Venerdì 26 Giugno 2026
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Il 30 marzo il governo UK pubblicherà un rapporto sui sussidi statali nella produzione di carburante per aerei a basse emissioni di carbonio, ricavato direttamente da rifiuti domestici, parte di un pacchetto più ampio di politiche del Dipartimento dei Trasporti.
I ministri hanno elaborato piani per finanziare nuovi progetti, tra cui il Great British Nuclear, facilitare lo sviluppo dell'eolico onshore, e modificare la tassa sui guadagni extra delle compagnie petrolifere. Anche l'industria automobilistica sta sperando di ottenere maggiore chiarezza riguardo la vendita di veicoli elettrici: gli esperti del settore hanno avvertito che per concedere ai produttori di auto il tempo di pianificare questa transizione, ci sarà bisogno di capire il prima possibile le nuove regole sulla vendita di veicoli elettrici.
I funzionari governativi stanno finalizzando una "green finance strategy" per incoraggiare l'adozione di prodotti finanziari come i "green gilts" - obbligazioni che finanziano progetti finalizzati a ridurre le emissioni di carbonio. Ed Miliband, politico del dipartimento energetico britannico, ha dichiarato che il governo non sta facendo abbastanza per competere con il recente "Inflation Reduction Act" degli Stati Uniti. Lo scorso ottobre, il Department for Transport ha incaricato Philip New, ex capo di BP Biofuels, di condurre una ricerca volta alla creazione di un'industria del "carburante per l’aviazione sostenibile" (SAF) in UK. Secondo New saranno necessari nuovi sussidi finanziari per la produzione di SAF visti i costi dei carburanti green, attualmente tre volte rispetto al prezzo del normale carburante per aerei.
L'aviazione contribuisce per circa l'8% alle emissioni di gas serra del Regno Unito e gli obiettivi net zero del settore dipendono fortemente dall'utilizzo di carburanti sostenibili per decarbonizzare i voli. Le compagnie aeree ritengono che sia fondamentale avere una stabilità dei prezzi per stimolare maggiori investimenti nel settore, concordando così un prezzo fisso con il governo.
Il Regno Unito ha annunciato sovvenzioni per 165 milioni di sterline e una proposta per far produrre entro il 2030 almeno il 10% del carburante per aerei in UK - circa 1,5 miliardi di litri - da "fonti sostenibili".
Fonte: https://on.ft.com/3KfgD8k
(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)
È stato presentato giovedì 9 febbraio a Roma, presso la sede di Unioncamere, il Digital Sustainability Atlas, la nuova pubblicazione realizzata da Assocamerestero, in collaborazione con le Camere di Commercio italiane all’estero, con il coordinamento scientifico della Fondazione per la Sostenibilità Digitale e con il supporto di Unioncamere: una vera e propria guida pensata per mettere a disposizione delle aziende italiane che vogliano fare business all’estero tutte le informazioni sugli ambiti della sostenibilità e delle politiche di digitalizzazione in 51 Paesi nel mondo.
Il lavoro condotto da 71 Camere in America, Asia, Europa, Medio Oriente e Africa e in Oceania ha visto l’analisi dei principali indicatori relativi a sostenibilità ambientale, digitale, economica, sociale e al livello di innovazione tecnologica nei diversi Paesi, con l’obiettivo di fornire alle imprese informazioni utili per orientare al meglio le proprie strategie di posizionamento sui mercati esteri.
La pubblicazione fornisce un quadro approfondito delle peculiarità di ciascun mercato: in Europa si evincono alti livelli di interazione digitale tra imprese, cittadini e istituzioni, con una forte sensibilità al tema della trasparenza e dell’accessibilità delle informazioni, in particolare nei Paesi del Nord Europa; qui emerge anche una grande attenzione alla circolarità e al riciclo dei materiali. Una fortissima propensione all’e-commerce spicca in Asia, dove solo la Cina, ad esempio, genera il 50% delle transazioni mondiali per l’acquisto di beni e servizi.
Le conseguenze del conflitto in Ucraina hanno dato una forte spinta alla ricerca di fonti di energia alternative. Sta crescendo, quindi, un po’ ovunque e in maniera consistente, l’attenzione dei Governi nei confronti degli investimenti su questo tema, che risulta particolarmente sentita nelle aree del Nord America e dell’Oceania: qui si registra, infatti, un’ampia diffusione degli impianti dedicati alle energie rinnovabili; ma se da un lato in Australia il 65% dei consumatori può essere considerato eco-active e cerca di dare il proprio contributo per ridurre l’impatto ambientale dei propri comportamenti con semplici abitudini, dall’altro, in Nord America persiste una scarsa attenzione verso la salvaguardia delle risorse a causa di un sistema basato su un consumo smisurato e poco sostenibile, molto evidente soprattutto nel settore alimentare.
In tutti i mercati si riscontra grande sensibilità e attenzione per il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ma naturalmente le diverse dinamiche politiche ed economiche condizionano la velocità di adeguamento di alcuni Paesi. Economia circolare e riduzione dei rifiuti pro-capite, ad esempio, sono dimensioni con ampi margini di crescita in Centro e Sud America, dove l’approccio alla sostenibilità ambientale risulta in una fase iniziale e richiede ancora un grande lavoro di sensibilizzazione della popolazione. Il tema della sostenibilità sociale, invece, sta suscitando un crescente interesse nei Paesi di Medio Oriente e Africa.
Quello del gender gap, infine, è un argomento sul quale si registra una grande sensibilità in tutte le aree analizzate. Mentre in Europa e Nord America si registrano già i primi risultati positivi, la strada per colmare il divario tra generi nei Paesi di Asia e Oceania si prospetta più lunga.
“La sostenibilità è diventata un fattore cruciale nelle strategie di internazionalizzazione delle aziende. La recente pandemia ha accelerato la trasformazione digitale, che diventerà un fattore importante per la continuità dei flussi economico-commerciali e per il passaggio verso un'economia circolare e sostenibile che sta evolvendo.” dichiara Valentino Valentini, Viceministro per le Imprese e il Made in Italy. “In questi nuovi scenari le Camere di Commercio Italiane all'Estero sono in grado di fornire un utile supporto e possono essere un canale preferenziale per l’attrazione di interessi imprenditoriali e di investimenti esteri.”
“I nuovi modelli di business sono sempre più caratterizzati da un’attenzione alla sostenibilità e alla digitalizzazione, al punto che ogni imprenditore sa che questi due elementi sono un volano anche per la crescita internazionale.” afferma Mario Pozza, Presidente di Assocamerestero. “Con questa guida le Camere di Commercio Italiane all’estero si confermano come un osservatorio strategico a disposizione del Sistema Italia per monitorare i mercati, nonché come una piattaforma di business all’avanguardia.”
“L’export è una leva essenziale dell’economia italiana. Avere consapevolezza delle caratteristiche e delle sensibilità dei mercati in cui si vuole approdare è essenziale per le imprese.” sottolinea Andrea Prete, Presidente di Unioncamere. “Questo lavoro fornisce un quadro dettagliato di come 51 Paesi stanno interpretando la sostenibilità e la digitalizzazione e quindi rappresenta uno strumento molto utile per le nostre imprese, affinché giungano preparate a misurarsi con i diversi mercati esteri”
“Il concetto di sostenibilità digitale è al centro dell’azione del PNRR e – più in generale – di Next Generation EU.” dichiara Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. “Il valore di quest’iniziativa consiste nel focalizzare l’attenzione su questo tema come leva di interesse per le imprese che vogliono guardare ai mercati internazionali utilizzando le leve della sostenibilità e della digitalizzazione come asset di valore. Fare di questi due elementi punti di forza nel modello di business delle imprese italiane è fondamentale perché si possa guardare alla sfida per la sostenibilità ed a quella per l’innovazione come investimenti e non come costi. Inserire la sostenibilità digitale nelle strategie di business delle imprese italiane – ossia la modalità con la quale il digitale possa diventare leva di sviluppo sostenibile e la sostenibilità fornire criteri di indirizzo per lo sviluppo tecnologico – è un passaggio fondamentale per valorizzare le specificità del nostro Paese ed i suoi punti di forza.”
Per consultare la pubblicazione: /pubblicazioni/digital-sustainability-atlas
La Svizzera interessata a rendersi sempre più avanzata nell’ambito delle PMI nazionali. Con l’obiettivo di valorizzare i temi legati allo sviluppo sostenibile e alla digitalizzazione, il 25 gennaio scorso, il Consiglio Federale Svizzero ha approvato un piano di interventi per il triennio 2024-2027 con interesse verso 23 attività concrete. L’investimento previsto è di 646 milioni di franchi e non si esclude la possibilità di collaborazione con le nazioni confinanti per il reperimento di risorse umane e produttive indispensabili al raggiungimento degli obiettivi.
Rispetto al triennio in fase di conclusione (2020-2023), lo sviluppo sostenibile e la digitalizzazione acquisiranno maggiore importanza. Forte orientamento è stato poi espresso verso i principali target di riferimento: le PMI e i Cantoni. Per l'attuazione degli obiettivi, nei prossimi anni, la SECO e le organizzazioni incaricate, avvieranno le strategie operative, siglando le collaborazioni necessarie. Attenzione anche sotto il profilo dell’alleggerimento della burocrazia a carico delle aziende elvetiche: il potenziamento del portale EasyGov sarà indispensabile anche per imprese che intendono trasferirsi e prevederà un ulteriore ampliamento nell'ambito delle notifiche e dei permessi per le imprese secondo il diritto degli stranieri.
Per quanto concerne la politica del turismo, le priorità a livello di contenuto risiedono nell'ulteriore promozione degli investimenti, nello sviluppo sostenibile nonché nella trasformazione digitale del turismo.
Fonte: https://bit.ly/3Y8v2b2
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)
La Thailandia si è classificata al primo posto tra i paesi ASEAN e 44esima a livello mondiale nell'ultimo Rapporto sullo sviluppo sostenibile della Rete delle Nazioni Unite per le soluzioni di sviluppo sostenibile (UNSDSN).
Il rapporto valuta i 193 Stati membri delle Nazioni Unite in merito ai loro progressi verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e calcola la loro percentuale di raggiungimento.
La Thailandia si posiziona davanti ai paesi del blocco ASEAN con una valutazione di 74.13%. L'area in cui la Thailandia ha ottenuto i migliori risultati è il lavoro per il raggiungimento dell'obiettivo "No Poverty"- no povertà-, che consiste nel porre fine alla povertà in tutte le sue forme ovunque.
Un'altra area in cui la Thailandia ha ottenuto buoni risultati è quella della "Qualità dell'istruzione". L'obiettivo è quello di garantire un'istruzione inclusiva, equa e di qualità per l'intera popolazione.
L'area che necessita di miglioramenti, tuttavia, è quella dei "Partenariati per gli obiettivi", i cui indicatori sono la spesa pubblica per la salute e l'istruzione, le entrate pubbliche e gli indici di performance statistica.
Fonte: https://dashboards.sdgindex.org/
(Contenuto editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)
Le biciclette elettriche hanno conquistato negli ultimi anni molti ciclisti di lunga data ma hanno anche convinto molti automobilisti a preferire la mobilità leggera e sostenibile. I dati e le ricerche di mercato più recenti dimostrano che il volume delle vendite e il fatturato stanno raggiungendo livelli molto alti e inaspettati.
I dati indicano infatti come negli Stati Uniti nel 2021 le vendite di biciclette elettriche abbiano superato quelle di auto elettriche e ibride messe insieme. Dati recenti confermano che questo ritmo non rallenterà.
La Light Electric Vehicle Association rivela che gli Stati Uniti hanno importato circa 790.000 biciclette elettriche nel 2021. Si tratta di un aumento significativo rispetto alle circa 450.000 biciclette elettriche importate nell’anno precedente e alle quasi 250.000 del 2019.
Oltre all'enorme aumento delle importazioni e delle vendite negli Stati Uniti lo scorso anno, occorre sottolineare che diverse aziende di biciclette elettriche sono state in grado di raccogliere finanziamenti significativi per investimenti a lungo termine e far fronte a questa crescente domanda, come per esempio, Rad Power Bikes, la più grande azienda statunitense di e-bike, che ha ottenuto finanziamenti per oltre 300 milioni di dollari.
I motivi di questa crescita della domanda sono molteplici: se da un lato la e-bike è intesa come valido sostituto all’utilizzo dei mezzi pubblici, dall’altro molti americani stanno riscoprendo un hobby a basso costo e che offre divertimento in tutte le stagioni dell’anno. È bene considerare inoltre che molti consumatori hanno deciso di acquistare una e-bike per il loro trasporto quotidiano in quanto questa permette di tagliare i costi in aumento di benzina, parcheggi, assicurazione e altri costi connessi, senza contare che la bicicletta elettrica permette di evitare il traffico insostenibile delle grandi metropoli americane.
Fonte: https://bit.ly/3VeOjVQ
(Contenuto editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce Southeast)
Il CEO, Yannick Laporte, della Sonepar in Brasile, multinazionale francese, che è in Brasile dal 2001 e opera nella distribuzione di materiale elettrico, come cavi e interruttori, sostiene la tesi che, per il 2023, lo sfruttamento di energia pulita l'energia in Brasile costituisce una grande attrazione per coinvolgere più multinazionali. E come prendersi cura della sostenibilità potrebbe interconnettere gli interessi della produzione e delle prestazioni nell'attività economica.
In quest'ottica, potrebbe essere una grande opportunità per convincere le industrie a produrre in Brasile. Perché l'impronta di carbonio è inferiore rispetto ad altri paesi. In Germania, solo il 25% della matrice elettrica è sostenibile. È troppo poco.
Ciò potrebbe fornire l'opportunità di collaborare con aziende dei paesi dell'UE, convincendo le fabbriche a stabilirsi in Brasile. E rafforzare la matrice energetica sostenibile, come solare, eolica.
L’aumento di queste attività potrebbe anche contribuire a dar supporto alla sostenibilità dell'ambiente e dell'attività economica, con un focus sull'agrobusiness, consentendo di aumentare la produttività e ridurre l'uso di fertilizzanti chimici e pesticidi nelle piantagioni, nonché di migliorare il riutilizzo nel ciclo di uso dell'acqua.
Da considerare inoltre che le multinazionali hanno obiettivi interni di sostenibilità. E questo appello non è più solo legale ed ecologico, è diventato un appello economico, in quanto afferma il rispetto del principio di sostenibilità nei processi produttivi, imponendo alle imprese l'adozione di processi interni per la sostenibilità, sia attraverso strumenti legislativi, sia attraverso strumenti sociali di condanna e deprezzamento commerciale del prodotto non conforme. Mentre invece fa molta presa presso il pubblico consumatore il marketing del prodotto verde, sostenibile e che rispetta l’ambiente.
Fonte: https://bit.ly/3PIMFdQ
(Contenuto editoriale a cura della Camera Italiana Commercio e Industria SC - Brasile)
La Camera di Commercio Italiana per la Svezia ha organizzato per 25 imprenditori di Confindustria Ancona il tradizionale viaggio studio annuale del Club della Qualità.
L’iniziativa, che ha avuto come fil rouge il tema della sostenibilità, si è svolta dal 20 al 23 novembre a Stoccolma e ha visto la realizzazione di un programma denso di incontri e di visite aziendali.
Quello della sostenibilità è un tema che sta assumendo una rilevanza sempre maggiore nelle decisioni delle imprese e che vede Confindustria Ancona impegnata in prima linea e promotrice di un percorso che ha come finalità la creazione di una cultura condivisa e di una crescente sensibilità sul tema.
E allora, visto che le scelte di oggi configureranno il futuro del settore industriale e che sempre più aziende decidono di adottare piani industriali che prevedono azioni ed obiettivi che tengono conto dei criteri ESG, è stato molto utile per gli imprenditori confrontarsi con chi ha sviluppato una coscienza green e sostenibile, sia a livello pubblico che privato.
L’esempio della Svezia è lì a ricordarci che un’economia sostenibile è non solo possibile ma necessaria.
La Svezia è da anni, a livello internazionale, un modello di riferimento in materia di sostenibilità grazie a scelte rispettose dell’ambiente e del benessere sociale.
Scopri di più sul sito di Confindustria Ancona: https://bit.ly/3YxiCd5
La Thai Oil Public Company Limited è stata classificata come numero uno al mondo per la sostenibilità negli Indici di Sostenibilità Dow Jones (DJSI) del 2022. Il traguardo rispecchia l’impegno della Thaioil nell’applicare un approccio di business sostenibile a livello internazionale.
La Thai Oil è orgogliosa del suo successo globale; è infatti la 7^ volta che la compagnia vince il primo posto in questa classifica grazie alla sua visione di “Potenziare la vita umana attraverso energie e sostanze chimiche sostenibili”.
Il CEO e Presidente della compagnia Noppadol Pinsupa ha affermato: "Lo scorso anno, nonostante tutti gli ostacoli e le sfide, la Thaioil ha continuato con i suoi contributi alla società nella direzione del commercio sostenibile. La Thaioil è grata a tutti gli stakeholder che hanno creduto in noi e supportato il nostro successo globale. Rinnoviamo il nostro impegno per la sostenibilità sorretta dalla responsabilità sociale.”
Fonte: https://bit.ly/3OXn7tl
(Contenuto editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)
Già a partire dal 2021, la Danimarca ha adottato la “Strategia Nazionale per Costruzioni Sostenibili”, un progetto che prevede un graduale ma continuo irrigidimento delle norme riguardanti le emissioni dei gas serra nel settore edilizio in funzione del generale obiettivo volto alla riduzione delle emissioni totali del Paese del 70% entro il 2030.
Le nuove norme, che prendono il nome di BR23 e che entreranno in vigore il 1° gennaio 2023, sono parte di questa strategia. Il nuovo regolamento edilizio, infatti, richiede una maggiore e più dettagliata documentazione degli aspetti riguardanti la sostenibilità in edilizia.
Il nuovo regolamento indirizzerà il settore edilizio verso una maggiore attenzione agli aspetti della sostenibilità e costringerà ad adottare ulteriori misure per diminuire le emissioni di CO2 nella costruzione dei nuovi edifici.
Il BR23 avrà un impatto importante su tutte le imprese che operano nel settore dell'edilizia e che forniscono componenti e materiali per la costruzione di edifici, in particolare sulle aziende che operano nell’ambito dell’installazione e dell’industria metalmeccanica.
Uno dei punti principali presenti nel nuovo regolamento riguarda l’”analisi del ciclo di vita”, abbreviato LCA. Come suggerisce il nome, si tratta della richiesta di fornire un calcolo dell'impronta climatica totale dell'edificio per tutta la sua durata, dalla progettazione alla demolizione.
Un altro punto fondamentale si trova sotto la dicitura EPD, che sta per “dichiarazione ambientale di prodotto” e richiede la documentazione dell'impatto climatico e ambientale del materiale usato per la costruzione.
Ovviamente, l'obiettivo generale del nuovo regolamento è ridurre l'impronta climatica del settore edilizio, che oggi rappresentano il 35% delle emissioni totali di gas serra in Danimarca.
A livello pratico, per chi lavora nell'ambito delle installazioni, il BR23 comporta la stesura di una dichiarazione ambientale di prodotto per i materiali utilizzati da contratto. Non è invece richiesta la stesura dell’analisi del ciclo di vita, poiché è il cliente, il consulente o l'appaltatore principale ad essere responsabile di tale parte.
Per le aziende metalmeccaniche, invece, le nuove regole deliberano che, in funzione di produttore o fornitore di materiali da costruzione, l’azienda fornisca le dichiarazioni ambientali di prodotto dei materiali.
Ciò non è ancora obbligatorio per legge, ma prepararsi anticipatamente e fornire queste documentazioni può essere una buona idea per acquisire un vantaggio competitivo in relazione ai competitors.
Fonte: https://bit.ly/3UTnPJX
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)