Mercoledì 25 Febbraio 2026
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L'anno 2025 ha segnato un primato storico per la Germania: secondo i dati dell'Agenzia Federale per le Reti (Bundesnetzagentur - BNetzA), le fonti rinnovabili hanno garantito il 59,4% della produzione elettrica netta nazionale. I dati consolidati mostrano un’espansione della potenza installata di quasi 21 GW, portando il totale a 210 GW. Il fotovoltaico rimane la colonna portante con 16,4 GW di nuova potenza, per una capacità solare complessiva di 117 GW, nonostante una lieve flessione della nuova potenza installata rispetto ai picchi del 2024. Tuttavia, entrando nel 2026, la priorità non è più solo la quantità prodotta, ma l'intelligenza di rete e la capacità dei componenti di garantire la stabilità di un sistema sempre più complesso.
Il panorama energetico tedesco è cambiato. Se un tempo l'attenzione era tutta sui grandi parchi solari, oggi il mercato si è spostato verso soluzioni diffuse. Un segnale inequivocabile è rappresentato dai circa 430.000 nuovi impianti "plug-and-play" (i cosiddetti sistemi da balcone) installati nel 2025. Questa esplosione di sistemi da balcone ha indotto le autorità a definire standard rigorosi per il 2026: la norma DIN VDE V 0126-95 trasforma questi dispositivi in sistemi standardizzati, imponendo un limite di immissione di 800 Watt e requisiti di sicurezza per le spine domestiche, come documentato nelle direttive del comitato VDE/DKE.
Con la progressiva chiusura delle vecchie centrali a carbone e gas, la rete elettrica tedesca ha perso i suoi tradizionali "stabilizzatori". La risposta tecnologica per il 2026 è affidata ai ”grid-forming inverters”, apparati che, a differenza dei modelli tradizionali, sono in grado di creare e stabilizzare autonomamente il ritmo elettrico. Questa funzione di "inerzia sintetica", normata dalle linee guida VDE FNN, è fondamentale per evitare il collasso del sistema in caso di cali improvvisi di produzione solare. Tale evoluzione ridefinisce il ruolo dei fornitori, spostando il fulcro dalla semplice efficienza del pannello alla capacità del sistema di dialogare con lo Smart Meter Gateway (SMGW), l’interfaccia digitale sicura che permette ai gestori di modulare la produzione (evitando così sovraccarichi della rete), secondo la normativa MsbG (Messstellenbetriebsgesetz).
In tale contesto, l'integrazione con il sistema industriale italiano non è solo un dato di interscambio, ma un asse portante della sicurezza energetica mitteleuropea. Il valore della nostra componentistica emerge qui con forza, facendo leva su una storica presenza nelle catene di fornitura tedesche e su un'eccellenza consolidata nell'elettronica di potenza e nella meccanica di precisione.
Questa maturità tecnologica trova conferma nei risultati del mercato interno: nel 2025 l'Italia ha infatti installato 6,4 GW di nuova capacità fotovoltaica, raggiungendo un totale di 43,5 GW e una produzione record di 44 TWh, secondo le analisi di Terna e GSE. Sebbene i volumi restino inferiori a quelli tedeschi, il modello italiano si distingue per l'elevata specializzazione delle proprie PMI, che operano ormai come partner strategici del Mittelstand fornendo inverter di alta gamma e strutture certificate.
Tuttavia, per operare in questa nuova complessità, l'accesso al mercato non è più garantito da semplici promesse di qualità. L'Einheitenzertifikat (certificato di unità), rilasciato secondo gli standard VDE (come la VDE-AR-N 4105), è diventato il passaporto indispensabile per la bancabilità di qualsiasi progetto. Questo certificato attesta la capacità di integrare accumulo e gestione intelligente dei carichi, un requisito ormai fondamentale specialmente nei Länder meridionali della Baviera e del Baden-Wüttemberg. In queste regioni, le più industrializzate e storicamente connesse all'Italia, la saturazione delle reti locali impone l'adozione di soluzioni tecniche che solo fornitori dotati di certificazioni d'avanguardia possono oggi garantire.
Fonti
Bundesnetzagentur (BNetzA) (2026), Electricity Market Data 2025, Bonn, Germania.
VDE / DKE (2025). DIN VDE V 0126-95, Frankfurt am Main, Germania.
VDE FNN (2025). Anforderungen an netzbildende Wechselrichter, Frankfurt am Main, Germania.
Terna / GSE (2026). Rapporto Mensile Sistema Elettrico, Roma, Italia.
VDE (2026). VDE-AR-N 4105, Frankfurt am Main, Germania.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania (ITKAM))
La Commissione Europea autorizza la Moldova all’esportazione di carne avicola verso l’UE
Il 6 febbraio 2026 la Commissione Europea ha adottato il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/278, introducendo importanti modifiche agli allegati XIV e XV del Regolamento (UE) 2021/404, relativi all’elenco dei Paesi terzi autorizzati a esportare nell’Unione Europea carne fresca di pollame e prodotti a base di carne di pollame.
Con tale decisione, l’intero territorio della Repubblica di Moldova è stato ufficialmente inserito nell’elenco dei Paesi autorizzati all’esportazione verso l’UE di carne e prodotti trasformati di pollame.
Il risultato è frutto dell’intensa attività svolta dall’Autorità competente moldava – l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare (ANSA) – che ha fornito alla Commissione Europea tutte le garanzie necessarie in merito al rispetto degli standard sanitari richiesti. In particolare, è stato certificato che nelle zone di provenienza della carne fresca e dei prodotti avicoli destinati all’export non si sono registrati focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità per almeno 12 mesi.
Rafforzamento dello status sanitario e nuove opportunità per le imprese
L’aggiornamento normativo rappresenta un importante riconoscimento del sistema nazionale di regionalizzazione e controllo sanitario-veterinario della Repubblica di Moldova. La decisione della Commissione conferma la conformità agli standard europei in materia di salute pubblica, sanità animale e sicurezza alimentare.
Dal punto di vista economico, l’inserimento ufficiale della Moldova nel Regolamento UE:
Si tratta di un passo strategico per lo sviluppo del settore agroindustriale moldavo, che potrà ora consolidare la propria presenza sui mercati europei, contribuendo all’aumento della competitività dei prodotti nazionali e all’espansione dell’export.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Moldova)
Un’importante occasione di confronto e networking per rafforzare il dialogo tra Italia e Canada sui temi del green building e delle smart cities. L’11 e 12 febbraio si è svolto a Vancouver il Canada–Italy Green Building Forum, l’appuntamento annuale promosso dalla Italian Chamber of Commerce in Canada – West (ICCCW).
L'evento si è svolto all'interno di Buildex Vancouver, la principale fiera del Canada occidentale per il mondo delle costruzioni e piattaforma di riferimento per il confronto tra operatori, progettisti, investitori e decision maker pubblici e privati. L'evento di quest'anno ha offerto presentazioni, casi studio reali e discussioni tecniche con i leader del settore, tra cui Alessandro Cattaneo, Ambasciatore d'Italia in Canada; Celso Boscariol, Presidente di ICCCW; Alex Martyniak, Direttore della Promozione Commerciale e Sviluppo del Business presso ICCCW; Kavinder Dhillon, LabTest Certification Inc.; Kambiz Pishghadam, Giacomini Canada. Con il supporto di diversi partner e sponsor - Ambasciata d'Italia a Ottawa, Consolato Generale d'Italia a Vancouver, Buildex Vancouver, Veronafiere, Regione del Veneto, Bennet Jones, Labtest, Giacomini – l’evento continua a rappresentare una piattaforma d'eccellenza per lo scambio di conoscenze, il networking e lo sviluppo del business internazionale nell'edilizia sostenibile.
Il Canada è leader mondiale nella produzione e nell'utilizzo di energia rinnovabile, posizionandosi stabilmente tra i primi paesi al mondo per il suo mix energetico a basse emissioni, specialmente grazie all'idroelettrico.
Il forum si propone come un momento di approfondimento e networking, offrendo alle imprese italiane l’opportunità di conoscere da vicino il mercato canadese, intercettare nuovi trend, avviare relazioni commerciali e valorizzare il know-how italiano in ambito sostenibile. L'edizione del 2025 dell’appuntamento, con oltre 8.000 partecipanti in due giorni, più di 330 espositori, oltre 40 sponsor e più di 200 rel
Istituzioni, investitori, founder di startup e operatori del mondo tech: con oltre 250 partecipanti la seconda edizione dell’Italian Tech Forum è stata un successo.
L’appuntamento - intitolato “From Seed to Scale: exploring the complete journey of Italian tech innovation” - si è tenuto il 4 febbraio 2026 al Technopark di Zurigo ed è stato organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) e dall’Italian Tech Hub, con il patrocinio e il supporto del Consolato Generale d’Italia a Zurigo.
Tra i relatori dell’evento – che ha messo in luce percorsi di crescita e opportunità di collaborazione - Sergio Strozzi: Head of Innovation, Technology and Startups al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Accanto a lui una delegazione di Cassa Depositi e Prestiti e alcuni tra i principali stakeholder finanziari del Venture Capital italiano. Non sono mancati gli interventi del Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Fabrizio Macrì, del Console Generale d’Italia a Zurigo Mario Baldi e del Direttore europeo della Greater Zurich Area Rolf Bühler.
Dall’Italian Tech Forum - che ha rappresentato una piattaforma strategica di confronto e cooperazione tra gli ecosistemi dell’innovazione italiano e svizzero - è emerso non solo l’importanza di rafforzare i percorsi di transizione dallo seed allo scale up con strumenti finanziari e infrastrutturali adeguati, ma anche il ruolo strategico di interlocutori come CDP e i principali fondi di Venture Capital. Tante le opportunità di collaborazione tra Svizzera e Italia che sono state analizzate come quella legata all’opportunità di accelerare l’internazionalizzazione delle imprese tech italiane e favorire scambi di know‑how e capitale.
Il Forum ha ospitato inoltre gli interventi di Giovanni Canetta – Founder & Managing Partner of Planven, ed Elisabetta Vesconi – Investment Manager of Planven, Massimiliano Magrini (managing partner di United Ventures), Sabrina Maniscalco (Founder & CEO di Algorithmiq), Alessandro Scortecci e Burkhard Güssefeld - rispettivamente Chief investment Officer CDP Venture Capital e Co- Founder & CTO di Allsides - si sono soffermati sulle opportunità di internazionalizzazione. Focus del panel conclusivo, affidato a Alessandro Dini, Founder Partner di Elevate Momenthum, temi di stretta attualità con agli interventi di Samuele Porsia, Direttore dell’Ufficio ICE di Berna, Luca De Angelis, CEO di The Europe Foundation e del professore Francesco Cupertino del Politecnico di Bari.
Archiviata l’edizione record dell’Italian Tech Forum si guarda ora alle prossime iniziative in cantiere: lo Swiss Italian Startup Award si terrà a Ginevra il 4 novembre. Un’occasione per partecipare a un nuovo matching tra l’ecosistema tech elvetico e quello Made in Italy.
Si è conclusa a Praga la quarta edizione del workshop turistico europeo dedicato alla Sardegna, un’iniziativa che ha rafforzato la promozione dell’isola nei mercati dell’Europa centro-orientale attraverso un’azione coordinata tra operatori privati e istituzioni italiane.
L’evento, organizzato dal tour operator Sardegna Travel in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna, si è svolto con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Praga, dell’Istituto Italiano di Cultura e della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (CAMIC), che ha ospitato nella propria sede le sessioni B2B.
Ventiquattro ore di incontri operativi hanno coinvolto venticinque operatori sardi e circa trenta buyer provenienti da Bulgaria, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Svezia. Il confronto si è concentrato su un’offerta turistica orientata alla sostenibilità, alla diversificazione dei prodotti e alla destagionalizzazione dei flussi. L’obiettivo condiviso è intercettare una domanda internazionale sempre più interessata a esperienze autentiche, percorsi tematici e proposte alternative al turismo di massa.
Benessere, sport, cultura, enogastronomia e tradizioni popolari sono stati i principali ambiti di sviluppo presentati agli operatori esteri. In questo quadro, i collegamenti diretti tra Praga e gli aeroporti di Cagliari e Olbia rappresentano un elemento infrastrutturale strategico per consolidare i flussi e ampliare la presenza della Sardegna sul mercato ceco.
Accanto alla dimensione business, il workshop ha valorizzato anche il patrimonio culturale dell’isola. Nel centenario del Premio Nobel per la Letteratura conferito a Grazia Deledda, è stata organizzata una serata dedicata alla scrittrice nuorese, ospitata al Grand Hotel Bohemia. L’iniziativa, aperta dal saluto dell’Ambasciatore d’Italia a Praga, ha riunito operatori turistici, istituzioni e giornalisti in un momento di approfondimento culturale che ha integrato promozione territoriale e valorizzazione identitaria.
Il progetto si inserisce in un percorso avviato nel 2022 dalle istituzioni italiane in Repubblica Ceca per rafforzare la cooperazione nel settore turistico e favorire nuove opportunità di collaborazione tra imprese e mercati. L’inclusione del workshop nel calendario degli eventi di interesse internazionale della Regione Sardegna conferma la volontà di consolidare un’azione strutturata sui mercati esteri.
Si è conclusa ieri a Chișinău la 23ª edizione di Expo Fabricat in Moldova, appuntamento di riferimento per il sistema produttivo moldavo e occasione di confronto tra imprese, istituzioni e rappresentanze internazionali.
Anche quest’anno la Camera di Commercio Italiana in Moldova ha partecipato con lo “Spazio Italia”, un’area dedicata alle aziende a capitale italiano attive nel Paese. L’iniziativa ha dato visibilità a cinque realtà produttive – Morello Mobila, BolleBlu, DiNotte, I’M Winery e Radaelli Bruterie – che contribuiscono allo sviluppo economico locale attraverso investimenti industriali, occupazione e trasferimento di know-how.
La manifestazione, promossa dalla Camera di Commercio e Industria della Repubblica Moldova con il sostegno del Guvernul Republicii Moldova, ha riunito circa 400 espositori negli spazi del centro fieristico Moldexpo. Nel corso della visita ufficiale, il Primo Ministro Alexandru Munteanu ha incontrato gli operatori economici presenti, ribadendo l’impegno dell’Esecutivo nel sostenere la competitività, l’innovazione e l’accesso ai mercati internazionali.
In questo contesto, la presenza organizzata della Camera italiana ha rappresentato un segnale concreto di continuità nelle relazioni economiche tra Italia e Moldova. Lo “Spazio Italia” si è confermato non solo come vetrina espositiva, ma come punto di incontro per promuovere nuove collaborazioni industriali e commerciali, rafforzando il contributo dell’imprenditoria italiana alla crescita del Paese e alla sua integrazione nei circuiti economici europei.
Il 5 febbraio scorso, la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Tokyo ha aperto le sue porte per un appuntamento ormai imperdibile nel calendario degli eventi promozionali in Giappone: il ricevimento ufficiale del World Nutella Day. L’iniziativa, coordinata con successo dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone, ha confermato ancora una volta come i prodotti iconici del nostro Paese siano capaci di unire culture lontane sotto il segno della qualità e della convivialità.
La serata ha visto la partecipazione straordinaria di LiSA, celebre cantante nipponica e Brand Ambassador di Nutella® in Giappone. La sua presenza ha sottolineato il forte legame tra il brand e il pubblico locale, dimostrando come un simbolo del "Saper fare" italiano possa diventare un elemento familiare e amato anche nel quotidiano dei consumatori giapponesi.
Quella del World Nutella Day è una storia affascinante nata nel 2007 dall'intuizione della blogger Sara Rosso. Da allora, ogni 5 febbraio, gli appassionati di oltre 170 Paesi si uniscono in un ideale abbraccio goloso. Quella che era nata come l’iniziativa spontanea di una fan è oggi una ricorrenza globale che vede protagoniste le principali capitali del mondo, tra cui Tokyo, dove la colazione all'italiana sta diventando una piacevole abitudine per un numero sempre crescente di consumatori.
L’Ambasciata d’Italia a Singapore ha celebrato il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco, un traguardo approvato all’unanimità che premia non solo un insieme di ricette, ma un sistema di valori che promuove biodiversità, trasmissione del sapere e convivialità.
L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito di un accordo tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e GialloZafferano USA, divisione internazionale del principale media food italiano (@GialloLovesItaly). Da oltre quindici anni, il brand è un punto di riferimento digitale per la cucina italiana nel mondo, rendendo la tradizione accessibile a milioni di persone attraverso innovazione e linguaggio contemporaneo.
Sono stati organizzati due eventi di live cooking. Il primo, presso la residenza dell’Ambasciatore, ha visto lo chef italiano Alberto Marcolongo trasformare gli spaghetti aglio, olio e peperoncino in un’esperienza gastronomica d’eccellenza, grazie a tecnica, creatività e cura della materia prima.
Il secondo evento è stato realizzato in collaborazione con Barilla, che da 145 anni promuove qualità, dieta mediterranea e sostenibilità. L’azienda ha dichiarato: «Questa iniziativa è stata ideata per favorire l’ispirazione e il dialogo con la comunità locale del settore della ristorazione e con i media, esplorando come la cucina italiana, ora riconosciuta come Patrimonio Unesco, sia interpretata e vissuta nel panorama culinario di Singapore».
Entrambi gli eventi sono stati organizzati in stretta collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina e hanno visto la partecipazione di Ice e Camera di Commercio di Singapore (Iccs) in un’ottica di Sistema Italia e di coordinamento delle principali componenti istituzionali operanti sul territorio.
L’ambasciatore Dante Brandi ha sottolineato l’importanza del riconoscimento per l’educazione alimentare nelle scuole e per un turismo enogastronomico più consapevole. Ha inoltre evidenziato come lo status Unesco rafforzi la difesa dell’autenticità dei prodotti, suggerendo di valorizzare la tradizione attraverso pratiche genuine e legate al territorio, piuttosto che cedere all’Italian Sounding.
Con queste iniziative, l’ambasciata è stata tra le prime rappresentanze diplomatiche al mondo ad attivarsi per onorare il traguardo Unesco, sottolineando l’unicità di un riconoscimento che riflette l’identità nazionale. «È stato un onore essere a Singapore grazie alla nostra ambasciata e al ministero degli Affari Esteri per dare il nostro contributo alla promozione della cultura e della cucina italiana nel mondo. Con GialloZafferano raccontiamo l’Italia e la sua cultura gastronomica a più di 70 milioni di follower nel mondo unendo tradizione e innovazione. Con il nostro chef Alberto Marcolongo e il progetto internazionale di GialloZafferano abbiamo portato a Singapore il gusto e la convivialità italiana» ha commentato Verena Gioia, head of GialloZafferano.
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Singapore)
La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) è stata protagonista in Veneto di un approfondimento strategico dedicato alla filiera MEM (Meccanica, Elettronica, Metallurgia), nell’ambito dell’iniziativa “Metal Hub – Il Polesine oltre i confini”, promossa da Confartigianato Polesine con il contributo di Ebav.
L’incontro, ospitato il 9 febbraio presso la Camera di Commercio Venezia-Rovigo, ha acceso i riflettori sulle opportunità di internazionalizzazione per le imprese della meccanica veneta, con un focus specifico sul mercato svizzero. La Svizzera rappresenta infatti il sesto mercato di destinazione del Made in Veneto e il quinto a livello nazionale, confermandosi partner strategico per l’export italiano.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali e del settore:
Sono intervenuti inoltre Nerio Dalla Vecchia, Presidente della Federazione Meccanica di Confartigianato Imprese Veneto, e Marzia Polles, Responsabile Studi e Statistica della Camera di Commercio Venezia-Rovigo.
Durante la tavola rotonda, coordinata da Fiammetta Benetton, Press Office della CCIS, hanno preso parte Andrea Penzo, Founder di Export Trade Solution Srl, insieme al team CCIS formato da Fabrizio Macrì, Segretario Generale, Ilaria Ceddia, Responsabile Settore Beni Industriali, e Greta Laggia, Account di settore. Il confronto ha offerto indicazioni concrete su strategie di internazionalizzazione, dinamiche della domanda svizzera e servizi per facilitare l’incontro tra PMI italiane e buyer elvetici.
La filiera meccanica in Veneto conta 19.804 imprese registrate, di cui oltre il 46% artigiane e circa 7.700 attive direttamente nel comparto meccanico. Nel periodo ottobre 2024 – settembre 2025, l’export della meccanica veneta ha raggiunto 41,2 miliardi di euro, pari al 53,4% dell’export manifatturiero regionale. In provincia di Rovigo, nei primi nove mesi del 2025, l’export manifatturiero ha toccato 1,171 miliardi di euro: un dato che, pur segnando una flessione complessiva, evidenzia la tenuta dei mercati UE rispetto a quelli extra-UE.
Il mercato svizzero si conferma destinazione di prossimità ad alto potenziale per le PMI venete e polesane del settore MEM. La domanda svizzera di subfornitura industriale, componentistica meccanica, lavorazioni di precisione, stampaggio di materie plastiche e lavorazione della lamiera intercetta le specializzazioni produttive del territorio, favorendo sinergie industriali e collaborazioni transfrontaliere.
Il percorso di rafforzamento delle relazioni economiche tra Italia e Svizzera nel settore meccanico proseguirà nel 2026 con due appuntamenti dedicati alla subfornitura industriale: il 20 marzo a Zurigo con la seconda edizione dello Zuliefertag Italien – Giornata dei Fornitori Industriali Italiani, e il 30 ottobre a Lugano con la terza edizione dell’Industrial Forum, evento che unirà formazione, workshop tematici e un’area espositiva B2B dedicata all’incontro tra fornitori italiani e buyer svizzeri.
Il mercato svizzero si conferma uno dei contesti più interessanti per il vino italiano di qualità, grazie a una domanda matura, attenta all’origine e sempre più orientata al valore. In questo scenario si inserisce la XII edizione di Taste of Italy, l’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, svoltasi il 2 febbraio a Ginevra.
L’evento ha rappresentato un momento di incontro operativo tra imprese italiane e operatori del mercato locale, con l’obiettivo di favorire relazioni commerciali qualificate e una conoscenza diretta delle produzioni. Sedici cantine provenienti da diverse aree vitivinicole italiane hanno presentato le proprie etichette a un pubblico composto da importatori, buyer, ristoratori e professionisti del settore, in un contesto orientato al dialogo e allo scambio.
Accanto al vino, una selezione di snack italiani e di oli extra vergine di oliva ha contribuito a rafforzare un approccio integrato alla promozione del Made in Italy agroalimentare, valorizzando la complementarità delle filiere e le potenzialità di cross-selling sul mercato svizzero.
Con oltre 100 partecipanti tra operatori B2B e pubblico specializzato, Taste of Italy si è confermato come una piattaforma efficace di networking, capace di intercettare una domanda consapevole e di alto profilo. Il programma ha previsto anche momenti di approfondimento dedicati al contesto di mercato e agli strumenti a supporto delle imprese.
Dopo il saluto introduttivo del Vicesegretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Marianna Valle, l’analisi del mercato vitivinicolo elvetico è stata affidata a Flaminia Carolini, Food & Wine Export Manager della CCIS, che ha illustrato trend, dinamiche di consumo e opportunità per i produttori italiani. A completare il quadro operativo, un focus sulle procedure doganali e logistiche, a beneficio di importatori e aziende interessate ad avviare o consolidare la propria presenza in Svizzera.