Notizie mercati esteri

Giovedì 11 Maggio 2023

Rep. Ceca - I tassi d’interesse per le imprese sono al massimo

I tassi d’interesse dei mutui erogati alle imprese sono al loro massimo da circa vent’anni. Lo indicano i dati della Banca Centrale Ceca.

I tassi medi per i mutui erogati in corone sono aumentati a 8,9%. Si tratta di un forte aumento considerando che i tassi dei mutui corporate erano fermi intorno al 2% soltanto due anni fa. Secondo gli analisti i tassi non dovrebbero cambiare in maniera significativa nel corso di quest’anno.

Il forte aumento dei tassi d’interesse ha portato le imprese ad adottare alcune strategie per ridurre i costi di finanziamento. Ove possibile le imprese ceche cercano di accedere ai mutui in euro sfruttando il gap tra i tassi applicati dalla Banca Centrale Ceca e la BCE. Negli ultimi mesi il valore dei mutui in euro è cresciuto fortemente. Le aziende inoltre cercano sempre più di frequente fonti di finanziamento alternative al canale bancario.

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Fonte: https://bit.ly/3I1uE8b

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

Ultima modifica: Giovedì 11 Maggio 2023
Giovedì 11 Maggio 2023

La Green Economy in Danimarca e la Mobilità Elettrica

Quando nel 1973 iniziò la crisi petrolifera, la Danimarca era uno dei paesi OECD maggiormente dipendenti da questo tipo di forniture energetiche. Con più del 90% delle forniture energetiche nazionali basate sull’importazione di petrolio, l’elevato prezzo di queste energie ha spinto il paese e la politica interna verso un riorientamento del settore delle energie interne, volgendo lo sguardo verso le energie rinnovabili.

Gli investimenti in energie rinnovabili hanno rappresentato per il Paese una sfida vinta, che ha dimostrato al mondo intero come sia possibile creare crescita senza consumare più energia.  Oggi, il PIL nazionale è più che raddoppiato dal 1980, mentre il consumo di energia è cresciuto del solo 6%. Oggi, più di 75.000 persone detengono “lavori verdi” su una forza lavoro nazionale di 2,75 milioni di persone, con un prefissato programma climatico futuro che potrebbe anche alla creazione di ulteriori 300.000 lavori verdi.

La Cultura Danese delle Biciclette

Che il popolo danese ami le biciclette non è un mistero, basta infatti mettere piede in una qualsiasi città della Danimarca per sentirsi immediatamente spettatori di una competizione ciclistica come il “Tour de France”; ma invece no, è la normale routine del popolo scandinavo, nelle cui città sfrecciano centinaia di biciclette da ogni angolo di strada.

In Danimarca le persone vanno in giro con qualsiasi condizione atmosferica e a ogni ora del giorno, le biciclette sono utilizzate per piacere, per lavoro, come mezzi di trasporto merci o dagli stessi pendolari: «La bicicletta è la migliore amica di un danese» e ad attestarlo ci pensano i numeri; nella sola città di Copenaghen si contano 675.000 biciclette contro sole 120.000 auto.

Non deve stupire, dunque, come nuove forme di mobilità eco sostenibile abbiano presto trovato un terreno fertile nel paese scandinavo. Oggi, infatti, a sfrecciare accanto alle tradizionali o più evolute biciclette, si affiancano quelle elettriche, di privati cittadini che montano motori elettrici o quelle a noleggio offerte da aziende di bike sharing. Proprio il mercato del bike sharing rappresenta, oggi, un segmento di mercato del valore di $ 1.75m con diverse compagnie che operano su tutto il territorio nazionale e che offrono proposte differenti

Il Mercato delle Auto-Elettriche in Danimarca

I nuovi dati mostrano come le vendite di auto elettriche stiano aumentando sia sul mercato privato che su quello aziendale. Oggi il 36% delle auto di nuova immatricolazione sono elettriche e lo stock totale di auto elettriche è aumentato del 65,4 per cento in un anno, tanto che a fine marzo lo stock ammontava a 127.000 auto su un totale di 2,8 milioni di autovetture distribuite tra famiglie e imprese. Ciò corrisponde al 4,5% di tutte le autovetture in Danimarca

Per il primo ministro danese Lars Løkke Rasmussen «Le auto a diesel e benzina sono il passato». La decisione del governo di vietare la vendita di nuovi veicoli diesel dal 2030 e di quelli ibridi dal 2035. L’impegno è arrivato durante l’incontro formale del governo danese per varare la prossima roadmap climatica al 2050. L’obiettivo è quello di diventare un paese a zero emissioni di CO2 entro metà secolo, grazie soprattutto alla crescita delle rinnovabili, eolico in testa. “Certo si tratta di un obiettivo ambizioso, ma è esattamente quello che dobbiamo provare a fare”, ha detto Rasmussen al Parlamento.

La Danimarca si qualifica quindi come uno dei paesi sempre più proiettati alla transizione ecologica, dove industri della green economy possono trovare terreno fertile per nuovi progetti volti al rispetto dell’ambiente.

 

Fonte: https://bit.ly/3BeRu8m

 

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)

Ultima modifica: Giovedì 11 Maggio 2023
Giovedì 11 Maggio 2023

Le fabbriche dell'Asia settentrionale bloccate nel declino

Le potenze esportatrici dell'Asia settentrionale continuano a soffrire a causa della debolezza del commercio globale e di una ripresa economica discontinua in Cina.

I dati relativi all'Asia settentrionale sono in forte contrasto con quelle del Sud-Est asiatico, dove la Thailandia ha guidato la regione con un valore PMI da record di 60,4.

Le indagini hanno mostrato ancora una volta un crescente divario tra l'Asia settentrionale e le performance relativamente positive delle fabbriche più a sud.  Oltre al dato PMI record della Tailandia, anche la vicina Indonesia e le Filippine si sono attestate al di sopra di 50.

Fonte: https://bit.ly/3nVOjiT

 

(Contenuto editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)

Ultima modifica: Giovedì 11 Maggio 2023
Giovedì 11 Maggio 2023

Aumentano le voci all’interno della Banca Centrale Ceca per il rialzo dei tassi

All’interno della Banca Centrale Ceca (ČNB) aumentano le voci a favore del rialzo dei tassi d’interesse. Un rialzo non è stato escluso neppure dal governatore Aleš Michl, che in precedenza era contrario alla misura.

Nella seduta del consiglio della ČNB di mercoledì 3 maggio erano a favore di un rialzo tre consiglieri su sette. Nella precedente seduta aveva votato a favore della misura solo un consigliere. “Possono non compiersi le aspettative del mercato che i tassi hanno già raggiunto il loro apice” ha dichiarato Michl dopo la seduta del board.

Secondo il governatore della banca centrale la maggiore spinta inflattiva domestica proviene dai conti pubblici e dalla spesa governativa. Michl ha esortato l’esecutivo a preparare un piano di consolidamento credibile delle finanze pubbliche. Secondo il premier Petr Fiala dell’andamento dell’inflazione è responsabile soprattutto la banca centrale. Il governo sta tuttavia lavorando a una manovra, che dovrebbe ridurre di 70 miliardi di corone, un punto percentuale del PIL, il deficit strutturale della pubblica amministrazione.

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Fonte: https://bit.ly/44TF6YS

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

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Giovedì 11 Maggio 2023

Il cambio dovrebbe rimanere sotto la soglia di 24 corone per euro

Il cambio della corona ceca non dovrebbe indebolirsi in maniera significativa nei prossimi mesi. Lo indicano le nuove stime della Banca Centrale Ceca (ČNB).

Per quest’anno la ČNB prevede un cambio medio di 23,7 corone per euro. Nelle ultime settimane la corona ceca è stabilmente sotto la soglia di 24 CZK per euro registrando i livelli più bassi dal 2008. La corona ceca dovrebbe rientrare sopra la soglia nel corso del prossimo anno, quando la banca centrale prevede un cambio medio di 24,3 CZK per euro.

La ČNB ha anche migliorato le sue stime di crescita. Quest’anno il PIL dovrebbe aumentare dello 0,5% e durante il prossimo anno del 3%. In lieve crescita anche le stime dell’inflazione, che anche quest’anno dovrebbe rimanere a doppia cifra.

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Fonte: https://bit.ly/42tTp4V

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

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Giovedì 11 Maggio 2023

Lo stato spenderà 45 miliardi di corone per gli investimenti nella rete ferroviaria

Lo stato spenderà quest’anno 45 miliardi di corone per gli investimenti nella rete ferroviaria ceca. Lo ha indicato il ministro dei trasporti Martin Kupka.

La maggior parte degli investimenti andrà a coprire i costi della modernizzazione delle tratte esistenti. Un altro importante capitolo di spesa è l’installazione del nuovo sistema di sicurezza per la circolazione ferroviaria ETCS. L’Amministrazione delle Strade Ferrate avrà quest’anno a disposizione complessivamente 70 miliardi di corone, uno dei bilanci più importanti negli ultimi anni.

Tra i lavori in programma per quest’anno c’è anche l’adeguamento del tratto ferroviario, che verrà utilizzato per il collegamento tra il centro e l’aeroporto nella capitale. Negli ultimi anni i tempi dei lavori si sono diluiti. “Sono fiducioso che nel 2030 andremo in aeroporto con il treno” ha detto il ministro Kupka.

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Fonte: https://bit.ly/3LUnHGT

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

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Giovedì 11 Maggio 2023

L’economia ceca ha registrato nel primo trimestre una fase di stagnazione

L’economia ceca ha registrato nel primo trimestre di quest’anno una fase di stagnazione. Lo indica la prima stima dell’andamento del PIL dell’Ufficio di Statistica Ceco.

Rispetto a un anno fa l’economia ceca ha registrato nel primo trimestre un calo dello 0,2%. Rispetto al trimestre precedente l’economia è invece aumentata dello 0,1% interrompendo quindi la serie di cali congiunturali, che hanno portato l’economia ceca in recessione tecnica.

L’andamento del PIL nel confronto trimestre su trimestre e anno su anno è stato influenzato in maniera positiva dalla domanda estera. Continua invece l’influenza negativa del calo della spesa per i consumi delle famiglie” ha indicato l’ufficio di statistica. Per la prima volta negli ultimi anni hanno registrato una frenata anche gli investimenti.

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Fonte: https://bit.ly/41qWce0

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

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Giovedì 11 Maggio 2023

La Serbia intende stanziare 15 miliardi di euro per investimenti prioritari nel settore energetico

Il ministro Dubravka Đedović ha dichiarato il 9 maggio, all'apertura del Forum energetico di Belgrado 2023 (BEF), che la Serbia deve soddisfare la crescente domanda industriale di energia elettrica, così come le esigenze dei cittadini, attingendo dalle fonti nazionali.

Ha annunciato che il governo adotterà un piano di investimenti prioritari nel settore dell'energia per un valore di un minimo di 15 miliardi di euro. Di questi, dieci miliardi saranno stanziati per le nuove infrastrutture, mentre i restanti fondi saranno investiti nel settore della trasmissione e della distribuzione di elettricità, petrolio e gas.

Đedović ha delineato puntualmente il progetto delle centrali solari autobilanciate con una potenza totale di 1 GW, nonché quello della centrale idroelettrica reversibile di Bistrica. Secondo il Ministro, si sta valutando la fattibilità e la redditività economica relativa al progetto dell'impianto idroelettrico reversibile Đerdap 3.

L'obiettivo è che la Serbia abbandoni il carbone al più tardi entro il 2050, ha dichiarato. Aggiungendo che "non esiste una bacchetta magica" o soluzioni rapide, ma è necessaria una pianificazione scrupolosa. I Paesi dell'UE che affrontano le stesse sfide sanno quante risorse sono necessarie per raggiungere l’obiettivo, ha precisato Đedović aggiungendo che la Romania ha dovuto prendere decisioni difficili da un giorno all'altro.

I membri della Comunità Energetica dovrebbero lavorare per garantire un'esenzione dalla tassa transfrontaliera sulla CO2, altrimenti le entrate andranno all'esterno, all'UE, e la Serbia perderà i fondi necessari per la transizione energetica, ha avvertito il direttore del Segretariato della Comunità dell'energia Artur Lorkowski.

Gli esportatori di elettricità potranno essere esentati fino al 2030 solo se i mercati dell'elettricità della regione saranno integrati con l'UE sotto forma di fusione di mercato, ha spiegato. Inoltre, i membri della Comunità Energetica dovrebbero sviluppare sistemi di scambio di emissioni pienamente funzionali entro il 2030, ha aggiunto Lorkowski. La Comunità Energetica sostiene i Balcani occidentali nella creazione di un meccanismo regionale che consenta di equiparare il prezzo delle emissioni di CO2 a quello dell'UE.

Sulla scorta di quanto ha affermato, la tassa transfrontaliera dovrebbe incoraggiare i Paesi della regione a compiere quei passi fondamentali, che avrebbero dovuto essere compiuti diversi anni fa, verso la transizione verde. Inoltre, ha sottolineato, che quest’ultima rafforzerà la regione e ne aumenterà la competitività in Europa.

La due giorni del BEF 2023, organizzata dal portale Balkan Green Energy News e dalla Camera di Commercio serba, ha riunito a Belgrado i rappresentanti dei governi e delle maggiori aziende per discutere della transizione energetica nell'Europa sudorientale. Alla più grande conferenza sull'energia della regione hanno partecipato 400 persone provenienti da 28 Paesi, compresi i rappresentanti di organizzazioni internazionali.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Giovedì 11 Maggio 2023
Giovedì 11 Maggio 2023

Il RCF ha assegnato 2,34 milioni di euro a cinque consorzi serbi

L'8 maggio il Regional Challenge Fund (RCF) ha assegnato 2,34 milioni di euro, sotto forma di sovvenzioni per l'acquisto di attrezzature, per la realizzazione di opere infrastrutturali e per la formazione del personale, a cinque dei consorzi degli istituti scolastici serbi di maggior successo che lavorano a stretto contatto con le aziende per rafforzare l'istruzione professionale e duale, e che hanno presentato domanda per il secondo bando pubblico del Fondo.

Al secondo bando hanno mostrato interesse candidandosi 123 istituti appartenenti a sei economie dei Balcani occidentali, tra cui 19 serbi. I consorzi selezionati dalla Serbia sono stati cinque, di cui tre istituti di istruzione superiore e due istituti di istruzione secondaria, per un totale di 29 aziende.

Tra i progetti premiati, domina il settore dell'ingegneria meccanica e della lavorazione dei metalli; cinque sono progetti di consorzi guidati dall'Accademia di studi tecnici ed educativi applicati (Niš), dalla Facoltà di ingegneria meccanica di Niš, dalla Scuola di meccanica e del traffico di Čačak, dalla Facoltà di scienze tecniche di Kragujevac e dalla Scuola del traffico e della tecnica di Zemun.

I fondi stanziati saranno utilizzati per investimenti in attrezzature, infrastrutture e formazione del personale negli istituti di istruzione professionale, nelle scuole secondarie, nelle facoltà universitarie e nelle accademie di studi professionali, che svolgono attività di formazione cooperativa in collaborazione con le aziende.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Giovedì 11 Maggio 2023
Giovedì 11 Maggio 2023

L’interscambio commerciale della Serbia, marzo 2023

Secondo i dati dell'Ufficio statistico serbo, nel periodo gennaio-marzo 2023 la Serbia ha:

- esportato merce per un valore di 7309,70 milioni di euro, con un aumento del 15,80% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso;

- importato merci per 9413,50 milioni di euro, con un aumento del 0,70% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Gli scambi complessivi delle merci sono stati pari a 16723,20 milioni di euro, con un aumento del 6,80% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Espresso in euro, il deficit è di 2103,80 milioni, con una riduzione del 30,70% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La copertura delle importazioni rispetto alle esportazioni è del 77,60% ed è maggiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, quando era del 67,50%.

L’interscambio commerciale è stato maggiore con i paesi con i quali la Serbia ha firmato accordi di libero scambio. Gli Stati membri dell'UE rappresentano il 59,30% dell’interscambio totale. L’Italia è stata il terzo cliente (467,50 milioni di euro) ed il quarto fornitore (636,50 milioni di euro) della Serbia, nonché uno dei principali investitori stranieri nel Paese.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

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