Domenica 30 Novembre 2025
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Rishi Sunak e il premier italiano Giorgia Meloni hanno promesso di lavorare insieme su diversi aspetti - tra cui la lotta all'immigrazione clandestina - inaugurando un nuovo periodo favorevole nelle relazioni tra i due paesi. Con parole calorose prima dei loro colloqui privati, Sunak ha descritto i valori del Regno Unito e dell'Italia come "molto allineati": i due paesi firmeranno un memorandum d'intesa che rafforzerà la cooperazione bilaterale per ridurre la migrazione clandestina, migliore il settore della difesa e dare una risposta concreta all'invasione russa dell'Ucraina.
Il Presidente britannico ha reso omaggio alla "gestione molto attenta dell'economia italiana" da parte del primo ministro Giorgia Meloni. "Penso che i valori tra i nostri due paesi siano molto allineati, motivo per cui possiamo collaborare su sfide condivise: sia che si tratti di rispondere all'invasione in Ucraina, dove ancora una volta rendo omaggio alla vostra leadership, ma anche contrastare l'immigrazione clandestina, che è qualcosa che accomuna entrambi i paesi”.
Arginare il flusso di migranti è una questione chiave per entrambi i governi. Giorgia Meloni ha detto che il governo britannico sta facendo "molto bene" sulla questione. "Ci sono nazioni come le nostre che hanno una forte partnership da decenni, ma possiamo fare di più su molte questioni, tra cui difesa e Ucraina. La lotta ai trafficanti e all'immigrazione clandestina è qualcosa che il governo britannico sta facendo molto bene.”
All'ordine del giorno anche l'accordo tra Regno Unito, Italia e Giappone per lo sviluppo di aerei da combattimento di nuova generazione. La partnership per la difesa, annunciata a dicembre, spera di rendere disponibili questi aerei di ultima generazione entro il 2035.
Sunak e Meloni si sono incontrati per la prima volta a margine del vertice sul clima Cop27 in Egitto lo scorso novembre, alcune settimane dopo essere entrati in carica.
Fonte: https://bit.ly/41WkNIv
(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)
Il primo ministro inglese Rishi Sunak ha ricevuto numerose richieste da parte delle aziende britanniche per modificare la politica del governo sull'IVA. Gerry Murphy, presidente di Burberry, ha dichiarato che la decisione di porre fine ai rimborsi IVA, presa dallo stesso Sunak nel 2020, è stata un "autogol".
Murphy ha chiesto esplicitamente al primo ministro di revocare la sua decisione di rimuovere gli acquisti esentasse per i turisti stranieri che decidono di fare shopping in UK. Intervenendo a una conferenza organizzata dal governo, denominata Business Connect, il presidente di Burberry ha affermato che questa decisione ha reso il paese la "destinazione meno attraente per lo shopping in Europa", come riportato dal quotidiano inglese The Guardian.
All'inizio della conferenza, il primo ministro ha poi dichiarato: "Vogliamo che le piccole e grandi imprese britanniche sappiano che questo governo è forte". Allo stesso evento, che ha visto la partecipazione di circa 200 amministratori delegati di alto profilo, il cancelliere Jeremy Hunt ha difeso la decisione di rimuovere il rimborso dell'IVA, affermando che questa mossa ha fatto risparmiare al Regno Unito circa 2 miliardi di sterline.
È probabile che il governo debba affrontare nuove richieste di modifica della propria strategia commerciale post-Brexit, dopo le numerose preoccupazioni che sono merse sui controlli delle merci importate da paesi UE. I nuovi controlli sui prodotti provenienti dall'Unione Europea potrebbero alimentare la crescente inflazione alimentare, con le aziende che sono state colpite da costi aggiuntivi fino a 400 milioni di sterline a causa dei controlli alle frontiere.
L'inflazione persistente ha già portato i consumatori britannici a cambiare i loro modelli di spesa, con supermercati discount come Lidl e Aldi che hanno visto aumentare le vendite - come riportato da Bloomberg.
Fonte: https://bit.ly/40PjWI9
(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)
Sainsbury's, il secondo più grande gruppo di supermercati in UK, si è posto l'obiettivo di espandere le linee di prodotti a marchio proprio entro la fine dell’anno, visto la crisi del costo della vita che i consumatori stanno affrontando. Come riportato dai dati ufficiali, i cittadini britannici acquistano sempre più prodotti a marchio proprio, solitamente più economici dei prodotti delle grandi marche.
Secondo le stime di Kantar, nelle quattro settimane antecedenti il 16 aprile, le vendite di prodotti a marchio proprio in UK sono aumentate del 13,5% su base annua, con le linee di prodotti più economiche in aumento del 46%.
"Lavoreremo maggiormente sui prezzi dei prodotti nelle prossime settimane e mesi, è un'area su cui siamo davvero focus", ha risposto ai giornalisti il CEO di Sainsbury, Simon Roberts, dopo i risultati raggiunti nel biennio 2022-23. Oltre ad acquistare più prodotti a marchio proprio, i clienti stanno acquistando articoli specifici - come surgelati - recandosi sempre più frequentemente nei supermercati ma decidendo di non mangiare fuori casa.
"I clienti stanno risparmiando dove possono, decidendo di rimanere più spesso a casa", ha affermato Simon Roberts, evidenziando un numero record di clienti durante il periodo pre Pasqua. L'attività di merchandising generale Argos ha visto inoltre forti aumenti nelle vendite di beni di consumo nel settore dell’elettronica, ma un calo nella categoria dei mobili per la casa.
Fonte: https://reut.rs/3ACi0IB
(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)
Il primo ministro britannico Rishi Sunak vorrebbe sfruttare le nuove relazioni con l'Unione Europea per rendere più facile per i cittadini britannici viaggiare nei paesi UE - soprattutto dopo che i recenti ritardi che si sono verificati alle frontiere. La speranza del primo ministro è di raggiungere un accordo per consentire ai cittadini britannici di utilizzare i varchi elettronici dell'UE per i controlli dei passaporti: questo accelererebbe le verifiche alla frontiera.
Non è stato ancora raggiunto un accordo formale: Sunak incontrerà la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen al vertice del G7 in Giappone a maggio. Il primo ministro britannico ha lavorato per ricostruire i legami tra Bruxelles e Londra dopo i precedenti governi Johnson e Truss. A marzo, Rishi Sunak e Ursula Von Der Leyen hanno delineato un nuovo accordo sulle regole commerciali post-Brexit in Irlanda del Nord.
Il portavoce del primo ministro britannico, Max Blain, ha affermato che il governo sta lavorando con gli stati dell'UE. La portavoce della Commissione europea Anitta Hipper ha dichiarato che un nuovo programma di “ingresso-uscita” è in fase di sviluppo e potrebbe includere "un sistema automatizzato per i cittadini di paesi terzi": i valichi di frontiera sono una questione fondamentale nel dibattito post Brexit.
L'UE al momento permette solo ai cittadini europei e alle nazioni affiliate al proprio Spazio Economico Europeo di utilizzare i suoi e-gate per i passaporti. Il Regno Unito invece consente già ai visitatori dell'UE di utilizzare gli e-gate all’entrata nel paese: una disparità nella regolamentazione dei viaggi. Il governo spagnolo ha deciso unilateralmente di consentire ai cittadini britannici di utilizzare i suoi e-gate l'anno scorso: il Regno Unito spera che un accordo simile possa essere esteso a tutti i paesi dell’Unione Europea.
In base agli attuali piani dell'Unione Europea - che dovrebbero essere attuati entro il 2024 per semplificare le procedute alle frontiere - ai cittadini del Regno Unito e di altri paesi terzi potrebbero semplicemente essere richieste le impronte digitali e la biometria facciale per ottenere un’"esenzione dal visto".
Fonte: https://bloom.bg/424aZMh
(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)
L'Asset Management Task Force del Segretario per l’Economia britannico vedrà la partecipazione di cinque nuovi dirigenti senior specializzati in investimenti e nella gestione patrimoniale. Hans Georgeson (CEO, Royal London Asset Management), Mark Murray (Senior Partner, Artemis), Joseph Pinto (CEO, M&G Asset Management), Nick Ring (CEO EMEA, Columbia Threadneedle) e Andrew Telfer (CEO, Baillie Gifford) si sono uniti alla task force sulla scia delle recenti riforme di Edimburgo, con lo scopo di guidare ulteriormente la crescita e la competitività del paese nel settore dei servizi finanziari.
Il Segretario Economico ha anche lanciato un nuovo gruppo di lavoro sul settore tecnologico, che funzionerà parallelamente alla task force per esaminare l'impatto delle nuove tecnologie sul settore dell'asset management. Il gruppo - presieduto da Michelle Scrimgeour (CEO, Legal and General Investment Management) - lavorerà per sviluppare i vantaggi settoriali per investitori e imprese, identificando le principali opportunità offerte dalle tecnologie. Il gruppo sarà composto da esponenti del governo, autorità del settore e parti interessate non legate alla gestione patrimoniale.
Il rapporto prodotto dalla task force spiegherà i risultati ottenuti e fornirà nuove raccomandazioni per il governo, le autorità che operano nella regolamentazione degli asset finanziari e l'industria. I precedenti rapporti prodotti dalla task force – come quello sulla gestione di fondi in UK - hanno avuto molto successo.
Andrew Griffith, Segretario economico al Tesoro, ha dichiarato: “L’asset management è di fondamentale importanza per l'economia del paese. Il Regno Unito è in una buona posizione per sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie nei servizi finanziari e attendiamo con grande interesse i risultati del nuovo Technology Working Group".
Fonte: https://bit.ly/41ZEIWG
(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)
Cenni storici
Tradizionalmente, la Danimarca non veniva considerata come un Paese di immigrazione. Ciò era dovuto alla sua popolazione relativamente omogenea di 5,4 milioni di abitanti, al forte senso di identità nazionale e al fatto che, fino a poco tempo fa, i flussi migratori risultavano essere moderati. La maggior parte degli immigrati in Danimarca proveniva, infatti, da altri Paesi nordici ed occidentali e il Paese registrava più emigrazione che immigrazione.
All’inizio degli anni Settanta, tuttavia, un numero crescente di immigrati, soprattutto rifugiati con familiari a carico, nonché ex lavoratori ospiti, hanno posto pianta stabile nel paese andando a costituire le fondamenta di quello che oggi è uno tra gli stati maggiormente multiculturali d’Europa.
Oggi, l'immigrazione in Danimarca è costituita prevalentemente da richiedenti asilo ma il paese riceve ogni anno un certo numero di cittadini provenienti dai Paesi occidentali, in particolare dai Paesi scandinavi, dall'UE e dal Nord America, che di solito vengono a lavorare o a studiare per un periodo di tempo limitato.
L’Immigrazione in Numeri
Stando ai dati pubblicati dal Centro Nazionale Danese per l'Integrazione, la popolazione della Danimarca è costituita per il 95% da autoctoni, un 3% da emigrati in Danimarca provenienti da altri Paesi e il 2% discende da genitori stranieri.
Solo un quarto degli stranieri che vivono in Danimarca ha ottenuto la cittadinanza e i requisiti di naturalizzazione sempre più severi tendono a limitarne l'accesso. Il numero di nuovi cittadini è sceso al minimo degli ultimi 40 anni nel 2019, quando solo 1.781 persone hanno acquisito la cittadinanza; nel 2020, invece, 7.076, secondo Statistics Denmark.
Stando ai dati raccolti sui movimenti migratori all’interno del paese scandinavo, al 2023, si conferma una forte preferenza verso il Paese da parte degli stati dell’Europa dell’Est, con la Polonia che conta circa 47.000 persone e, a seguire, Ucraina e Romania che rispettivamente contano 39.000 e 38.000 persone. Il Paese presenta anche una forte comunità araba con circa 140.000 abitanti tra Siria, Turchia, Iraq e Iran.
Politiche all’Immigrazione
La Danimarca, come gli altri paesi scandinavi, è una nazione piccola e altamente sviluppata la cui cultura è basata sull’omogeneità culturale e sulla fiducia sociale.
Lo Stato danese, negli anni, ha sviluppato uno stato sociale universalistico basato su alti livelli di prestazioni pubbliche quali: assistenza sanitaria, istruzione, sussidi di disoccupazione, ecc. Queste strutture di welfare hanno portato ad una quantità significativa di interventi statali in ambito sociale volti ad una ridistribuzione economica tra i vari gruppi sociali. Inoltre, il sistema di egualitarismo sociale si fonda, al tempo stesso, sul presupposto che i cittadini si guadagnino i loro diritti contribuendo (attraverso la tassazione), nel corso di una vita di lavoro attivo, al mantenimento e alla crescita della ricchezza nazionale.
Allo stesso tempo, per un'integrazione riuscita, l’obiettivo del governo danese è sempre stato quello dell'inclusione individuale e dell'acculturazione ai costumi della vita danese, questo perché il sistema politico danese (a differenza di quello di altri Paesi nordici) non si basa sul riconoscimento delle minoranze e solo in casi eccezionali ammette diritti e rivendicazioni culturali basati sullo status di minoranza.
Tuttavia, occorre evidenziare come oggi gli immigrati vengano visti come una presenza non propriamente gradita e ciò, a causa di una più difficile e non pienamente riuscita assimilazione culturale.
CPR Number
Oggi, in Danimarca, il primo passo verso l’integrazione possiamo dire essere a carico del privato cittadino. Egli, infatti, qualora sia intenzionato a lavorare sul territorio danese, ha l’onere di registrarsi presso le autorità statali per il rilascio del così detto “CPR Number”; esso è rappresentativo di un codice identificativo che attesta la vostra residenza all’interno del paese. Il CPR Number è essenziale se si vuole aprire un conto bancario, accedere all'assicurazione sanitaria, prendere in prestito libri dalla biblioteca, pagare le tasse, ricevere uno stipendio e così via, insomma, è indispensabile se si è decisi a vivere nel paese.
Per il suo ottenimento sono richiesti alcuni requisiti di base:
Tirando le somme
La Danimarca è un paese particolare, con una ideologia politica e culturale molto differente se comparata con paesi come l’Italia. La Danimarca può, sì essere vista come un paese di opportunità ma, al tempo stesso, è un paese che non transige del rispetto delle proprie regole interne e della propria cultura. Quello danese è un popolo accogliente ma non integrativo, all’interno del quale l’integrazione va meritata.
Proprio di quest’ultimo aspetto è bene tenerne conto qualora si sia un’impresa, un libero professionista o un semplice cittadino in cerca di un futuro all’interno di questo paese.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)
Telelavoro e nuovi accordi fiscali. Il Ministro delle economie e delle finanze italiano Giancarlo Giorgetti e la consigliera federale Karin Keller-Sutter, hanno firmato l’accordo amichevole che risolve annose questioni tra i due stati, rimaste in sospeso.
Un dialogo disteso ha permesso ai due stati confinanti di trovare un assetto propizio a durature relazioni fiscali e commerciali.
La dichiarazione politica concernente la regolarizzazione di alcune questioni fiscali pendenti permette così all’Italia di togliere la Svizzera dalla black list persone fisiche stilata nel 1999. Questa positiva risoluzione permette di eliminare ogni lacciuolo amministrativo che rendeva talvolta farraginose alcune relazioni fiscali tra i due Paesi.
Non è tutto: è stata trovata anche una soluzione transitoria relativa all’imposizione del telelavoro per i lavoratori frontalieri, che rimarrà valida fino al 30 giugno 2023.
La ministra delle finanze Karin Keller-Sutter ha affermato: “La dichiarazione firmata dirime finalmente due importanti questioni fiscali aperte tra Svizzera e Italia.” Giorgetti ha anche espresso fiducia verso la volontà del Parlamento italiano di ratificare il nuovo accordo relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri sottoscritto nel 2020. In Svizzera l’accordo è stato approvato dalle Camere federali già nel marzo del 2022.
Fonte: https://bit.ly/40GHRtv
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)
Surplus commerciale ancora su nel 2022, non solo per trainato dei prezzi delle materie prime
Nel 2022 l’interscambio commerciale brasiliano (la somma di esportazioni e importazioni) ha registrato un incremento del 21%, dopo quello del 36% nel 2021, raggiungendo la nuova cifra record di 607 miliardi di dollari.
L’incremento del valore dell’export (a 334,5 miliardi), spiegato dal miglioramento del commercio mondiale, dall’apertura di nuovi mercati di sbocco a causa del conflitto in Ucraina e dall’aumento del prezzo delle commodities ha superato quello dell’import (a 272,7 miliardi), che ha beneficiato principalmente dell’incremento dei prezzi di petrolio e altri beni energetici. La crescita di export e import, rispettivamente leggermente superiore e inferiore alle attese, ha determinato un saldo migliore di quello previsto: 62 miliardi di dollari (3,2% del PIL), nuovo record della serie storica.
La quota del surplus originato dalla Cina è calata al 47% (dal 66% nel 2021), mentre quella dell’export acquistato dal gigante asiatico, la cui economia è in rallentamento, è scesa al di sotto del 30%. Nonostante ciò, va segnalata la positiva apertura nello scorso novembre del mercato cinese al mais brasiliano. Il valore dell’export di quest’ultimo è triplicato nel 2022 non solo per l’aumento del prezzo, ma anche perché il prodotto brasiliano ha conquistato gli spazi lasciati aperti dalla crisi dell’Ucraina, quinto produttore a livello globale.
Nella classifica dei fornitori di importazioni, capeggiata dalla Cina, l’Italia si è confermata al settimo posto – al secondo tra i paesi UE, dopo la Germania. L’interscambio bilaterale con l’Italia è aumentato dell’11,3% (a 10,4 miliardi di dollari), riportandosi a un livello di poco inferiore rispetto al record registrato nel 2011. Il saldo commerciale, a favore dell’Italia dal 2009, si è ridotto a 0,6 miliardi di dollari.
Le importazioni brasiliane dall’Italia hanno registrato un balzo del 2% (a 5,6 miliardi di dollari): gli acquisti di prodotti chimici e farmaceutici (la seconda categoria di prodotti italiani più rilevante sull’import brasiliano con una quota del 21%) sono aumentati più della media (+19%), mentre hanno segnato un calo del 9% macchinari e apparecchiature elettriche.
Le prospettive per il 2023 continuano a essere positive, nonostante l’attesa frenata per il commercio mondiale. Secondo l’Associazione per il Commercio Estero del Brasile il saldo commerciale potrebbe addirittura aumentare perché il progressivo rientro dei prezzi delle materie prime, già iniziato negli ultimi mesi, colpirebbe prima e con intensità maggiore nel prossimo anno le commodities energetiche di quelle minerali e agricole.
Fonte: Rivista AFFARI numero 176 | pagine 56 e 57: https://bit.ly/41HAX8x
(Contenuto editoriale a cura della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)
La città di Praga Capitale ha realizzato lo scorso anno investimenti per oltre 16 miliardi di corone. Lo ha comunicato il municipio.
Nel 2022 il municipio della metropoli ceca ha realizzato investimenti per 16,5 miliardi di corone, circa 6,4 miliardi di corone in più rispetto al 2021. Sono praticamente raddoppiati a nove miliardi di corone i fondi destinati agli investimenti nel settore dei trasporti. Tra i grandi progetti infrastrutturali avviati c’è la costruzione della metro D, che è costata al municipio oltre quattro miliardi di corone.
Il municipio ha poi speso oltre un miliardo di corone per l’acquisto dei terreni e di altri immobili. Circa 300 milioni di corone sono andati a finanziare i lavori di ristrutturazione e potenziamento del Palazzo delle Fiere a Holešovice. Del 50% sono poi aumentati gli stanziamenti per la cultura e il turismo.
Fonte: https://bit.ly/3As7svs
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Tra le aree metropolitane degli Stati Uniti che hanno registrato i tassi di disoccupazione più bassi, quattro su cinque si trovano in Florida, grazie alla sua robusta attrattività turistica, l'aumento della popolazione e la crescita degli investimenti commerciali.
Secondo le ultime classifiche del Bureau of Labor Statistics, il tasso di disoccupazione più basso è stato registrato nella città di Miami, con 1 milione di abitanti e un tasso del 2,2% nel febbraio 2023, paragonabile a quello di Birmingham, Alabama. Le altre grandi città della Florida, Jacksonville, Tampa e Orlando, hanno registrato tassi di disoccupazione inferiori al 2,7% nello stesso mese, mentre la media nazionale si è attestata al 3,5% a marzo.
La Florida ha registrato un'elevata immigrazione di cittadini statunitensi che si allontanano dalle zone più fredde e dai costi più elevati del Nord-Est. Infatti, secondo le ultime stime del Census Bureau, la Florida ha registrato il maggior incremento di popolazione dovuto all'immigrazione interna di qualsiasi altro Stato dal luglio 2021 al luglio 2022, con una crescita di oltre 300.000 residenti e la percentuale di crescita più alta.
Il Sunshine State offre prezzi più accessibili e un clima più mite rispetto alle costose città costiere, in primis San Francisco e New York. L'afflusso di residenti ha aumentato la domanda dei consumatori, e quindi un maggior numero di lavoratori per soddisfare la crescente domanda di nuove unità abitative.
Anche il turismo in Florida ha registrato un boom negli ultimi mesi, grazie anche all'inverno più mite rispetto agli altri anni. Più di 137 milioni di persone hanno visitato lo Stato lo scorso anno, superando il totale del 2019. L'ultimo trimestre del 2022 è stato il sesto consecutivo in cui il numero di visitatori ha superato i livelli pre-pandemia.
La Florida ha beneficiato anche del trasferimento di aziende nello Stato, in quanto titani della finanza come Citadel, Goldman Sachs e Blackstone hanno tutti annunciato l'intenzione di trasferire parte o tutte le loro attività a Miami, e altre aziende del settore finanziario seguiranno.
L'economista della Florida International University, Mihaela Pintea, ha dichiarato che l'economia della Florida è solitamente legata agli andamenti dell'economia nazionale, che hanno effetti sempre più amplificati nel Sunshine State.
Fonte: https://cnn.it/442KfO7
(Contenuto editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce Southeast)