o meno marcate, avversioni o evitamenti, diete o preferenze gustative. Senza dimenticare i vegetariani, i vegani, le donne in gravidanza, le scelte religiose. Per i professionisti, ciò che ieri era un'eccezione è diventato la norma.

Il sociologo Claude Fischler, da anni studia questo fenomeno dalle radici complesse e spiega che col passare del tempo, siamo passati dalla sfiducia alla diffidenza, con un atteggiamento più aggressivo legato al rifiuto ansioso della trasformazione industriale e della junk food, che provoca rabbia, rifiuto e boicottaggio. Egli stima al 15% il livello delle richieste specifiche, tutte insieme. E non dimentica che la Francia è anche tra i maggiori consumatori di pizze, hamburger e "caffè gourmet" pieni di glutine, zucchero e grassi! Secondo Claude Fischler, si tratterebbe di un ancoraggio arcaico legato all'identità onnivora della specie umana.

Tuttavia, per il cliente, affermare subito "sono allergico" invece di "non mi piace" è anche un modo per dire "prendete sul serio, non è un capriccio" e per evitare di mettere in discussione le proprie scelte. Chiaramente questa responsabilità mette un sacco di pressione ai cuochi, per evitare questi incidenti, la raccolta delle informazioni e la loro trasmissione lungo tutta la catena, dalla presa dell'ordine fino al ritorno del piatto davanti al cliente passando per le cucine, sono fondamentali. Saper « negoziare » è anche un prerequisito : essere in grado di distinguere la vera intolleranza, dannosa, da quella di conforto è determinante. Si sa che nel 95 % dei casi si tratta di pseudo-intolleranze, ma non si può fare a meno di affrontarle.

Più in generale, l'informazione deve non solo essere raccolta, ma anche condivisa. Il messaggio degli chef è infatti pressoché unanime: se avete un problema, ditelo, sarà meglio per tutti.

In fondo, sebbene questo li metta un po' in difficoltà, gli chef non nascondono che la sfida stimola anche la loro creatività.

Inoltre, Juliette François sostiene di sentirsi più al sicuro in altri Paesi rispetto alla Francia, come ad esempio in Gran Bretagna: il sociologo Claude Fischler spiega che si tratta anche di una questione di cultura e storia; infatti, mangiare insieme crea simbolicamente una comunità di destino e appartenenza. In una prospettiva francese cattolica, è visto come una « comunione ». A tavola, tra gli invitati e l'ospite, il comportamento deriva dalla relazione con gli altri. « Mangiare « con » significa mangiare « come », è condividere ». Si esita a far valere la propria differenza. « La tradizione protestante, invece, valorizza di più la libertà e la responsabilità individuali. Il pasto è un accordo di volontà, un contratto, una negoziazione. Si è responsabili delle proprie decisioni. »

La Francia è quindi in ritardo? Non è del tutto sbagliato, ma sembra che il cambiamento sia in atto.

Di fronte alle richieste di opzioni più « vegetali », è utile ricordare alcuni numeri. Dalle stime di Bernard Boutboul, in Francia se ne parla molto, ma solo lo 0,2 % della popolazione è vegana e il 4 % è vegetariana. Ai ristoranti conviene dunque avere da una a tre referenze « vegetariane » gustose per mirare al 55 % che si dichiarano flexitariani in Francia… e che però rappresentano solo il 4-6 % delle vendite. Secondo Bernard, è un vero paradosso, fonte di vincoli, dover insistere a proporre referenze che il cliente alla fine consumerà poco. Ma non c’è scelta.

 

Made in France: Adaozañ, mangiate mele!

L’atelier Adaozañ nasce a Quimperlé dalle idee brillanti di due giovani bretoni, il designer Youenn Le Pocréau ed il falegname Guillaule Bournigal. Questi ultimi creano piccoli oggetti quotidiani partendo dai rifiuti di mele, il che li rende biodegradabili e riciclabili.

La loro idea è nata facendo caso alla quantità di scarti di mele disponibili (100.000 tonnellate in Bretagna ed in Normandia), desiderosi di creare nuovi materiali che fossero un'alternativa alla plastica e ai derivati del petrolio, Youenn e Guillaume hanno avuto l'idea di agglomerare la pomace in un materiale simile al sughero. Da qui nascono i primi esperimenti: la termocompressione fa reagire la materia prima, attivando un processo chimico che crea un legante naturale.

Dal loro laboratorio a Quimperlé, il duo sta sviluppando presse riscaldate per produrre due materiali: una sorta di terrazzo vegetale che mostra la buccia e i semi, e una variante più fine, liscia e uniforme. Entrambi presentano un colore naturale di un marrone profondo e possono essere tagliati, incisi e assemblati come il legno. Oltre a una collezione di piccoli oggetti - portamonete e supporti per bottiglie -, Adaozañ ha sviluppato una serie di rivestimenti murali destinati all'architettura d'interni. I fondatori prevedono di ampliare questa gamma, in particolare con nuove forme e colori. Non escludono, in futuro, di esplorare altri rifiuti agricoli brettoni.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia)

 

Ultima modifica: Mercoledì 15 Gennaio 2025
Mercoledì 23 Ottobre 2024

Notizie dai mercati esteri - Polonia

Dati GUS: bene i settori finanziario e dei media, male quelli di industria, alberghiero e ristorazione

Nei primi dieci giorni di ottobre 2024 il GUS (l’Ufficio Nazionale di Statistica) ha condotto uno studio sulla congiuntura dovuta alla crescente crisi economica in Polonia. Solo nel settore finanziario e dei media è stato osservato un miglioramento della situazione. Mentre nella peggiore situazione ci sono gli imprenditori dei settori industriali, alberghieri e della ristorazione. Nel settore alberghiero e della ristorazione l'indicatore dello sviluppo economico è sceso del 1,5% e su base annua al -9,3% anche nel settore logistico e delle costruzioni si registra un peggioramento dello sviluppo economico. Si dice che la stagionalità abbia contribuito alle diminuzioni in tali settori dell’economia. Tuttavia, molto più preoccupanti sono le segnalazioni del settore industriale che ha un ruolo importante nell’export polacco, nella produzione e nell'occupazione, il cui indicatore dello sviluppo economico è sceso del 1,9% su base mensile. Il maggiore problema secondo gli imprenditori sono i prezzi elevati dei carburanti e dell’energia. Il 96,3% degli imprenditori nel settore alberghiero e della ristorazione ha confermato i problemi con l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Attualmente, sempre più aziende non azzardano decisioni in materia di nuovi investimenti. Altresì, alla luce della guerra tra Ucraina e Russia, le aziende ammettono che soffrono a causa dell’aumento dei problemi della catena di approvvigionamento.  Le previsioni per lo sviluppo economico nel futuro non sono ottimistiche.

(Fonte: Polonia Oggi, Gazzetta Italia)

 

Calo degli investimenti da parte delle aziende polacche

L'Istituto Economico Polacco, analizzando i dati sulla massa monetaria della Banca Nazionale di Polonia, evidenzia un basso livello di investimenti tra le aziende polacche. Sebbene il valore della massa monetaria M3 alla fine di settembre 2024 sia salito a 2,379 trilioni di zloty, dietro queste cifre si nascondono tendenze economiche negative. Jakub Rybacki, responsabile del team di macroeconomia del PIE, richiama l'attenzione sull'indebolimento dei prestiti, in particolare nelle microimprese, dove il calo ha raggiunto quasi il 20% rispetto allo scorso anno. Preoccupate dall'incertezza della situazione economica, le aziende stanno abbandonando i prestiti e si affidano ai propri fondi, rallentando così il ritmo degli investimenti. I dati del Quick Monitoring della NBP mostrano che solo il 20% delle imprese intende ricorrere ai prestiti bancari, il risultato più basso nella storia dell'indagine. A differenza delle imprese, le famiglie stanno aumentando attivamente i loro risparmi, preferendo i depositi a breve termine e i conti correnti, dove la crescita dei depositi è del 10%. Nonostante ciò, la crescita del credito al consumo rimane moderata, intorno al 3,5%. Ciò indica che, sebbene i consumi siano più dinamici degli investimenti delle imprese, ciò non si traduce pienamente in una maggiore attività di credito al consumo.

(Fonte: Polonia Oggi, Gazzetta Italia)

 

Nuovi dati sull'inflazione

Il MFW (Fondo Monetario Internazionale) ha pubblicato i dati sull’inflazione prevista dal CPI (Indice dei prezzi dei beni e servizi di consumo) in Polonia alla fine del 2024. Secondo le previsioni raggiungerà il 5,1%. L’ultima versione del rapporto MFW World Economic Outlook indica inoltre che alla fine del 2025 l'inflazione sarà al livello del 3,5%. L'inflazione media annua del CPI dovrebbe raggiungere il 3,9% nel 2024, ma nel 2025 sarà più alta e ammonterà al 4,5%. Secondo le previsioni del MFW nel 2029 l'inflazione media del CPI in Polonia ammonterà al 2,5%. Il MFW prevede che il PIL polacco negli anni 2024-2025 aumenterà rispettivamente del 3,0% e del 3,5% invece nel 2029 la dinamica di crescita scenderà del 2,9%. Il MFW prevede anche una diminuzione del saldo c/a polacco dallo 0,8% del PIL polacco nel 2024 allo 0,0% del PIL polacco nel 2025 e fino al -1,0% del PIL polacco nel 2029. ”L'inflazione di base globale dovrebbe scendere da una media annua del 6,7% nel 2023 al 5,8% nel 2024 e al 4,3% nel 2025. Le economie sviluppate torneranno ai loro obiettivi d’inflazione più rapidamente delle economie emergenti” afferma il Fondo Monetario Internazionale. Il MFW nell'edizione di ottobre delle World Economic Outlook ha riferito che la previsione per la crescita del PIL globale nel 2024 rimane invariata cioè si trova al livello del 3,2%. Nel caso delle previsioni per il prossimo anno, è stata apportata una correzione. Il MFW indica che si dovrebbe aspettare il 3,2%, quindi l'indicazione precedente è stata ridotta. ”La crescita economica globale dovrebbe rimanere stabile ma deludente. Con una crescita del PIL pari al 3,2% nel 2024 e 2025, la previsione rimane praticamente invariata rispetto agli aggiornamenti di luglio e aprile delle proiezioni del World Economic Outlook. Tuttavia, si sono verificati cambiamenti significativi, in quanto l'aumento delle previsioni di crescita del PIL per gli Stati Uniti ha compensato la riduzione delle previsioni per altre economie sviluppate, in particolare le economie dei più grandi paesi europei. L'Agenzia polacca per la stampa riferisce che nel rapporto del MFW, la valutazione dei dati sul PIL globale è stata influenzata principalmente da fattori negativi. Tra questi aspetti negativi ci sono incertezza politica, improvvise volatilità nei mercati finanziari e un'ulteriore interruzione del processo di disinflazione.

(Fonte: Polonia Oggi, Gazzetta Italia)

Ultima modifica: Mercoledì 15 Gennaio 2025
Mercoledì 23 Ottobre 2024

Notizie dai mercati esteri - Venezuela

La produzione nazionale di caffè soddisfa la domanda interna e il Venezuela conta 440 marchi nel settore

Il direttore della Corporación Venetian Café, Gabriel González, ha sottolineato che la produzione nazionale di questo prodotto agricolo soddisfa la domanda interna e ha osservato che attualmente ci sono più di 440 marchi nel Paese.

Ha inoltre evidenziato che il Venezuela ha 67.000 produttori di caffè, di cui 700 sono produttori di caffè speciali, e ha fatto notare che il caffè viene coltivato in tutte le 20 regioni del Paese.

González ha confermato che dal 2017 sono stati esportati più di 1,2 milioni di quintali di caffè, tra cui caffè verde, torrefatto e macinato, prodotti finiti e caffè speciali.

Va inoltre sottolineato che il caffè speciale venezuelano e il caffè verde sono commercializzati in Nord America, Europa, Cina, Giappone e Paesi arabi.

 

Il mercato delle criptovalute in Venezuela è cresciuto di oltre il 100% in un anno

Il mercato delle criptovalute in Venezuela è più che raddoppiato in un anno, “superando di gran lunga” la crescita di “qualsiasi altro Paese” dell'America Latina, ha dichiarato mercoledì Chainalysis, una società statunitense specializzata nel settore.

Secondo i dati forniti all'EFE, il mercato del Paese caraibico ha raggiunto 11,7 miliardi di dollari nel secondo trimestre di quest'anno, con un aumento del 134% rispetto ai 5 miliardi dello stesso periodo del 2023.

Chainalysis ritiene che il Paese, nonostante le “vicende politiche”, rimanga “ uno dei mercati di criptovalute a più rapida crescita” della regione perché, tra le altre ragioni, i venezuelani sono attratti da queste criptovalute per “contrastare la caduta del valore del bolivar”, la valuta locale, sebbene quest'anno sia stata più stabile rispetto al dollaro rispetto ai periodi precedenti.

Venezuela se ubica en el puesto 14 del Índice de Adopción Global de Chainalysis, uno de los cuatro países latinoamericanos que están en el top 20, además de Brasil (9), México (13) y Argentina (15).

(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Venezolano-Italiana)

Ultima modifica: Mercoledì 15 Gennaio 2025
Martedì 22 Ottobre 2024

Notizie dai mercati esteri - Turchia

TURISMO. I dati del Ministero della Cultura e del Turismo nei primi otto mesi del 2024

Da gennaio ad agosto di quest’anno la Turchia ha accolto 35,8 milioni di stranieri secondo i dati presentati lo scorso 24 settembre dal Ministero della Cultura e del Turismo. Si rileva un incremento del 7,11% rispetto all’analogo intervallo del 2023. Su base mensile, nel mese di agosto, il numero di presenze dall’estero ha fatto segnare un +2,47% rispetto all’anno passato, ma il numero di turisti è stato inferiore di circa mezzo milione rispetto al mese di luglio.

Nei mesi gennaio-agosto 2024, Istanbul ha accolto il 34,3% dei visitatori stranieri (12.269.603) seguita da Antalya con il 30,8% e 11 milioni di presenze; con un numero inferiore vi sono poi Edirne, Muğla e Izmir.

In termini di provenienza geografica, nell’arco dei primi otto mesi del 2024, i turisti russi si sono collocati al primo posto (4 milioni e mezzo di presenze), seguiti da tedeschi e britannici.

Gli italiani che si sono recati per turismo in Turchia nel periodo gennaio-agosto 2024 invece sono stati circa 462 mila (1,3% del totale) con un marcato aumento delle presenze di circa il 20% rispetto all’analogo intervallo del 2023.

 

INTERSCAMBIO COMMERCIALE ITALIA-TURCHIA. I dati dell’Agenzia ICE nei primi otto mesi

Secondo i dati diffusi dall’Agenzia ICE di Istanbul, nei primi otto mesi del 2024, l’interscambio tra Italia e Turchia è stato pari a USD 20,7 mld, registrando un incremento del 15,7% rispetto al periodo gennaio-agosto 2023. In particolare, le esportazioni italiane verso la Turchia sono aumentate del 25,41% (USD 12,4 mld), mentre le importazioni sono cresciute del 3,8% e si sono attestate a USD 8,3 mld. La bilancia commerciale mostra un saldo positivo per l’Italia di USD 4,1 mld.

Nell’arco temporale di riferimento, l’Italia si posiziona al quinto posto tra i partner commerciali della Turchia, risultandone il quarto fornitore (dopo Cina, Russia e Germania) e il quinto cliente (dopo Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Iraq). Le esportazioni italiane costituiscono il 5,5% del totale delle importazioni turche, mentre le esportazioni dalla Turchia rappresentano il 4,9% delle importazioni complessive italiane.

In ambito UE, l’Italia si colloca in seconda posizione in termini di interscambio, preceduta da Berlino (USD 30,9 mld) e seguita da Parigi (USD 15 mld) e Madrid (USD 12,8 mld). Nell’area mediterranea, invece, l’Italia si conferma il primo partner commerciale di Ankara.

Nei primi otto mesi del 2024, la dinamica dell’export italiano è stata trainata dalle vendite di pietre preziose e semi preziose, metalli preziosi, perle e bigiotteria (+362%); in calo, invece, l’export di autoveicoli, trattori e parti di ricambio (-15,7%) e di materie plastiche (-11,6%). In termini assoluti, la principale voce del nostro export si conferma dall’inizio del 2024 quella delle pietre preziose e semi preziose, metalli preziosi, perle e bigiotteria (che supera i 3,5 mld di USD), mentre la voce macchinari e apparecchiature meccaniche risulta essere ancora in calo dell’8,2% rispetto ai primi otto mesi del 2023, con un valore di USD 2,1 mld.

La dinamica dell’export turco mostra invece un aumento della voce ferro e acciaio (+94,8%) e frutta commestibile e scorze di agrumi o meloni (+57,5%). In calo gli acquisti italiani di macchinari ed apparecchiature meccaniche (-16,4%) e degli indumenti ed accessori di abbigliamento, a maglia che si sono contratti dell’11,1%. Gli autoveicoli, trattori e parti di ricambio si confermano la principale voce tra le importazioni italiane dalla Turchia, con un valore di USD 1,9 mld (+10,4%).

 

COMMERCIO ESTERO DELLA TURCHIA. L’ultimo rapporto Turkstat-Ministero del Commercio sui dati dei primi otto mesi del 2024

Secondo i dati diffusi il 27 settembre scorso da Turkstat, in collaborazione con il Ministero del Commercio, nei primi otto mesi del 2024 le esportazioni e le importazioni turche sono ammontate rispettivamente a USD 170,8 mld e USD 225,7 mld. Rispetto al 2023, per le prime si è registrata una crescita del 3,9% mentre per le seconde si è avuta una contrazione del 10,7%.

Nei mesi gennaio-agosto 2024 è stato riportato un deficit complessivo di USD 54,9 mld, in diminuzione del 33,5% se comparato all’analogo intervallo del 2023.

Nei mesi in osservazione, i principali mercati di sbocco per le merci turche sono stati: Germania (USD 13,6 mld), USA (USD 10,5 mld), Regno Unito (USD 9,8 mld), Iraq (USD 8,4 mld) e Italia (USD 8,3 mld).

Relativamente alle importazioni, nel periodo gennaio-agosto 2024, i primi Paesi fornitori sono stati Cina (USD 29,4 mld), Federazione Russa (USD 29,2 mld), Germania (USD 17,3 mld), Italia (USD 12,4 mld) e Stati Uniti (USD 10,8 mld).

 

I FLUSSI IDE. I dati YASED sui primi sette mesi del 2024

Secondo i dati diffusi il 12 settembre scorso dall’Associazione non governativa degli Investitori Internazionali nel Paese (YASED), il valore netto degli IDE in Turchia nel periodo gennaio-luglio 2024 è stato pari a USD 5,9 mld in linea con l’analogo periodo del 2023. Tali afflussi hanno rappresentato il 28% del deficit di parte corrente.

Il dato degli IDE in Turchia nell’intervallo in esame comprende USD 3,4 mld in capitale azionario, USD 1,8 mld da vendite immobiliari a residenti stranieri, USD 1,08 mln tramite strumenti di debito. Contestualmente, vi è stato un disinvestimento di USD 445 mln.

Nei primi sette mesi del 2024, con una quota pari al 39% del totale degli IDE, la Germania è il primo nella classifica dei dieci principali investitori in Turchia precedendo Paesi Bassi (24%), USA (12%), Svizzera (5%) e Regno Unito (4%). L’Unione Europea nei mesi gennaio-luglio 2024 è stato il primo investitore in Turchia.

 

Lancio della XXIV Settimana della Lingua italiana nel Mondo “L’italiano e il libro: il mondo fra le righe” 14-20 ottobre 2024

Il 14 ottobre l’Ambasciatore Giorgio Marrapodi ha inaugurato la XXIV Settimana della Lingua italiana nel Mondo dal titolo “L’italiano e il libro: il mondo fra le righe” presso la Facoltà di Lingua, Storia e Geografia dell’Università di Ankara. A seguire si sono tenute due conferenze: la prima sul tema “L’Italiano uno, tutti e centomila: le tante lingue e i tanti mondi dell’Italia” a cura della Prof.ssa Daniela Marcheschi e la seconda “Nel bosco dei libri: un itinerario con esempi” a cura del Prof. Giovanni Tesio.

Durante la settimana si sono svolti numerosi eventi riguardanti la lingua italiana: sono stati proiettati i film “La vita accanto” (2024) di Marco Tullio Giordana, “Confidenza” (2024) di Daniele Luchetti, “Una questione privata” (2017) di Paolo e Vittorio Taviani; si è tenuta la conferenza “Una questione privata” sul libro di Beppe Fenoglio presso l’Università di Ankara e il concerto del Trio De Feo presso il Museo di Archeologia e Arte Erimtan.

Ancora una volta l’italiano si dimostra una lingua chiave per accedere ad un mondo di cultura, arte ed opportunità professionali.

 

(Contributo esitoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

Ultima modifica: Mercoledì 15 Gennaio 2025
Martedì 22 Ottobre 2024

Brasile. BB firma accordo internazionale per rafforzare le relazioni economiche e commerciali con l'Italia

Firmato insieme a Cassa Depositi e Prestiti e SACE, il MoU prevede finanziamenti per lo sviluppo sostenibile del Paese

9 ottobre 2024

247 - Banco do Brasil (BB), Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e il gruppo assicurativo italiano SACE hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) con l’obiettivo di rafforzare le relazioni bilaterali tra Brasile e Italia e promuovere opportunità di business incentrate su questioni ambientali, sociali e di governance (ESG) in Brasile. L’accordo è stato siglato durante la partecipazione di BB al Business Forum Italia-Brasile, che si è svolto il 9 ottobre presso la sede di Fiesp, a San Paolo.

Il MoU stabilisce una cooperazione reciproca per aprire nuove opportunità di mercato e finanziamenti per progetti di sviluppo in Brasile, inclusa la possibilità di raccogliere fondi tramite CDP, con garanzia di SACE, finalizzati a iniziative sostenibili e alla ripresa economica del Rio Grande do Sul, dopo i danni causati dalle recenti piogge. Inoltre, il documento prevede lo svolgimento di due eventi annuali con l’obiettivo di integrare le imprese italiane con le imprese clienti del Banco do Brasil, promuovendo la generazione di nuovi business.

José Ricardo Sasseron, vicepresidente Business, Government e Corporate Sustainability di BB, ha evidenziato il lungo e solido rapporto tra Brasile e Italia, evidenziando la rilevanza delle imprese italiane nello scenario brasiliano e le opportunità che si presentano per lo sviluppo di business sostenibili. “Il nostro obiettivo è espandere il nostro portafoglio di prestiti sostenibili in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, contribuendo alla transizione del Brasile verso un’economia più verde e inclusiva, rafforzando al contempo i legami commerciali con l'Italia attraverso SACE”, ha affermato.

Francisco Lassalvia, vicepresidente Wholesale Business, ha aggiunto che BB ha intensificato le sue attività in partnership con istituzioni internazionali, come SACE e CDP, cercando di diversificare le fonti di finanziamento. Secondo lui, il Memorandum mira ad aumentare i flussi commerciali tra gli imprenditori brasiliani e italiani, concentrandosi su operazioni che generino un impatto positivo in campo ambientale, sociale e di governance, in particolare a sostegno del Rio Grande do Sul, che ha sofferto delle inondazioni nel l’inizio quest’anno.

(Fonte: Brasil247)

(Contributo editoriale a cura della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)

Ultima modifica: Mercoledì 15 Gennaio 2025
Lunedì 21 Ottobre 2024

Catalogna. Borse di studio fino a 15mila euro per giovani che si mettono in proprio

La Generalitat de Catalunya ha lanciato sovvenzioni fino a 15.876 euro per i giovani tra i 18 e i 29 anni che si registrano come lavoratori autonomi e avviano un'impresa. Queste sovvenzioni sono state lanciate con un budget di 13 milioni di euro, con cui l'amministrazione catalana spera di aiutare circa 800 giovani. Come nel 2023, sono stati stanziati un totale di 500mila euro destinati ai giovani che, oltre a possedere i requisiti, hanno il domicilio fiscale in uno dei 337 Comuni del territorio con non più di 500 abitanti.

L'obiettivo di questi contributi è garantire a questi giovani un reddito minimo per l'avvio della loro nuova attività economica. Dei suddetti contributi hanno beneficiato circa 2.600 giovani che hanno aderito agli ultimi due bandi.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana - Barcellona)

Ultima modifica: Lunedì 21 Ottobre 2024
Lunedì 21 Ottobre 2024

Polonia. Morawiecki invita Giorgia Meloni a Varsavia all'incontro dei Conservatori e Riformisti Europei

L'ex primo ministro Mateusz Morawiecki ha informato di aver invitato la presidente del governo italiano Giorgia Meloni a Varsavia, dove l'11 e il 12 dicembre si terrà l'incontro dei Conservatori e Riformisti Europei. Meloni è leader di questo partito, a cui appartiene anche Diritto e Giustizia. Durante il congresso del CRE a Dubrovnik, in Croazia, Morawiecki ha detto ai giornalisti italiani: "Ho invitato Giorgia Meloni a Varsavia". Ha sottolineato allo stesso tempo di essere consapevole di quanto sia impegnata la presidente del Consiglio italiano. "Abbiamo parlato tre giorni fa a Bruxelles, mi ha dato una certa speranza che forse verrà, ma bisognerà vedere se sarà possibile", ha dichiarato l'ex primo ministro, citato dall'agenzia Ansa.Morawiecki, alla domanda se ci possa essere un cambiamento nella leadership del partito dei Conservatori e Riformisti Europei, ha risposto: "Forse, ma non è ancora stato deciso nulla. Tutto è nelle mani di Giorgia Meloni, che è stata ed è un'ottima presidente del CRE. Ne parleremo in un futuro prossimo". Alla domanda se è pronto a prendere la leadership, ha risposto: "Io sono, ovviamente io sono".

(Fonte: Polonia Oggi, Gazzetta Italia)

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)

Ultima modifica: Mercoledì 15 Gennaio 2025
Venerdì 18 Ottobre 2024

Notizie dai mercati esteri - Francia

In Francia successo pazzesco dell'uovo, un prodotto anticrisi

Nei primi otto mesi dell'anno, gli acquisti di uova in Francia sono aumentati del 4,4%, mentre i prezzi hanno subito una diminuzione dello 0,8%, contrariamente ad altri settori afflitti dall'inflazione. Per le uova da galline allevate all'aperto, il calo dei prezzi arriva fino all'1,8%. Questo decremento è attribuibile principalmente alla diminuzione dei costi dei mangimi, che rappresentano il 65% delle spese.

La legge Egalim, che regola i rapporti commerciali con i supermercati, ha facilitato il trasferimento dei costi di produzione, a beneficio degli agricoltori del settore delle uova. Il consumo sta aumentando, con oltre il 70% dei francesi che considera le uova un'opzione economica per le proteine. La maggior parte delle vendite (80%) riguarda uova da allevamenti all'aperto o di qualità superiore.

Dopo un calo dell'8% nel 2022 dovuto all'influenza aviaria, il settore prevede stabilità per il 2023, con circa 14,9 miliardi di uova. La Francia ha un alto tasso di autoapprovvigionamento (99%), ma il settore mira a migliorare ulteriormente la capacità produttiva e a limitare le importazioni, in particolare dalle uova ucraine. Si prevede un investimento di 300 milioni di euro per costruire nuovi pollai entro il 2030, puntando a un aumento della percentuale di galline in allevamenti alternativi.

 

Sempre più francesi iniziano a bere vino analcolico

Le vendite di vini analcolici in Francia stanno crescendo rapidamente, sia in volume che in valore, mentre i vini tradizionali stanno diminuendo. Questa tendenza sorprende nel contesto di una crisi di domanda nel principale paese vitivinicolo. I vini analcolici, disponibili in diverse varianti (rosso, rosato, bianco, frizzante), stanno registrando un aumento significativo, con un mercato che ha raggiunto 15 milioni di euro per 3 milioni di litri.

Nel 2023, le vendite di vini analcolici hanno mostrato una crescita a doppia cifra, con un incremento del 20% nei volumi e del 28% nel valore nei primi otto mesi. Questo segmento rappresenta ora oltre il 2% del fatturato totale delle bevande alcoliche. Aumenta anche il numero di produttori, passando da 10 a 30 in due anni, inclusi nomi noti come Moderato e French Bloom.

Uno dei principali obiettivi è mantenere gli aromi durante la dealcolizzazione, un processo complesso poiché molti aromi si perdono. Le aziende stanno investendo nella ricerca per trovare vini di qualità che possano resistere meglio alla dealcolizzazione, come il Colombard, rispetto ad altri vitigni. Il mercato dei vini analcolici si sta adattando alle esigenze dei consumatori che vogliono gustare vino senza alcol in occasioni specifiche, continuando a lavorare per migliorare l'esperienza sensoriale e abbinarlo ai pasti.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia)

 

 

 

Ultima modifica: Mercoledì 22 Gennaio 2025
Venerdì 18 Ottobre 2024

Notizie dai mercati esteri - Giappone

Boom di prodotti alimentari a base di proteine

“Uno stile di vita sano e una dieta equilibrata” è un mantra ormai perseguito in ogni società del mondo, anche in quella giapponese, tradizionalmente caratterizzata da una vita lavorativa intensa e con lunghi turni di lavoro in ufficio o in servizio.

Negli ultimi anni, all’interno del sistema salutare e di esercizio, ha prepotentemente fatto la sua comparsa il consumo di prodotti alimentari ad alto contenuto proteico. Un tempo si pensava che le proteine fossero assunte solamente da atleti e culturisti di alto livello per costruire un corpo efficiente. Tuttavia, oggi vengono attivamente incorporate nella dieta quotidiana anche per la cura della salute dei più anziani e della bellezza. Già dopo la seconda guerra mondiale, infatti, il Ministero della Salute giapponese aveva lanciato il motto “assumiamo le proteine” per cambiare le abitudini alimentari dell’epoca, più orientate a carboidrati, e al fine di migliorare la salute della popolazione.

Soprattutto a partire dal clima febbrile ed euforico che ha portato alle Olimpiadi di Tokyo 2020, il mercato dei prodotti proteici in Giappone è in costante crescita, con prodotti di qualsiasi tipo: dagli snack con le barrette al cioccolato ai gelati, ramen noodles, curry e zuppe, biscotti e tofu proteico, fino alle bevande a base di latte con aggiunta di proteine. Supermercati e konbini riportano sempre almeno un cartello con la scritta “proteine” (プロテイン) bene in evidenza e la varietà di prodotti per sugli scaffali è in continuo aumento. Alcuni punti vendita hanno registrato un aumento di almeno il doppio del volume di acquisto rispetto a 2 anni fa e 4 volte tanto se paragonato a 3 anni fa.

Secondo alcuni studi, le dimensioni del mercato dei prodotti proteici in Giappone- compresi gli integratori - ammontava nel 2021 a 220 miliardi di yen e una previsione di oltre 300 miliardi di yen per il 2025. Tale trend va di pari passo con un sempre maggiore interesse per l’esercizio fisico e lo sport: nel 2022 un’indagine condotta dal governo metropolitano di Tokyo ha stabilito che il 65,9% della popolazione si allena almeno una volta alla settimana. Di conseguenza, lo sviluppo di materiali e prodotti per la nutrizione sportiva è in piena attività.

Il boom delle proteine, partito all’incirca nel 2015, è esploso ulteriormente dopo la pandemia e ha superato quello che in precedenza vedeva una maggiore attenzione del cliente verso prodotti a basso contenuto di calore e di fibre alimentari. Questo anche perchè lo proteine sembrano avere una funzione anche immunitaria dell'organismo (con un consumo ovviamente moderato), propedeutica alla perdita di peso e di prevenzione della sarcopenia (processo di invecchiamento), un aspetto quest’ultimo a cui i giapponesi prestano molta attenzione.

I prodotti a base di cioccolato sono i più comuni nella categoria, ma sono disponibili anche granola, biscotti, pasta e persino salsicce. Possono essere conservati a temperatura ambiente e sono leggeri, quindi facili da trasportare. Sono popolari tra i giovani perché possono essere mangiati con una mano sola, senza sporcarsi le mani e mentre si utilizza il proprio smartphone. Nei konbini, i prodotti che vanno per la maggiore sono barretta di tofu e di pollo da consumare come spuntino o pasto rapido.

Tenere in considerazione queste tendenze permette anche alle aziende italiane dell’F&B interessate al mercato locale di proporre prodotto ad hoc e con uno storytelling pensato per le aspettative e la ricerca del consumatore giapponese. 

 

Settori chiave per l’espansione: il trend positivo dei prodotti lattiero-caseari

Si è concluso lo scorso 8 marzo il FOODEX Japan, dove il Padiglione Italia, il più grande dei padiglioni esteri, è riuscito a crescere ancora piú dello scorso anno, con circa 190 aziende italiane che hanno esposto i loro prodotti di punta. Tra le varie categorie, in crescita le linee bio e senza glutine per i prodotti alimentari tipici italiani come l'olio d'oliva, il vino, la pasta e i formaggi. Da notare anche una buona varietà di balsamici e tartufi, ma anche panettoni e prodotti ittici.

Oggi andiamo a vedere insieme l'andamento di uno dei nostri settori di punta dell'export e fortemente presente anche a Foodex Japan con uno spazio speciale: i formaggi. Codice HS 04.06, per la categoria generale “Cheese and curd”

Tra i paesi europei, l’export italiano di formaggi verso il Giappone ha un ottimo posizionamento e registra un continuo aumento, con una crescita nel confronto tra il 2019 e il 2023 del +47%.

Crescita piú moderata invece per la produzione casearia francese: ad oggi il Giappone importa piú formaggi italiani rispetto a quelli francesi, sia in valore che in volume. Nel 2023 ha importato 11.541 tonnellate (15,7 miliardi di yen) dall'Italia, contro le 9.665 tonnellate (10,4 miliardi di yen) dalla Francia.

Rispetto ai principali competitor internazionali presenti sul mercato giapponese (Francia, Nuova Zelanda, Australia, Paesi Bassi, USA, Germania e Danimarca), l’Italia ha prezzi nettamente superiori motivati dall’elevato profilo qualitativo delle nostre produzioni.

Ad esempio, nel confronto con l'export tedesco in Giappone, l'Italia registra un prezzo medio all’import a  piú del doppio.

Pur tenendo presente che il Giappone rimane un mercato piuttosto contenuto in termini assoluti di consumo se confrontato con i mercati occidentali, al tempo stesso questi dati in continua crescita (non solo per l'Italia ma anche per gli altri principali paesi produttori) ci confermano che è anche uno dei mercati-chiave sui quali investire per l’espansione internazionale dei prodotti lattiero-caseari.

 

La Rivoluzione Verde in Giappone: Vegetarianesimo e Veganismo alla Guida del Cambiamento Culinario

Il Giappone sta vivendo una notevole trasformazione culinaria con l'esplosione dell'interesse per il vegetarianesimo e il veganismo, segnando un cambiamento significativo nel paesaggio gastronomico. Questa evoluzione riflette una crescente consapevolezza sulla sostenibilità, la salute e il benessere animale, che si riflette sia nel mercato alimentare che nell'offerta dei ristoranti.

Il Mercato in Crescita e l'Offerta Gastronomica:

Negli ultimi cinque anni, il mercato dei prodotti vegetariani e vegani in Giappone ha registrato una crescita significativa, con un aumento del 20% annuale nelle vendite di alternative vegetali come tofu e seitan. Questa tendenza è evidente anche nei ristoranti, con sempre più locali a Tokyo, Kyoto e altre città che ampliano i loro menu per includere opzioni senza carne. Luoghi come VegeDelight a Tokyo, GreenHarmony a Kyoto, e TofuTemple a Osaka, sono esempi di ristoranti che offrono piatti vegani e vegetariani deliziosi e creativi.

Numeri in Aumento e Innovazione Produttiva:

La ricerca di parole chiave come "vegetariano" e "vegano" su piattaforme online ha evidenziato un aumento del 30% nei ristoranti che offrono opzioni senza carne negli ultimi due anni. Questo adattamento alle preferenze alimentari in evoluzione è accompagnato da un'innovazione crescente nei prodotti alimentari nei supermercati giapponesi. Sostituti vegetali per latticini, carne e uova stanno diventando sempre più popolari, con aziende locali come MiyagiOrganics e Eden Farms che producono alimenti biologici e vegetariani. Anche aziende internazionali, come BeyondMeat Japan e Oatly Japan, hanno conquistato il mercato con le loro alternative senza carne e prodotti a base di avena.

Consapevolezza Sociale e Impatto Culturale:

Questo cambiamento nelle abitudini alimentari rispecchia una crescente consapevolezza sociale, evidenziata da eventi e iniziative legati al vegetarianesimo e al veganismo in tutto il Paese. Il Giappone, rinomato per la sua ricca tradizione culinaria, sta abbracciando una nuova era culinaria in cui il vegetarianesimo e il veganismo non sono più considerati nicchie di nicchia, ma stili di vita adottati da una crescente parte della popolazione.

Questa rivoluzione verde non solo risponde alle esigenze di una clientela più consapevole, ma apre anche nuove opportunità di business e spinge l'innovazione nel settore alimentare, contribuendo a una maggiore diversità e sostenibilità nella cultura gastronomica giapponese. 

 

Il Giappone scommette sul futuro dei semiconduttori: un piano da 62 miliardi di euro per la rinascita di un gigante

Il Giappone rilancia la sua sfida nel settore dei semiconduttori con un piano da 62 miliardi di euro, una mossa strategica per riconquistare un ruolo di primo piano nella catena di approvvigionamento globale di chip. La pandemia di COVID-19, le tensioni USA-Cina e le recenti minacce di Pechino su Taiwan hanno infatti evidenziato la fragilità di questo sistema, con carenze che hanno colpito diversi settori industriali. Il Paese del Sol Levante vuole quindi ridurre la sua dipendenza da altri paesi per questo prodotto strategico, che rappresenta il cuore pulsante dell'economia moderna. Il piano del governo giapponese si articola su tre pilastri principali:

Investimenti in nuovi stabilimenti e tecnologie di produzione:

TSMC: il gigante taiwanese dei semiconduttori ha inaugurato il suo primo stabilimento in Giappone a Kumamoto nel 2024. La fabbrica, con un investimento di 8 miliardi di dollari, produrrà chip di ultima generazione per aziende come Sony e Renesas.

Sony e Renesas: le due aziende giapponesi hanno annunciato la costruzione di un nuovo stabilimento di semiconduttori a Nagasaki. L'impianto, che costerà circa 5 miliardi di dollari, inizierà la produzione nel 2025 e si concentrerà su chip per l'automotive e l'industria dei sensori.

GlobalFoundries: l'azienda americana di semiconduttori ha annunciato un piano di espansione del suo stabilimento di Aizu in Giappone. L'investimento da 1 miliardo di dollari aumenterà la capacità produttiva di chip per l'industria automobilistica e dei dispositivi mobili.

Ricerca e sviluppo per l'innovazione:

Il governo giapponese ha stanziato 500 miliardi di yen (circa 4 miliardi di euro) per la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per i semiconduttori.L'obiettivo è quello di sviluppare chip più efficienti e a basso costo, e di rafforzare la leadership del Giappone nel settore.Università e aziende giapponesi stanno collaborando a nuovi progetti di ricerca, come  L'Università di Tokyo a lavoro su nuovi materiali per chip più efficienti

Formazione di nuovi ingegneri qualificati:

La carenza globale di ingegneri qualificati nel settore dei semiconduttori rappresenta un ostacolo significativo per il Giappone. Il governo sta investendo nella formazione di nuovi talenti attraverso programmi di borse di studio e corsi di perfezionamento.

Il piano del governo giapponese è ambizioso, ma non privo di sfide. La concorrenza con altri paesi, come la Cina e la Corea del Sud, è molto alta. Inoltre, il costo elevato della produzione di semiconduttori rappresenta un altro ostacolo per il Giappone. Il successo del piano dipenderà dalla capacità del Giappone di superare queste sfide e di realizzare la sua ambiziosa visione di rinascita nel settore dei semiconduttori. La rinascita del Giappone in questo settore strategico avrà un impatto significativo non solo sull'economia del Paese, ma anche sulla sua sicurezza nazionale e sulla sua posizione nel panorama geopolitico globale. Il piano del governo rappresenta un passo coraggioso verso un futuro più indipendente e sicuro per il Giappone.

 

Turismo di Massa in Giappone: Una Doppia Faccia della Medaglia

Negli ultimi anni, il Giappone ha sperimentato una crescita vertiginosa del turismo, con cifre che si avvicinano ai livelli pre-pandemia e oltrepassano di gran lunga i numeri del decennio scorso. Nel 2023, il paese ha registrato la visita di 25 milioni di turisti, quasi 20 milioni in più rispetto al 2010. Questo boom turistico, se da un lato porta benefici economici e culturali, dall'altro pone enormi sfide per le amministrazioni locali.

Le città più celebri come Kyoto, Tokyo e Hiroshima hanno visto un incremento significativo dei flussi turistici, che ha portato con sé una serie di problemi critici. L'incremento del turismo ha innescato un impatto devastante sull'ambiente, con un aumento del 20% nella produzione di rifiuti nelle principali città turistiche. A ciò si aggiungono le emissioni di CO2 nel settore dei trasporti, con un aumento del 15% a Kyoto, e i danni inflitti ai siti storici e culturali a causa del sovraffollamento.

Le infrastrutture turistiche, non preparate per gestire un afflusso così massiccio di visitatori, hanno subito notevoli pressioni. Il tasso di occupazione degli hotel nelle città principali è aumentato del 35%, provocando un incremento del 50% nei prezzi delle camere e una diminuzione del 20% della disponibilità di alloggi.

Le autorità locali, conscie della gravità della situazione, stanno cercando di intervenire con sanzioni e divieti. A partire da aprile, per esempio, sarà vietato l'accesso alle stradine private di Gion, il quartiere delle geisha a Kyoto, nella speranza di alleviare la pressione turistica su queste aree sensibili. Inoltre, per limitare l'afflusso di escursionisti sul Monte Fuji durante l'estate, sarà introdotta una tassa per accedere ai sentieri più frequentati, minacciati dal proliferare di rifiuti e dalla pressione sui servizi igienici.

Il governo di Tokyo sta anche cercando di promuovere mete turistiche meno gettonate, come Hokkaido e Okinawa, per ridurre la congestione nelle destinazioni più popolari. Tuttavia, il problema non è solo di numeri. Gli abitanti locali lamentano la maleducazione e il mancato rispetto dell'etichetta da parte dei visitatori stranieri, che mettono a rischio la qualità della vita e la tranquillità delle comunità.

Per affrontare queste sfide in modo efficace, è essenziale un approccio olistico che comprenda misure per la gestione sostenibile del turismo, l'educazione dei visitatori e il coinvolgimento attivo delle comunità locali. Solo così il Giappone potrà continuare a beneficiare dei vantaggi del turismo senza compromettere il suo patrimonio naturale, culturale e sociale.

 

Il sake giapponese si reinventa

Quando si dice cucina giapponese pensiamo a sushi e sake. Proprio il sake, la bevanda alcolica giapponese per eccellenza, in Giappone è da sempre stato un prodotto principalmente per il mercato di massa. Tuttavia, in risposta al crescente mercato del lusso a livello globale e al più sempre forte inbound di turisti stranieri, i nuovi produttori stanno pian piano rivoluzionando il settore, mirando a clienti di alto livello, sia in Giappone che all'estero, suggerendo l'emergere di un potenziale nuovo settore del lusso giapponese.

Ovviamente da sempre buona parte dei produttori di sake hanno avuto linee di prodotti premium, ma il loro branding e marketing erano spesso carenti. Sola ora, con la sempre maggiore attenzione globale verso il Giappone e la sua cultura è arrivata la spinta a diversificarsi e a trasformare il sake premium in marchi di lusso.

Lo yen estremamente debole, vantaggioso per l’export giapponese, potrebbe aver dato una ulteriore spinta a questo processo di re-branding del sake.

Questa rinascita e riposizionamento di un classico bene di consumo giapponese potrebbe portare a nuove opportunità anche per le aziende italiane. L’importante è essere apertri a valutare nuove via di collaborazione, a pensare e a “creare” fuori dagli schemi classici.

Un esempio interessante di collaborazione è quello di Iwa Sake, creato da Richard Geoffroy, ex chef de cave di Dom Pérignon, in collaborazione con Ryuichiro Masuda. Hanno costruito una moderna fabbrica di sake a Tateyama, che ha trasformato l'area in una destinazione turistica. Il loro sake Iwa5 è venduto in sei paesi asiatici, Australia, Germania e USA a circa 26,000 yen per 720 ml.

Sebbene sia ancora agli inizi, la voglia di espansione e di rafforzamento internazionale delle distillerie giapponesi potrebbe portare opportunità nuove quali collaborazioni a eventi di alto profilo e azioni di co-branding con marchi di lusso. Questo approccio di marketing e branding per trasformare i prodotti tradizionali in prodotti di lusso potrebbe a breve espandarsi anche ad altri beni e settori giapponesi. Da tenere quindi d’occhio le evoluzioni di questo Giappone che ha voglia (e neccesità) di riposizionarsi.

 

Il Giappone e quell'amore verso la carta mai del tutto tramontato

Da mercoledì 3 luglio, i portafogli e le tasche dei giapponesi si sono riempiti di banconote nuove di zecca. Non si è trattato di un improvviso bonus salariale, bensì di un restyling (il primo degli ultimi 20 anni) per i tagli da 1,000, 5,000 e 10,000 yen. Le banconote ora presentano un nuovo design, nuove misure per combattere la contraffazione e soprattutto il volto di nuovi personaggi storici stampato su di esse. 

Dunque, chi sono i nuovi volti scelti? Sulla nuova banconota da 1,000 yen, il batteriologo Hideyo Noguchi lascia il posto al collega Shibasaburo Kitasato, fondatore del dipartimento di medicina dell'Università Keio e in seguito Presidente dell'attuale Japan Medical Association. Il nuovo volto per la banconota da 5,000 yen è  quello di Umeko Tsuda, educatrice dell'epoca Meiji (1868 - 1912) e una delle prime donne ad aver studiato all'estero. Prende il posto della scrittrice Ichiyo Higuchi, anch'essa in attività nella stessa epoca. Infine, sulla banconota da 10,000 yen, Fukuzawa Yukichi, filosofo, scrittore e samurai dell'epoca Meiji, lascia il posto a Eiichi Shibusawa, considerato il padre del capitalismo giapponese. Sul retro, si trovano rispettivamente la "Grande Onda" del pittore Hokusai, i fiori di glicine e il famoso palazzo di mattoni rossi della Tokyo Station. 

Il rilascio delle nuove banconote arriva nel mezzo di un processo di transizione verso una società cashless che negli ultimi cinque anni sembra aver preso piede in Giappone, sebbene con notevole ritardo rispetto ai propri vicini asiatici o ad altri paesi come Stati Uniti, Germania e Svezia. Il governo giapponese aveva sì tracciato la rotta verso questo tipo di transizione, impostando l'EXPO Osaka 2025 come il primo Expo nella storia a proibire l'uso di contanti, ma la rivoluzione cashless si è rivelata molto più rapida del previsto. Se il governo aveva fissato come target entro il 2025 che il 40% delle transazioni fosse di natura digitale, le previsioni si sono rivelate ben più rosee del previsto con la percentuale che ha raggiunto il 39.3% già durante il 2023

Il governo giapponese e la Bank of Japan intendono stampare 7.48 miliardi di nuove banconote entro marzo 2025. Del resto, la fiducia verso i contanti rimane ancora alta fra i giapponesi, soprattutto fra i cittadini più anziani e con meno dimestichezza verso le nuove modalità di pagamento cashless. Allo stesso tempo, l'entusiasmo verso l'introduzione delle nuove banconote è alto, come dimostrano i numerosi eventi tenutisi per preparare il pubblico all'imminente lancio. E mentre le stazioni dei treni, gli autobus e gli operatori di distributori automatici si affrettano a ricalibrare i loro macchinari affinché siano in grado di leggere i nuovi volti e i nuovi design delle banconote, sarà interessante capire come il Giappone, proiettato sì verso una società con sempre meno contanti ma da sempre molto fedele alla carta, affronterà questa novità.

 

Trending in Japan ASMR: gli stimoli sonori che fanno il boom di vendite in Giappone

Immaginate una pubblicità che non solo cattura la vostra attenzione, ma vi fa venire i brividi. Letteralmente. Benvenuti nel mondo dell'ASMR, l'ultima frontiera del marketing sensoriale che anche in Giappone sta rivoluzionando il mondo di pubblicità, social media e contenuti online.

Questo fenomeno, acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, o Risposta Sensoriale Meridiana Autonoma, è capace di suscitare formicolii e brividi di piacere nell'audience utilizzando stimoli sonori e visivi come sussurri, fruscii, suoni di masticazione e simili. Negli ultimi anni, l'ASMR è passato da curiosità di nicchia a potente strumento di marketing, conquistando milioni di visualizzazioni su YouTube, Instagram e TikTok, e influenzando campagne pubblicitarie di brand globali. 

Sempre più aziende stanno scoprendo il potere dell'ASMR come catalizzatore per le vendite Lo scorso marzo, le caramelle gommose "Shine Muscat Bonbon", proposte in edizione limitata presso i negozi Family Mart, sono diventate introvabili dopo appena una settimana dalla comparsa sugli scaffali, generando lo stupore del produttore stesso. Il motivo di questo boom di vendite? Migliaia di video sui social incentrati sul suono e sulla sensazione generata dal masticare questi bon bon, che hanno un guscio di caramella croccante all'esterno e uno sciroppo liquido al suo interno. Nel 2023 KFC Japan, il colosso del pollo fritto, ha incentrato sull'ASMR intere campagne pubblicitarie. E' il caso del "Paripari Chicken", il nuovo prodotto lanciato sul mercato nell'aprile 2023, il cui nome stesso richiama l'onomatopea giapponese del suono provocato quando si mastica qualcosa di croccante. I banner pubblicitari raffiguravano una ragazza intenta a mordere il pollo con al suo fianco due microfoni da studio di registrazione. 

Ma cosa dice la scienza? Uno studio da parte della Kyorin University ha dimostrato che sentire il suono di croccantezza non solo aumenta il flusso di sangue al cervello e la salivazione, ma favorisce anche la nostra consapevolezza verso sensazioni come fame e positività. Altri studi hanno dimostrato perfino la correlazione fra ASMR ed effetti benefici sulla salute, con come risultati una riduzione dello stress e un miglioramento dell'umore. Insomma, l'ASMR piace ai consumatori e pare che faccia persino bene. Con il supporto della ricerca scientifica che ne conferma gli effetti fisiologici, l'ASMR si profila come una tendenza destinata a durare e a evolversi nel panorama del marketing giapponese e globale.

 

Drugstore in Giappone: il formato ibrido tra farmaci e alimenti che sta rivoluzionando il settore

Il settore della salute e bellezza in Giappone sta vivendo una trasformazione significativa, trainata dall'evoluzione dei drugstore, che si stanno affermando come un punto di riferimento per i consumatori alla ricerca non solo di farmaci, ma anche di alimenti salutistici e prodotti di largo consumo (FMCG). Questa strategia ibrida, che combina salute e alimentazione, sta rafforzando la posizione dei drugstore nel competitivo panorama della vendita al dettaglio giapponese.

Negli ultimi anni, le vendite di prodotti salute e bellezza si sono estese anche ad altri formati di vendita, come supermercati e centri per la casa, alimentando una concorrenza sempre più serrata. Nonostante ciò, i drugstore hanno registrato una crescita costante nell'ultimo decennio, con un incremento del 50% dal 2015 al 2023, sebbene la pandemia abbia temporaneamente rallentato questo trend positivo.

Tuttavia, la quota di mercato dei drugstore nel settore salute e bellezza è scesa dal 64% nel 2018-2019 al 47,1% nel 2022, a causa dell'espansione di queste categorie anche in altri canali di vendita. Nonostante i cambiamenti, i drugstore hanno saputo reagire, segnando un tasso di crescita dell'8,9% nel 2023, il più alto dal 2015.

L'anno scorso, le vendite totali di prodotti medicali, salute e bellezza in Giappone sono cresciute del 5,8% rispetto all'anno precedente, con i drugstore (esclusi i prodotti da prescrizione) che hanno rappresentato il 48,5% del totale. Questo dato sottolinea come i drugstore siano stati il segmento di vendita al dettaglio con la crescita più rapida.

Un altro elemento di successo è l'espansione della gamma di prodotti alimentari, che ora rappresenta il 32,4% delle vendite totali dei drugstore. Questo ampliamento sta mettendo sotto pressione altri formati di vendita, in particolare i supermercati e i convenience stores (conbini), poiché i drugstore offrono un'esperienza di shopping completa, particolarmente apprezzata dalla popolazione anziana del Giappone.

L'espansione geografica delle catene di drugstore è un altro fattore chiave della loro ascesa. Grandi gruppi come Tsuruha Group e Welcia dominano il mercato a livello nazionale e le operazioni di acquisizione e fusione (M&A) continuano a essere una tendenza rilevante, con le grandi catene che inglobano i piccoli rivenditori indipendenti.

In sintesi, i drugstore stanno diventando protagonisti del cambiamento nel settore della vendita al dettaglio giapponese. La loro importanza è destinata a crescere nei prossimi anni, con un mercato sempre più concentrato e una competizione accesa con altri formati di vendita al dettaglio.

 

Trending in Japan: Being... Real!

C'è un'app che sta velocemente prendendo piede fra il pubblico giapponese. Si chiama BeReal, è nata nel 2020, e nei Paesi occidentali ha fatto il boom nel 2022 con oltre 56 milioni di download, diventando nell'estate 2022 l'app più scaricata dall'Apple Store negli Stati Uniti. In Giappone, l'app ha cominciato a guadagnare popolarità a inizio 2023. Da allora, ha visto una crescita costante, fino a raggiungere il primo posto nella classifica di trend più popolari della Gen Z nel mese di settembre e  il titolo di app social più "hot" del 2024. 

Il concetto alla base di BeReal è semplice: rendere i social media più autentici. Una volta al giorno, in un momento casuale, l'app invia all'utente una notifica per pubblicare una foto. Gli utenti hanno 2 minuti per scattare un'immagine utilizzando entrambe le fotocamere dello smartphone, senza filtri o editing. Non è possibile pubblicare più di una foto al giorno e la visibilità è limitata agli amici dell'utente. In sostanza, BeReal elimina followers, likes, pubblicità, filtri e post multipli giornalieri, contrastando le tendenze degli altri social media degli ultimi anni.

Ma perché il pubblico giapponese apprezza un'app con così tante limitazioni? Sembra che proprio l'assenza di competizione e la mancanza di pressione per soddisfare standard elevati di bellezza o numero di likes siano i principali fattori di attrazione, specialmente per la Gen Z (nati tra il 1997 e il 2012), che rappresenta la maggioranza degli utenti di BeReal - ben il 97% ha tra i 14 e i 27 anni.

Mentre in Giappone BeReal è in piena ascesa, nei Paesi occidentali ha raggiunto l'apice nell'estate 2022, per poi subire un rapido declino: il numero di utenti giornalieri è passato da 20 milioni nell'ottobre 2022 a 10.4 milioni nel febbraio 2023. L'acquisizione di BeReal da parte dell'azienda tech Voodoo per 500 milioni di Euro a giugno di quest'anno ha portato all'introduzione di nuove funzionalità, tra cui account ufficiali per brand e celebrità e l'inserimento di pubblicità, che appariranno come foto condivise dagli amici sull'app. Il sito ufficiale dell'app ora include una pagina dedicata alla creazione di annunci pubblicitari, sottolineando come BeReal sia l'app utilizzata quotidianamente dalla Gen Z, un target ideale per tantissimi brand.

L'assenza di pubblicità era uno dei principi fondamentali di BeReal e uno dei motivi del suo rapido successo, prima in Occidente e più recentemente in Giappone. Con questo cambio di rotta, BeReal sembra allinearsi inevitabilmente alle formule proposte dagli altri social media. Sarà interessante osservare se l'introduzione della pubblicità riuscirà a rendere l'app economicamente sostenibile, mantenendo al contempo quella identità unica che aveva cercato di sovvertire le convenzioni dei social media e catturato l'attenzione di così tanti utenti.

 

Il Giappone alle prese con l’aumento dei prezzi alimentari e la scarsità di riso: quali sono le cause?

Negli ultimi mesi, il Giappone sta affrontando una significativa impennata dei prezzi alimentari, influenzata in gran parte dalla debolezza dello yen e dall’aumento dei costi delle materie prime.

A ottobre 2024, i prezzi di quasi 3.000 prodotti alimentari sono destinati a salire, il numero più alto registrato finora quest'anno. Tra i settori più colpiti ci sono le bevande alcoliche, i cibi processati come salsicce e prosciutti, ma anche gli snack a base di cioccolato, resi più costosi dalle difficoltà di approvvigionamento del cacao.

L’indebolimento dello yen ha avuto un impatto diretto sui costi di importazione, rendendo più costosi anche beni di uso quotidiano come medicinali, energia e spedizioni postali.

Il mercato giapponese, che è anche fortemente dipendente dalla produzione nazionale per alcuni settori come quello del riso, sta risentendo anche della scarsità di questo alimento chiave. Sebbene la produzione di riso in Giappone sia rimasta stabile, la politica di riduzione delle superfici coltivate adottata per mantenere i prezzi interni alti ha contribuito ad aggravare la situazione. Mentre la maggior parte delle nazioni ha smesso di adottare misure di riduzione delle coltivazioni, il Giappone ha continuato a farlo per oltre 50 anni e questo ha portato a una diminuzione delle riserve interne, rendendo difficile rispondere a picchi improvvisi di domanda.

E' interessante notare come l'interazione del Giappone con il mercato internazionale sia limitata per prodotti come il riso, quasi totalmente prodotto a livello nazionale. Al contrario, il settore delle importazioni è più esposto alle fluttuazioni dello yen, generando un effetto domino sui costi di produzione e sul prezzo finale al consumatore. La combinazione di una moneta debole e di politiche agricole restrittive sta portando il Giappone a un periodo di forte pressione sui prezzi, con impatti evidenti non solo per il mercato interno ma anche per le potenziali opportunità di scambi commerciali con l’estero.

 

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Giappone)

Ultima modifica: Mercoledì 22 Gennaio 2025