Economia

Venerdì 30 Luglio 2021

Nel Regno Unito i prezzi delle case raggiungono il livello più alto dal 2004

Nel mese di giugno i prezzi delle case del Regno Unito hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi 16 anni, salendo del 13,4% rispetto al giugno 2020. L’ente finanziario Nationwide prevede inoltre che la domanda rimarrà forte fino a quando l'agevolazione fiscale da Coronavirus resterà in vigore.

"Mentre tale tendenza è in parte dovuta agli effetti di un mercato immobiliare insolitamente debole durante la scorsa estate, complice il primo lockdown, il mercato attuale continua invece a mostrare segnali ampiamente positivi", ha detto martedì il capo economista di Nationwide Robert Gardner.

Gli economisti intervistati da Reuters prevedono un aumento dei prezzi del 13,7% in termini annuali e dello 0,7% in termini mensili.

L'agevolazione fiscale, introdotta lo scorso anno nell'ambito del piano di sostegno di emergenza all'economia del paese proposto dal ministro delle finanze Rishi Sunak, era originariamente programmata fino alla fine di marzo. Nonostante ciò, 500.000 sterline di qualsiasi acquisto di proprietà in Inghilterra o Irlanda del Nord resteranno esenti da tassazione fino alla fine di giugno, mentre un'indennità esentasse di 250.000 sterline verrà mantenuta fino alla fine di settembre.

"Durante la completa riapertura dell’economia del paese è probabile che la domanda rimanga forte nel breve termine. La fiducia dei consumatori è tornata ad essere alta e i costi di finanziamento rimangono invece bassi. Ciò, combinato con un’offerta limitata, suggerisce ulteriori pressioni al rialzo sui prezzi. Nonostante ciò, le prospettive sono più difficili da prevedere avvicinandoci alla fine dell'anno", ha affermato Gardner.

Fonte: https://reut.rs/37a8GN7

 

(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)

Ultima modifica: Venerdì 30 Luglio 2021
Venerdì 30 Luglio 2021

Occupazione in Brasile: notizie incoraggianti

In Brasile, secondo i dati del Pnad Covid-19 (National Household Sample Survey Covid-19), il tasso di disoccupazione è aumentato e ha raggiunto il 14,2% a novembre 2020, il più alto dall’inizio dell’indagine (maggio dello stesso anno). Questo corrisponde a 14 milioni di persone senza lavoro nel paese.

Sempre nel novembre 2020, il Brasile ha aperto 414.556 posti di lavoro formale, secondo i dati del Caged (Registro generale dei lavoratori e dei disoccupati) rilasciato dal Ministero dell’Economia.

Un’altra notizia incoraggiante è che nel terzo trimestre del 2020 il tasso di disoccupazione nel paese è sceso al 13,1%, secondo l’IBGE.

Fonte: https://bit.ly/3f6D2ov

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

Ultima modifica: Venerdì 30 Luglio 2021
Venerdì 30 Luglio 2021

Brasile – l’inflazione nel 2020

In Brasile l’inflazione ha chiuso il 2020 con un aumento del 4,52%, il più alto dal 2016 (6,29%), secondo l’Indice Nazionale Ampio di Prezzi ai Consumatori (IPCA), pubblicato dall’Istituto brasiliano di geografia e statistica (IBGE).

L’indice dell’anno è rimasto al di sopra del centro dell’obbiettivo definito dal Consiglio Monetario Nazionale, che era del 4%, ma all’interno del margine di tolleranza di 1,5 punti percentuali verso il basso (2,5%) o verso l’alto (5,5%).

Fonte: https://bit.ly/3BxRX4x

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

Ultima modifica: Venerdì 30 Luglio 2021
Venerdì 30 Luglio 2021

Brasile – tassi di interesse

Sin dall’inizio dell’attuale governo, il Ministero dell’Economia ha promosso una politica economica di riduzione progressiva dei tassi di interesse. La crisi causata dalla pandemia del Covid-19 ha accelerato ancora di più questo processo. In Italia il panorama è simile: la Banca Centrale Europea, che guida all’economia del Paese, ha optato di promuovere un calo dei tassi di interesse nella zona dell’Euro.

La tassa Selic è la tassa basica di interesse dell’economia brasiliana. È il principale strumento della politica monetaria utilizzata dalla Banca Centrale (BC) per controllare l’inflazione e influisce su tutti i tassi di interesse del Paese, come i tassi di interesse sui prestiti, finanziamenti investimenti a breve termine.

La tassa Selic si riferisce al tasso di interesse delle operazioni sul prestito di un giorno tra istituzioni finanziarie che utilizzano titoli pubblici federali come garanzia. La Banca Centrale opera nel mercato dei titoli pubblici così che il tasso selettivo effettivo sia in linea con la meta di Selic fissata nella riunione del Comitato di Politica Monetaria (Copom).

Nel gennaio 2021, la tassa Selic era del 2%, la più bassa della serie storica, quando il Brasile ha adottato il sistema di targeting dell’inflazione, spiegando la politica di basso interesse adottata dal governo federale.

In Italia la politica economica è lasciata alla Banca Centrale Europea (BCE), in quanto il paese fa parte dell’Unione Europea e dell’Eurozona. Dall’ultima riunione del Consiglio del BCE, il principale tasso di riferimento (Refi) è rimasto allo 0%, il tasso sui prestiti marginali è rimasto stabile allo 0,25%, mentre il tasso sui prestiti sui depositi è stato a – 0,50%.

Dopo una serie di misure espansive adottate lo scorso dicembre, nella prima riunione della BCE nel 2021, l’attenzione del Consiglio di Amministrazione si volge ai risultati della lotta alla pandemia, a partire dal vaccino anti-Covid e dalle restrizioni della mobilità adottate nei diversi governi in Europa, che stanno inevitabilmente riducendo le attività di produzione e causando una maggiore incertezza economica.

La politica di bassi tassi di interesse adottata dalla Bce negli ultimi anni favorisce le richieste di mutui da parte delle famiglie italiane ed europee, che sono riuscite a comprare le proprie case approfittando dei tassi di finanziamento più bassi della storia. La scelta della BCE di lasciare i tassi di riferimento a zero si è riflessa, in particolare, nella tendenza verso i mutui a tasso indice.

Questo significa che il costo del denaro per le banche è a un livello minimo e, anche che il loro margine di profitto (spread) viene addebitato a tale importo, le istituzioni sono capaci di offrire ai propri clienti tassi leggermente superiori di zero e molte volte al di sotto dell’1,00%.

Tornando all’obiettivo della Bce, che è quello di portare l’inflazione a un livello del 2%, e date le ultime stime che non vedono nemmeno lontanamente questo livello, possiamo immaginare che i tassi rimarranno nei livelli attuali a medio termine.

Fonte: https://bit.ly/3xZDdcv

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

Ultima modifica: Venerdì 30 Luglio 2021
Venerdì 30 Luglio 2021

Interesse crescente per le start-up turche

I dati relativi agli accordi di investimento, stipulati da gennaio ad aprile 2021, evidenziano un vivo interesse da parte di investitori stranieri e nazionali per l'ecosistema delle start-up turche. Circa 161 angel investors, investitori in corporate venture capital e società di venture capital hanno effettuato investimenti nei primi quattro mesi del 2021, rispetto ai 73 dell’anno precedente. I settori dei video game, le tecnologie finanziarie e le tecnologie cloud si sono assicurate la quota maggiore dei finanziamenti. Secondo Serkan Ünsal, il fondatore di Startups.Watch (Turkish Startup Ecosystem Intelligence) sono stati investiti $ 139 milioni in 165 startup nel corso del 2020 ed entro il 2021 saranno realizzati accordi con 62 startup per un valore di $ 509 milioni.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

Ultima modifica: Venerdì 30 Luglio 2021
Venerdì 30 Luglio 2021

Produzione di combustibili in Brasile – performance 2020

Petrobras – società pubblica brasiliana – ha registrato la sua migliore performance operativa nel 2020, con record di produzione annuali, con 2,28 milioni di barili al giorno (MMbpb) di petrolio e LGN (liquido di gas naturale) e 2,84 milioni di barili di equivalente petrolio al giorno (MMboed) di produzione totale, ha riferito oggi lo stato. I record precedenti sono stati ottenuti nel 2015: rispettivamente 2,23 MMbpd e 2,79 MMboed.

Il record è stato ottenuto durante la pandemia e in un anno in cui c’è stata una contrazione della domanda globale di combustibili, con conseguenti prezzi bassi del petrolio sul mercato internazionale.

Anche la dimensione qualitativa della produzione, considerata un elemento estremamente importante per la generazione di valore, è aumentata. La produzione dei campi pre-sale lo scorso anno ha raggiunto 1,86 MMboed, con una quota del 66% nella produzione totale, rispetto al 24% del 2015. Secondo Petrobras, questo significa minori costi operativi e olio di migliore qualità.

La produzione media di petrolio, GNL e gas naturale nel 2020 è allineata all’obiettivo di produzione esaminata e divulgata nel Rapporto di produzione e vendita del terzo trimestre (2,84 MMboed), superando del 5% l’obiettivo originariamente previsto di 2,7 MMboed.

Nel quarto trimestre dello scorso anno, la produzione media di petrolio, GNL e gas naturale è stata di 2,68 MMboed, in calo del 9,1% rispetto al trimestre precedente, a causa della ripresa di gran parte delle fermate programmate che non potevano essere effettuate nel secondo e terzo trimestre.

Nella valutazione di Petrobras, alcuni punti sono stati fondamentali per la performance dell’azienda nel 2020. Tra questi, la maggiore produzione di piattaforme P-74, P-75, P-76 e P-77, nel campo di Buzios, a causa dell’espansione della capacità di lavorazione del petrolio e del gas delle unità, attraverso l’utilizzo di autorizzazioni temporanee di generazione di energia e compressione del gas disponibili, oltre all’elevato potenziale produttivo dei pozzi e del serbatoio.

Vale anche la pena di ricordare il minor numero di interventi rispetto a quello previsto per combattere la corrosione da CO2 nei gasdotti di iniezione sottomarini, attraverso lo sviluppo di nuovi strumenti e tecnologie di ispezione; il minore calo di produzione rispetto alle attese nei settori di Tupi e Sapinhoá, come risultato delle migliori prestazioni dei serbatoi; e la maggiore efficienza produttiva e l’ottimizzazione delle fermate di produzione sulle piattaforme, nonostante lo scenario di restrizioni operative derivanti dagli effetti della pandemia.

L’attenzione al miglioramento della gestione dell’inventario ha permesso di ridurre le scorte della società di 8 milioni di barili di petrolio nel 2020. Petrobras ha anche affermato che l’attenzione all’allocazione efficiente delle risorse, compresa la chiusura di uffici al di fuori del Brasile, ha portato a esportazioni record di petrolio e olio combustibile, che hanno compensato la contrazione della domanda interna di combustibili, specialmente nel secondo trimestre del 2020.

Le esportazioni di petrolio hanno permesso di generare liquidità in un momento critico, causato dalla pandemia, oltre ad evitare perdite di produzione. Al culmine della crisi di aprile, sono stati esportati 1 milione di barili al giorno. Secondo Petrobras, la performance positiva del petrolio Buzios, il principale petrolio nel paniere delle esportazioni, ha portato all’inclusione di 14 nuovi clienti per tutto il 2020.

Le vendite di derivati sono rimaste ad un livello simile a quello del 2019, consentendo il fattore di utilizzo (FUT) del parco di raffinazione allo stesso livello dell’anno precedente, nonostante la significativa riduzione nel secondo trimestre. La società ha spiegato che ciò è dovuto all’aumento delle esportazioni, evidenziando l’olio combustibile a basso contenuto di zolfo (con un record annuale di 194 Mbpd nel 2020), “associato a nuove azioni commerciali implementate nel 2020, come le aste di gasolio e benzina”.

Nel 2020 la produzione di derivati è cresciuta del 2,8%. La produzione di diesel S-10, a basso contenuto di zolfo, ha raggiunto record da luglio, come riflesso delle azioni commerciali implementate dall’azienda per ampliare l’offerta di questo prodotto al posto dell’S-500. La produzione totale di gasolio S-10 nel 2020 è stata un anno record, raggiungendo un livello di 121 milioni di barili. L’obiettivo di Petrobras è quello di lanciare prodotti più puliti per la conservazione dell’ambiente, ha detto l’azienda.

Nel segmento del gas e dell’energia, la generazione di energia nel 2020 è stata media di 1.756 megawatt (MW), con un calo del 13% rispetto al 2019, a causa del minor consumo causato dal calo dell’attività economica come effetto della pandemia. Nel quarto trimestre, tuttavia, la produzione di energia è aumentata del 315,4% rispetto al trimestre precedente, riflettendo la scarsità di precipitazioni, che ha comportato un forte aumento della domanda di gas naturale per sostituire la produzione di energia idroelettrica.

Fonte: https://bit.ly/36SzYaQ

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

Ultima modifica: Venerdì 30 Luglio 2021
Venerdì 30 Luglio 2021

Regno Unito: nuove informazioni sul programma di ipoteca di deposito del 5% e su come accedervi

Da adesso i compratori possono sottoscrivere un mutuo con un deposito del 5% in seguito all’entrata in vigore del 19 aprile scorso del nuovo programma di mutui garantiti dal governo britannico. Come funziona questo programma?

Il numero di mutui a basso deposito sul mercato si è ridotto drasticamente nei primi giorni della pandemia di coronavirus, poiché i creditori sono diventati molto più cauti nell'offrire prestiti "più rischiosi" in un'economia difficile.

Il nuovo schema affronterà questo problema aiutando i compratori di un primo immobile o gli attuali proprietari di casa a garantire un mutuo con solo un deposito del 5% per acquistare una casa di valore massimo pari a £ 600.000. Il governo offrirà infatti agli istituti di credito la garanzia di cui hanno bisogno per fornire mutui che coprono il restante 95%, nonostante i consueti controlli di accessibilità rimangano.

In generale, lo schema, che sarà aperto per le iscrizioni fino al 31 dicembre 2022, può essere utilizzato per proprietà nuove o esistenti. I finanziatori potranno acquistare una garanzia del governo che li risarcirebbe per una parte delle loro perdite in caso di recupero dell’immobile. La garanzia sarà valida fino a sette anni dall'origine del mutuo.

Dove si può ottenere un mutuo al 95%?

Lloyds, Santander, Barclays, HSBC UK e NatWest saranno tra i primi a lanciare mutui nell'ambito del programma, seguiti da Virgin Money a maggio.

Perché è stato introdotto lo schema?

Il governo del Regno Unito ha affermato che, quando è stata condotta l’analisi iniziale per il programma, il 69% degli affittuari privati ​​alla ricerca di un mutuo ha affermato di non essere riuscito a trovare molte offerte con un deposito basso.

Il segretario per gli alloggi Robert Jenrick ha dichiarato: “Per troppe persone, nonostante quanto lavorino duramente, la proprietà della casa può sembrare sempre fuori portata. Una delle maggiori divisioni nel nostro paese esiste tra coloro che possono permettersi la propria casa e coloro che non possono. [...] Insieme possiamo trasformare Generation Rent in Generation Buy" ha aggiunto.

Quale altro aiuto del governo è disponibile per i nuovi acquirenti?

Al programma di ipoteca di deposito del 5% si aggiungono l’aiuto all’acquisto (prestito azionario del governo che supporta i primi acquirenti con un prestito a basso interesse verso il loro deposito), la proprietà condivisa (la quale offre agli acquirenti di un primo immobile la possibilità di acquistare una quota della loro casa (tra il 25% e il 75%) e di pagare l'affitto sulla quota rimanente) e infine il Prime Case, un nuovo programma progettato per aiutare i primi acquirenti e i keyworker, offrendo case con uno sconto del 30% rispetto al prezzo di mercato.

Fonte: https://bit.ly/3709Smt

 

(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)

Ultima modifica: Venerdì 30 Luglio 2021
Venerdì 16 Luglio 2021

Turchia - Tasso di disoccupazione al 13,1% nel mese di marzo 2021

Secondo i dati dell’Istituto di Statistica turco (Turkstat), il tasso di disoccupazione della Turchia è stato del 13,1% nel mese di marzo, in calo di 0,1 punti percentuali su base mensile. Il numero di giovani disoccupati di età pari o superiore a 15 anni è aumentato di 59.000 unità rispetto al mese precedente, per un totale di 4,2 milioni. Il tasso di disoccupazione giovanile nella fascia di età 15-24 è stato del 25%, registrando una diminuzione di 0,7 punti percentuali su base mensile. Il tasso di occupazione è aumentato di 0,8 punti percentuali su base mensile (44,3%), per un totale di 28,9 milioni di persone impiegate. La partecipazione alla forza lavoro complessiva ha raggiunto il 51%, (+0,9%) nel mese di marzo, in aumento di 610.000 unità rispetto a febbraio.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana di Izmir)

Ultima modifica: Venerdì 16 Luglio 2021
Venerdì 16 Luglio 2021

I frontalieri in Svizzera in continuo aumento fin dall'inizio del nuovo secolo

Alla fine del 2020 in Svizzera si contavano 343 000 frontalieri, il doppio rispetto a 25 anni fa. Quasi tutti provenivano da uno dei Paesi limitrofi e lavorano in un Cantone di confine. E mentre nel Cantone di Ginevra se ne registrava il numero assoluto più alto, in Ticino i frontalieri rappresentavano la quota maggiore rispetto all’occupazione totale. Questi sono alcuni dei risultati della pubblicazione dell’Ufficio federale di statistica (UST) sui frontalieri in Svizzera dal 1996 al 2020.

I 343 000 frontalieri che lavoravano in Svizzera alla fine del 2020 rappresentavano il 6,7% delle persone occupate nel Paese. Tuttavia hanno un particolare impatto sul mercato del lavoro svizzero. In primo luogo, sono fortemente concentrati nelle regioni di confine, dove rappresentano una quota notevole delle persone occupate. In secondo luogo, dalla metà degli anni ‘90 il loro numero è più che raddoppiato, passando da 140 000 a 343 000 persone.

In crescita dal 1998

Negli ultimi 25 anni, l’evoluzione del numero di frontalieri in Svizzera è dipesa da svariati fattori, tra cui l’introduzione della libera circolazione delle persone e la crescita economica.

All’inizio del periodo di osservazione (1996), il numero di frontalieri era in realtà leggermente diminuito, ma a partire dal 1998, ogni anno sempre più persone hanno fatto i pendolari verso la Svizzera. Dal 2004, anno che segna l’inizio della liberalizzazione del mercato del lavoro svizzero per le persone con un permesso per frontalieri, è stato osservato un incremento ancora maggiore: tra il 1996 e la fine del 2004, in Svizzera ha lavorato in media il 2,7% di persone in più ogni anno. Nel periodo che va dalla fine del 2004 alla fine del 2020, questa crescita ha poi registrato una media del 4,4% all’anno. Nel complesso, tra il 1996 e il 2020 il numero di frontalieri è aumentato del 143%.

Alta percentuale nel Canton Ticino

Alla fine del 2020, la maggior parte dei frontalieri lavorava in un Cantone di confine. Mentre il loro numero assoluto più alto (più di 90 000 persone) è stato registrato nel Cantone di Ginevra, se si considera la loro quota sul totale delle persone occupate il quadro cambia: la proporzione più alta era quella nel Canton Ticino, dove si attestava al 29%, mentre nel Cantone di Ginevra era pari al 24%. Altri Cantoni con un’alta percentuale di frontalieri erano Giura (19%), Basilea Città (18%), Basilea Campagna (14%) e Neuchâtel (12%).

Oltre la metà arriva dalla Francia

Alla fine del 2020 quasi tutti i frontalieri provenivano da un Paese vicino. Più della metà (55%) era domiciliata in Francia, quasi un quarto (23%) in Italia e poco meno di un quinto (18%) in Germania. Meno del 3% di loro pendolava verso la Svizzera dall’Austria o dal Liechtenstein, mentre il restante 0,7% proveniva da altri Paesi. Di questi, la maggior parte abitava in Polonia (640 persone), Slovacchia (400) e Ungheria (360).

Impiegati nell’industria più spesso delle persone occupate svizzere

Nel quarto trimestre 2020, i frontalieri lavoravano nel settore dell’industria più frequentemente rispetto alle persone occupate di nazionalità svizzera. Della forza lavoro indigena, solo il 21% lavorava nel settore secondario, contro il 33% dei frontalieri.

Tuttavia, così come per la forza lavoro di nazionalità svizzera, anche la maggioranza dei frontalieri era attiva nel settore terziario, seppure con proporzioni diverse. Infatti, mentre il 77% di tutte le persone occupate svizzere lavorava nel settore dei servizi, solo il 67% dei frontalieri lo faceva. Nel settore dell’agricoltura era attivo solo lo 0,7% dei frontalieri, contro il 2,3% delle persone occupate di nazionalità svizzera.

 

Fonte: http://www.ccis.ch/it/news.aspx?id=1434

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)

Ultima modifica: Venerdì 16 Luglio 2021
Venerdì 16 Luglio 2021

Svizzera: torna a crescere la disparità salariale

Le donne, in media, guadagnano 684 franchi al mese in meno

Stesso lavoro, stessa formazione, stipendio diverso. In cifre: 684 franchi al mese in meno. È quello che viene definito "divario salariale inspiegabile" tra uomo e donna, quella parte di differenze che non è dunque riconducibile a fattori come esperienza o formazione.

Una divergenza che in Svizzera dal 2014 è tornata ad aumentare, passando in media dal 7,4% all'8,1% nel 2018, ultimo dato disponibile e reso pubblico ieri dall'Ufficio federale di statistica.

"Quello che abbiamo notato - spiega Gudrun Sander, professoressa di economia dell'Università di San Gallo - è che non ci sono miglioramenti. E questo è legato soprattutto al fatto che in tante aziende il potenziale delle donne non viene sfruttato abbastanza".

Il rapporto tratteggia anche le differenze sul piano regionale. In generale, a Ginevra vengono registrate le differenze minori, quelle maggiori a Zurigo. Se ci si limita però alla parte inspiegabile del divario, il Ticino è ultimo. A pesare - in questo caso - è soprattutto il settore privato. Nel settore pubblico, invece, il Ticino risulta essere primo della classe, perché il divario è invece del 3,1%. A fare la differenza potrebbero essere le nuove regole: aziende a partire da 100 dipendenti devono fare un'analisi della disparità salariale per fine giugno.

"Di certo – annota Gabriel Fischer, di TravailSuisse - è un passo importante, allo stesso tempo non c'è però nessuno che controlla che queste analisi vengano davvero fatte".

TravailSuisse ha dunque deciso di stilare una "lista bianca". Un elenco di aziende che comunicano in modo trasparente gli stipendi dei e delle dipendenti.

 

Fonte: http://www.ccis.ch/it/news.aspx?id=1432

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)

Ultima modifica: Venerdì 16 Luglio 2021